Asta LTE. Il governo alle tv locali: “liberare le frequenze o niente indennizzo”

Il governo, dopo il comitato dei ministri svoltosi ieri, cerca disperatamente di sbrogliare la vicenda dell’importante gara per le frequenze dello spettro elettrmognetico da destinare ai servizi della banda larga mobile.

A fronte delle lamentele delle telco, Telecom Italia in primis, che non vorrebbero acquistare a caro prezzo le licenze di frequenze ancora occupate dalle televisioni, e in vista della terribile ipotesi di ritrovarsi un’asta LTE deserta, l’esecutivo rassicura gli operatori telefonici con le solite imposizioni di forza. Il ministro dello sviluppo, Paolo Romani, ha dichiarato che si tratta di preoccupazioni infondate e che le frequenze vanno liberate sicuramente entro il 1° gennaio 2013.

Le tv locali infatti, uniche emittenti in tutto il mercato tv che dovranno cedere obbligatoriamente le proprie frequenze (i canali 61-69 UHF) fra i 300 MHz dello spettro in gara, minacciano da mesi numerosi ricorsi al TAR se non avranno in cambio i giusti indennizzi (chiedono il 20% dei ricavi totali) per l’espropriazione delle risorse frequenziali. Il meccanismo messo a punto nel Decreto Omnibus prevede che le tv locali possano usufruire del risarcimento oppure spostarsi sui multiplex di emittenti più grandi perdendo così autonomia di operatore.

Ma Romani ha trovato la “soluzione”:  niente indennizzo per le tv locali che libereranno le frequenze occupate dopo il giugno del 2012 e per le compagnie telefoniche promette una prima maxi rata da oltre un miliardo di euro da pagare entro settembre di quest’anno.

Due mosse a sorpresa del governo al fine di accelerare l’asta LTE, che dovrebbe far arrivare nelle casse dello Stato 3,1 miliardi di euro, secondo le stime più recenti dichiarate sempre ieri dal ministro. Nello specifico l’azione di forza nei confronti delle emittenti locali e la promessa di una mega dilazione dei pagamenti per le frequenze, ideate dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e non ancora formalizzate, sono considerate decisive per convincere i network regionali a scendere a patti con il governo, che ha promesso alle stesse tv locali uno sforzo ulteriore per aumentare la cifra di 240 milioni di euro dell’indennizzo.

La scelta poi di dilazionare nel tempo il pagamento delle licenze dei canali dello spettro da parte delle società telefoniche, potrebbe essere una carta vincente per convincere le telco, che però dovrebbero mettere sul piatto, a gara avvenuta e quindi entro il 30 settembre 2011, quasi il 50% dell’importo totale e quindi oltre un miliardo e mezzo di euro, versando poi il resto a rate quando avranno la disponibilità effettiva delle frequenze.

Secondo le indiscrezioni raccolte da MF-Milano Finanza, la scelta del governo di incassare prima del tempo parte degli introiti della gara per le frequenze è dovuta a necessità di finanza pubblica (gran parte dei ricavi dell’asta infatti sono da inserire nel bilancio della Legge di Stabilità 2011), legate alle ristrettezze chieste dalla stessa Unione Europea in questo periodo di crisi del debito sovrano.

l governo rassicura gli operatori tlc sulla prossima asta per l’assegnazione delle frequenze televisive per la banda larga mobile. Di fronte alle difficoltà create dalle Tv locali, che hanno minacciato ricorsi al TAR se non si rivedranno i rimborsi previsti per l’espropriazione delle risorse frequenziali, il Ministro Paolo Romani ha rassicurato le telcos affermando che si tratta di ‘preoccupazioni infondate’ e che “le frequenze vanno liberate entro il 1° gennaio 2013”.
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