Fibra ottica: Italia al 21° posto nel FTTH Ranking

E’ sempre la solita storia. Nel nostro paese permane un’imbarazzante arretratezza per quanto concerne la diffusione e la penetrazione della banda larga e l’alfabetizzazione informatica della popolazione. Ma nonostante i mancati investimenti pubblico-privati per le reti Internet di nuova e vecchia generazione e la mancanza delle infrastrutture sul territorio, da qualche anno è nato un promettente bacino per un futuro mercato delle reti in fibra ottica.

Secondo i dati preliminari rilevati a fine dicembre 2010 dal FTTH (Fiber to the Home) Council Europe, infatti, le abitazioni cablate con la fibra ottica in Italia sarebbero oltre 2,5 milioni, in gran parte per merito di Fastweb. Ma purtroppo risultano solo 348 mila gli abbonati connessi alle reti di nuova generazione. Perciò in questo momento esiste una notevole infrastruttura per le reti NGN, se rapportata alla media europea, ma il numero di abbonati in Italia è all’incirca il 13,7% del totale del numero delle abitazioni cablate e solamente l’1,56% sul totale delle case con una qualsiasi connessione a Internet. In sintesi non esiste ancora una domanda forte da parte dei consumatori.

I dati dello studio, raccolti dalla società Idate su base semestrale, e presentati a Milano in occasione della presentazione dell’edizione 2011 della FTTH Conference, che si terrà proprio nel capoluogo lombardo il 9 e il 10 febbraio prossimi, collocano l’Italia nella speciale graduatoria di FTTH per la penetrazione della fibra fin dal 2006. Ma questo primato col tempo si sta indebolendo: il tasso di penetrazione non aumenta e la posizione dell’Italia nel FTTH ranking, la speciale classifica dei paesi in cui più dell’1% delle famiglie è abbonato a servizi in fibra, è passata dal 13° posto del 2007 al 21° del giugno 2010. Nel contempo i paesi baltici e dell’Est europeo come la Slovenia, la Slovacchia, la Bulgaria, la Repubblica Ceca ma anche la Russia, la Romania e la Lituania ci superano ampiamente.

A livello europeo invece la fibra raggiungerà almeno l’8,3% delle case, ovvero 16 milioni di abitanti, entro il 2014. In alcuni paesi, come quelli scandinavi, la Slovenia e la Slovacchia, il tasso di penetrazione potrebbe arrivare al 20%. Resteranno sotto il 10% invece i grandi paesi d’Europa, come Italia, Germania, Spagna e Regno Unito.

Il mercato della fibra nei prossimi anni dovrebbe forse crescere: le nuove regole sulle reti NGN definite dall’Autorità per le comunicazioni e i futuri investimenti previsti delle maggiori società tlc che operano in Italia aprono nuovi scenari, che però sembrano puntare verso i guadagni sicuri con la sola copertura delle grandi aree metropolitane e con il potenziamento delle reti mobili.

Archiviato per sempre il piano unico pubblico-privato per lo sviluppo delle nuove reti, sono nate le iniziative delle singole telcom. Telecom Italia è già partita per cablare con la fibra 13 grandi città entro il 2013, e ha promesso che ne raggiungerà altre 125 (il 50% dell’intera popolazione) entro il 2018 con un investimento di quasi 10 miliardi di euro. Mentre il progetto “Fibra per l’Italia” dei concorrenti Vodafone, Wind, Fastweb punterà a coprire con la fibra 15 città entro il 2015 con 2,5 miliardi di euro. Ma senza incentivi statali e l’apertura del mercato (bloccato dalle posizioni dominanti di Telecom Italia) non si avrà mai una crescita concreta della domanda.

Si spera che il FTTH Conference di Milano, che avrà come tema la “Creazione di un futuro più luminoso“, possa sensibilizzare gli alti dirigenti delle società delle telecomunicazioni e informare e istruire i rappresentanti di governo sui vantaggi sociali, economici e ambientali che le reti in fibra ottica possono dare a questo paese.

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