Mediaset vs Sky, la sfida corre ora su Internet con la Tv On Demand

E’ già cominciata la battaglia della nuova Pay-Tv. Sky e Mediaset, i colossi del mercato italiano della tv a pagamento, hanno deciso di sfidarsi su un nuovo terreno, più veloce, moderno e interattivo della televisione via Internet, la nuova frontiera della fruizione televisiva.

Tutto è iniziato qualche settimana fa con l’accordo storico tra Sky e Fastweb, che attraverso il lancio di Home Pack hanno unito l’offerta tv via satellite ai servizi Internet a banda larga e alla telefonia fissa. Il connubio tra l’azienda di Rupert Murodoch e la compagnia tlc italiana ha dato inizio a un’escalation verso l’introduzione nel mercato italiano della televisone convergente e dei servizi On Demand.

L’alleanza tra Fastweb  e Sky ha una valenza strategico-commerciale, in quanto non solo consente ad entrambi gli operatori di offrire servizi di alto livello ad un prezzo estremamente accessibile e competitivo, e inoltre ha l’obiettivo di accrescere il numero dei rispettivi abbonati e di incrementare il valore dei servizi offerti ai propri clienti. La sinergia tra il monopolista del satellite e l’azienda leader delle reti in fibra ottica, offre agli operatori e all’utenza la fruizione in maniera combinata delle infrastrutture satellitari e delle reti a banda larga ultraveloci che sfociano nello sviluppo di servizi all’avanguardia che prevedono una sempre maggiore integrazione tra televisione e Internet.

Le strategie convergenti di Sky Italia si realizzarenno probabilmente entro la fine dell’anno quando la tv di Murdoch metterà a disposizione sul mercato nuovi decoder SkyHD, connessi alla rete Internet per mezzo di un tradizionale cavo Ethernet, grazie ai quali si potrà accedere (in modalità download) ad un’immensa libreria di film, documentari e serie tv, in alta definizione, scaricando i contenuti della pay-tv direttamente dalla rete. Un servizio tv On Demand, paragonabile a quello inglese di  Sky Anytime disponibile in tutto il Regno Unito dallo scorso ottobre.

La risposta di Mediaset sul campo delle tecnologie convergenti non si è fatta attendere, e come ormai tradizione, cercando di anticipare in tutti i modi le mosse del diretto concorrente, si è concretizzata proprio ieri mercoledì 23 febbraio col lancio del nuovissimo servizio Premium Net Tv, un nuovo sistema della pay-tv di Cologno Monzese che fornirà i contenuti On demand attraverso la rete Internet (in modalità streaming). Premium Net Tv infatti darà accesso a un database di film, serie tv, partite di calcio, anche in HD, contenuti dell’ultima settimana di programmazione in chiaro, attraverso il sito Web dedicato e anche grazie all’uso dei decoder per il digitale terrestre compatibili con la tecnologia Over The Top (attualmente è compatibile solo il decoder TeleSystem TS7900HD). Il nuovo servizio del Biscione sarà un’offerta esclusiva per gli abbonati Mediaset Premium che dovranno dotarsi necessariamente di connessione a banda larga (con qualsiasi operatore) per fruire dei contenuti da Pc o con i decoder abilitati.

La nuova tecnologia convergente tra Internet e Tv è quindi approdata anche sul mercato catodico del nostro paese. Ma il dubbio che (solo in Italia) può essere sollevato dagli esperti del settore è quello dell’impatto che potrebbe avere questa tipologia di servizi tv sulla rete italiana. Una rete a banda larga tra gli ultimi posti in Europa per quanto riguarda la diffusione sul territorio e tra le famiglie italiane, che raggiuge solmente 2,5 milioni di case con la fibra ottica (per merito di Fastweb). Una rete in rame, in gran parte gestita da Telecom Italia, tristemente nota per le carenze di risorse di banda che in passato hanno causato il flop dei servizi IPTv. Allo stato attuale delle cose Internet del nostro paese subirebbe con tutta probabilità un eccessivo carico di traffico se 4,3 mln abbonati Mediaset Premium iniziassero a usufruire dello streaming dei contenuti tv in alta definizione attraverso i PC e i decoder, mentre la rete nostrana potrebbe soffrire qualche rallentamento in meno con il download automatico dei contenuti in HD dei decoder dei 4,7 mln di abbonati Sky sulla rete di Fastweb, anche se la fibra dell’operatore italiano copre pochissime città.

Data la carenza di risorse delle rete italiana, viene subito da pensare che l’imminente introduzione dei filtri anti P2P e anti filesharing nella gestione dei servizi ADSL, annunciati recentemente da Telecom Italia, siano in qualche modo collegati ai nuovi servizi della Tv on Demand. Infatti l’ex-monopolista tlc ufficialmente ha dichiarato dal 1° marzo che adotterà dei meccanismi temporanei di limitazione del traffico per garantire l’integrità della rete e il diritto per tutti gli utenti di accedere ai servizi di connettività anche nelle ore di maggior traffico, ma c’è il sospetto che invece sia un tentativo mal celato per liberare quella banda necessaria per lo streaming e il download dei contenuti dei servizi Tv Over The Top che propone la stessa Telecom con Cubovision, ma anche, come abbiamo visto,  Mediaset e a breve pure Sky.

Invece che rafforzare e ampliare le reti Internet, quindi, si cerca la scorciatoia meno dispendiosa e dannosa per l’utenza. Infatti i piani di sviluppo delle reti di nuova generazione (NGN) attuati dalle società tlc private (Telecom Italia cablerà con la fibra 13 città entro il 2013, Vodafone, Wind e Fastewb altrettante entro il 2015), orfani dei finanziamenti pubblici, non prevedono un potenziamento delle infrastrutture di rete ampiamente diffuso e a breve termine, anche se il mercato televisivo potrebbe avere bisogno di una rete più robusta e contribuirà senza dubbio a far crescere la domanda per le connessioni veloci anche nelle aree non urbane.

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