Mediaset muove sulle “torri” del digitale terrestre

Elettronica Industriale, società posseduta al 100% da Mediaset, e Digital Multimedia Technologies (DMT) hanno comunicato in via ufficiale di aver avviato una trattativa in esclusiva per integrare i propri asset  nel settore delle torri di broadcasting e telefonia. Se Mediaset riuscirà a finalizzare l’acquisto, secondo MF – Milano Finanza, sarà sempre un passo avanti rispetto al diretto concorrente Sky sulla piattaforma del digitale terrestre (potrebbe diventare locatario di TI Media che ha spazio nelle frequenze tv per ospitare le tv di Rupert Murdoch) e punterà all’espansione del business per acquisizioni, sia in Italia sia oltre confine in particolare in Francia e Spagna.

Da un articolo di Andrea Montanari su MF – Milano Finanza del 01/04/2011:

Il blitz di Mediaset sulle torri DMT (3200 in tutto il paese) ha due obiettivi. Innanzitutto, impedire che altri gruppo televisivi (Sky Italia) e fondi infrastrutturali (F2i) e investitori stranieri muovessero alla conquista la società di Alessandro Falciai. E, in seconda battuta, lavorare al consolidamento del relativo mercato in Italia per poi espandersi ove possibile all’estero.

Sono queste le motivazioni che hanno spinto il gruppo tv di Cologno Monzese ad avviare la trattativa in esclusiva con la stessa DMT (supportata dagli advisor Lazard, Unicredit e Vitale&Associati) per cercare di chiudere il dossier entro giugno e diventare il nuovo socio di riferimento dell’azienda. By-passando la normativa relativa al lancio dell’opa obbligatoria, per motivazioni industriali legate alle sinergie industriali tra Elettronica  Industriale (la controllata di Mediaset che gestisce 1.700 torri di trasmissione) e la società di Falciai, il Biscione vuole dare vita a un polo nazionale, cercando altre prede per affermarsi in un settore che vede attive la Rai (RaiWay), Atlantia, altri operatori tv di taglia più ridotta e le società telefoniche.

Per questo Mediaset (che potrebbe essere presto affiancata da Mediobanca) ha deciso di stringere i tempi presentando a Falciai un’offerta che valuta 14 volte l’ebitda (il margine operativo lordo n.d.r.) atteso per il 2011 di DMT (stimato in oltre 30 milioni) a fronte di una valorizzazione di 11 volte per EL. La proposta è piaciuta al mercato: ieri il titolo DMT ha guadagnato un altro 1,5% (scambiando oltre il 5% del capitale) dopo il balzo del 16% di mercoledì.

Una volta ottenuto il via libera dall’assemblea dei soci DMT, dalla Consob (sul fronte opa) e dall’Authority, il Biscione punterà a rilevare almeno il 67 % della società oggetto della trattativa per avere mano libera anche in fatto di operazioni straordinarie. Sul mercato interno il nuovo gruppo potrebbe fare avance per le torri di Wind e H3G (difficile invece ipotizzare un affondo per quelle di RaiWay), mentre all’estero si pensa a uno shopping mirato nei principali mercati europei , a partire da Francia e Spagna.

In terra iberica, Mediaset potrebbe così diventare anche un operatore infrastrutturale, un vantaggio competitivo importante visto che già controlla il 41% del polo Telecinco-Cuatro, leader di mercato per ascolti e raccolta pubblicitaria. L’eventuale ingresso nel mercato francese, invece, rappresenterebbe un ritorno dopo la débâcle, a cavallo tra gli anni 80 e 90, dell’esperimento La Cinq, tv lanciata nel 1986 e finita in bancarotta nel 1992. Mediaset ha studiato a lungo l’operazione DMT: già nel maggio dell’anno scorso, infatti, Unicredit aveva messo in contatto Pier Silvio Berlusconi con Falciai.

Dalle colonne del Il sole 24 Ore si azzarda invece l’idea che l’acquisto di DMT da parte di Mediaset potrebbe porre le basi anche per un’eventuale futura acquisizione della società di Falciai del patromonio delle torri di broadcasting della Rai (messe in vendita dal dg Masi nel piano di risanamento del debito della tv pubblica). Infatti rilevando solo il 6o% di DMT, che in questo modo rimarrà una società autonoma, il Biscione potrebbe guidare la sua controllata verso l’acquisto delle stazioni di RaiWay, evitando un intervento diretto che esporrebbe la società di Cologno Monzese alle critiche di conflitto di interessi e agli alt dell’Authority e dell’Antitrust.

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