Internet Service Provider contro le regole UE: “Non faremo la polizia della rete”

Gli Isp e gli attivisti dei diritti on-line europei sono in rivolta: la Commissione Ue starebbe favorendo la censura, dicono, perché la nuova Intellectual Property Rights Strategy, che sarà pubblicata domani 24 maggio, chiederà agli Internet Service Provider di contribuire direttamente a fermare la pirateria online, svolgendo compiti simili a quelli di polizia. Una lesione dei diritti fondamentali, sostengono gli attivisti, perché gli Isp sarebbero costretti a punire i loro utenti senza l’intervento di un giudice o di un tribunale.

La nuova strategia rappresenta una revisione della Intellectual Property Rights Enforcement Directive dell’Ue e ha lo scopo di “affrontare alla radice la piaga della violazione della proprietà intellettuale su Internet. Ma gli Isp e le Ong sostengono che l’inclusione di tale “cooperazione” nella strategia significherà che i provider saranno obbligati a filtrare i siti web secondo le indicazioni dell’industria dell’intrattenimento e a limitare l’accesso o addirittura negarlo agli utenti che sono stati sorpresi in atti di download illegale per tre volte, senza una sentenza di un tribunale e senza la possibilità da parte del consumatore di difendersi legalmente.

L’obiettivo ultimo della proposta dell’Intellectual Property Rights Strategy europea, secondo Ips e attivisti, è quello di inculcare tra gli utenti della rete una “cultura del terrore” in grado di scoraggiare l’uso di Internet per il download e lo streaming illegale. E l’eventuale filtro e il blocco del traffico, dicono le associazione degli Internet Service Provider, costerebbe la bellezza di 1 milione di sterline al giorno. (Corriere delle comunicazioni)

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