Diritti Tv Calcio: il governo da ragione alle grandi squadre

Nella guerra per l’assegnazione dei diritti televisivi tra i cinque grandi club di calcio di Serie A e le altre piccole squadre scende in campo il governo che sceglie di schierarsi apertamente accanto alle società più ricche. Il Sole 24 Ore, in un articolo di stamane di Daniele Lepido, riporta di avere avuto accesso a un documento dell’esecutivo e del Ministero dello sviluppo economico che risponde alle richiesta da parte di Milan, Juventus, Inter, Napoli e Roma sulla definizione concreta dei “bacini d’utenza e dei tifosi” sulla quale si gioca la querelle tra i club di Serie A.

Infatti le 5 grandi società di calcio e le altre piccole sono da mesi ai ferri corti per l’accordo sulla ridefinizione dei criteri per misurare il numero di tifosi, in base ai quali spartirsi il 25% di oltre un miliardo di euro dei diritti tv (la legge prevedere che un altro 30% venga assegnato per i meriti sportivi, un 5% venga calcolato in base a dati ISTAT sulle tifoserie, e il rimanente 40% venga ripartito in parti uguali).

Dopo il cambiamento delle misurazioni dei bacini d’utenza votato a maggiornanza dalla Lega Serie A (dalle 15 società più piccole), e i vari ricorsi dei grandi 5 club all’Alta Corte Federale e ai tribunali, ora arriva il parere del governo che nega appunto le decisioni dei piccoli club stralciando il diritto di rilevare in modo discrezionale alcuni criteri per misurare i bacini d’utenza e dei tifosi. In pratica il governo vieta alla Lega Calcio Serie A di individuare attraverso indagini statistiche il bacino d’utenza e i dati suoi sostenitori delle squadre del massimo campionato di calcio, limitando le ricerche alle modalità geografiche, demoscopiche o in base alle caratteristiche del campione. Ma la guerra continua, e venerdì 17 giugno è fissata l’udienza per la discussione del ricorso dei 5 grandi club nei confronti della Lega.

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