Dopo il flop di Google Tv, BigG prepara la seconda versione

Google ricomincia dalla Tv, versione 2.0. E nonostante gli infiniti problemi prepara una nuova generazione per la sua Google Tv.

Dopo il lancio nell’autunno 2010 del rivoluzionario sistema Google Tv, la piattaforma software basata su Android (integrata sui set-top-box della Logitech e su alcuni tv Sony) che avrebbe dovuto portare la televisione convergente on demand (web+tv) in ogni casa, il progetto televisivo di BigG ha subito numerosi problemi di progettazione (dai bug dell’interfaccia grafica alla mancanza di applicazioni) che ne hanno rallentato, se non impedito, l’affermazione, e ha dovuto sopportare l’ostracismo da parte dei broadcaster statunitensi (ABC, NBC, CBS e Viacom) e dei diretti concorrenti come Hulu.

Aggiungiamo pure i dati negativi di mercato rilevati da Logitech, che nell’ultimo trimestre del 2011 hanno registrato solo 5 milioni di dollari di ricavi, cioè il 70% in meno dei 18 milioni previsti, e avremo potuto tranquillamente concludere che l’avventura della Tv firmata dal colosso di Mountain View poteva essere ormai giunta al capolinea.

E invece Google, nel consueto spirito “Don”t be evil”, ci riprova con l’avvio dello sviluppo di una nuova fiammante versione di Google Tv, che sarà presentata il 10-11 maggio a San Francisco in occasione della conferenza Google I/O 2011. La nuova Tv connessa di BigG, che ha sottoscritto nuove collaborazioni con Samsung e Vizio, sarà lanciata sul mercato probabilmente la prossima estate. Intel inoltre, partner di Google già dalla prima versione, svilupperà hardware più performante per i dispositivi con processori più potenti per dare all’utente un’esperienza più appagante.

Secondo Matt Rosof di Business Insider la Google Tv 2.0 ha maggiori probabilità di trasformarsi in un successo, all’interno di un mercato delle connected tv che è ancora agli esordi, non solo per l’hardware potenziato, ma anche grazie alle nuove applicazioni Android ottimizzate per la piattaforma che forse potranno essere sviluppate Open Source attraverso un’apposita versione di Android Market.

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