Asta LTE: dal Milleproroghe 15 mln alle tv locali per liberare le frequenze tv

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto correttivo del Milleproroghe che tra gli innumerevoli provvedimenti ha adottato una norma che apre uno spiraglio al processo di liberazione delle frequenze del digitale terrestre per la conseguente gara per la banda larga mobile.

Il provvedimento prevede un finanziamento di 15 milioni di euro, a valere per l’anno 2011, relativo alle misure di sostegno per le tv locali in vista della sottrazione delle frequenze sugli 800 MHz da assegnare alle società tlc nella futura asta LTE. Il Milleproroghe (o almeno questa pezza del decreto) dovrebbe secondo il governo lenire le sofferenze e placare le veementi proteste del comparto dell’emittenza regionale.

Ulteriori 30 milioni di euro sono stati riconfermati (come ogni anno dal 2007) come finanziamento del cosidetto Fondo per il passaggio del digitale terrestre, che verrà utilizzato anche per le campagne d’informazione al cittadino (spesso attuate dalla Fondazione Ugo Bordoni), promosse dal Ministero dello Sviluppo economico. Gli staziamenti per il dtt purtroppo verranno pescati  però dalle già esigue risorse finalizzate per gli interventi e per lo sviluppo della malandata banda larga italiana.

La situazione dei finanziamenti pubblici al settore dei media per il 2011 comprende in totale 103 milioni euro: 48,3 milioni per le tv, 8,6 mln per le radio, a cui vanno aggiunti 45 milioni previsti dalla Legge di Stabilità, più gli ultimi 15 milioni del Milleproroghe correttivo. Ma l’effettiva copertura finanziaria è aleatoria, in quanto condizionata dall’incasso dei proventi che arriveranno dall’asta dei canali 61-69 UHF per gli operatori telcom per la banda larga mobile. Gli attriti tra le tv locali e il governo, le perplessità delle società delle telecomunicazioni, e il conseguente stallo sulle decisioni per la definizione dei calendari degli Switch-off e per la gara LTE fomenta l’incertezza sulla reale disponibilità di questi fondi.

Questo “generoso” finanziamento al comparto delle emittenti regionali è forse il primo passo verso un avvicinamento delle parti. Una contropartita per sopperire alla sottrazione forzata dei 9 canali sui 27 iniziali assegnati alle tv locali dal Piano Nazionale delle frequenze digitali. L’associazione delle tv regionali Aeranti-Corallo afferma che non è pensabile un ridimensionamento del comparto televisivo locale proprio quando stanno per essere assegnate senza alcun onere, con una gara in forma di beauty contest, sei frequenze (5 DVB-T e una DVB-H o DVB-T2) del cosidetto dividendo digitale interno alle sole tv nazionali. Se questi canali non venissero rilasciati gratuitamente potrebbero infatti fruttare allo Stato introiti superiori rispetto a quelli previsti nell’asta LTE (che sono stati stimati a circa 2,4 miliardi di euro).

Nel decreto correttivo del Milleproroghe inoltre sono state disposte le nuove norme per l’allungamento fino al 2012 della proroga di fine marzo del divieto di incroci proprietari tra televisioni e quotidiani e vengono anche ripristinati dei fondi del Fus per la cultura.

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