UE avverte Romani: “Il Beauty Contest per il digitale terrestre non va”

Il bando della gara per l’assegnazione delle 5 frequenze della piattaforma del digitale terrestre, così formulato dal ministro dello sviluppo economico Romani, preoccupa il commissario UE alla concorrenza Joaquin Almunia, che vuole assolutamente evitare un altro caso Europa 7. Lo spagnolo non vuole che si ripeta il pasticcio televisivo che per 10 anni, grazie ai maneggi politici italiani, ha impedito a Francesco Di Stefano di trasmettere sulla frequenza tv cui aveva diritto perchè occupata da Rete 4.

Secondo La Repubblica il bando della gara a beauty contest per l’assegnazione dei 5 multiplex (più uno sperimentale), imposto dalla stessa Commissione Europea per aprire il mercato televisivo italiano, è arrivato sul tavolo di Almunia prima di Pasqua, ma solo in questi ultimi giorni il commissario ha avuto il tempo di leggerlo e di inviare le prime informali osservazioni.

A preoccupare l’UE sono soprattutto le differenze tra i 5 mux in gara. Due sono a frequenza unica, due ne hanno due e uno addirittura tre. E i problemi potrebbero sorgere nella fase di coordinamento frequenziale con i paesi confinanti. Per i lotti a monofrequenza non vi sono problemi, basta mettersi d’accordo con le autorità estere. Per i blocchi di canali a più frequenze potrebbero sorgere situazioni complesse: ad esempio in Liguria e in Toscana (regioni che dovrebbero passare al digitale terrestre a fine anno) c’è il rischio che si verifichino conflitti con le frequenze tv trasmesse dalla Corsica. In caso di conflitto, secondo Almunia, alcuni editori tv (soprattutto quelli locali – ndr) non potrebbero trasmettere i propri programmi per anni, proprio come è accaduto a Europa 7.

Il commissario sta quindi riflettendo se chiedere al governo di destinare i mux migliori (i due monofrequenza) ai nuovi entranti (tra cui Sky), lasciando agli incumbent (Rai, Mediaset e TI Media) gli altri. Questo però vorrebbe dire togliere a Mediaset il canale 58 UHF, quello su cui il Biscione sta già sperimentando l’alta definizione, ma che in realtà utilizza per trasmettere i suoi canali in differita di un’ora. L’uso di questa frequenza da parte di Mediaset è stata oggetto di recente delle proteste ufficiali da parte di Sky al ministro Romani.

Il commissario UE non è soddisfatto neppure del sistema di punteggio definito da Romani per il concorso di bellezza (beauty contest) tra le emittenti nazionali. Per Almunia infatti l’assegnazione dei punti in base al prestigio e al successo dell’azienda tv, e soprattutto rispetto alla presenza e alla copertura sul territorio nazionale penalizzano fortemente gli operatori nuovi entranti che non operano ancora sul mercato italiano. E in effetti la gara è stata concepita e imposta dall’Europa per aprire il settore televisivo nostrano, monopolizzato da troppi anni dal binomio Rai-Mediaset, a nuovi e differenti concorrenti.

Fonte: La Repubblica

Aggiornamento: La Commissione UE ha ricevuto a metà aprile dalle autorità italiane il bando di gara e la disciplinare per l’assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre ed è ora in corso l’esame per verificarne la compatibilità con le regole europee. Lo ha indicato Amelia Torres, la portavoce del commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia. «L’esame dei servizi riguarda in particolare la conformità dei documenti con l’accordo negoziato nel 2009 nell’ambito del caso Altroconsumo e con la direttiva sulla concorrenza europea». – ha precisato all’ANSA – «Nessuna decisione è stata ancora presa», ha aggiunto la portavoce.

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