Internet Provider contro Telecom sulla banda larga a 100 Mbit: “Rischio monopolio”

Da un articolo di Alessandro Longo del 07/01/2011 su ilsole24ore.com:

MILANO – Una polemica rischia di causare ulteriori ritardi alla banda larga del futuro, cioè all’offerta Telecom Italia a 100 Megabit, basata su fibra ottica nelle case. L’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) si pronuncerà martedì, durante il prossimo consiglio.

Il motivo del contendere: alcuni operatori concorrenti temono che, con l’offerta in fibra, Telecom possa instaurare un nuovo monopolio sulla banda larga. È l’accusa contenuta in una lettera che Aiip (Associazione che raccoglie 45 tra i principali provider italiani, tra cui McLink, Tiscali, Verizon Business) ha mandato il 30 dicembre ad Agcom.

Il Sole 24 Ore ha potuto leggerla. Vi si apprende che Aiip contesta a Telecom di non aver ancora presentato offerte all’ingrosso che consentano ai concorrenti di replicare i futuri servizi 100 Megabit. L’attuale mercato della banda larga fissa (Adsl) funziona così: gli operatori alternativi possono usare la rete Telecom per lanciare proprie offerte, diverse per banda e velocità da quelle di Alice. A questo scopo, comprano da Telecom l’uso della rete, in varie forme (identificate con nomi tecnici come bitstream o unbundling), attraverso altrettante offerte all’ingrosso.

Adesso vogliono che questo sistema sia applicato anche ai futuri servizi a fibra ottica nelle case. Telecom ha presentato, a dicembre, un’offerta all’ingrosso per la fibra nelle case (denominata “Easy IP“), ma Aiip scrive ad Agcom di non considerarla valida, per vari motivi: «Consente solo una mera rivendita del servizio Telecom» (a differenza del bitstream, che permette agli operatori di creare offerte diverse per caratteristiche da quelle di Alice). E «non consente di replicare le caratteristiche tecniche di un’offerta 100 Megabit», perché «Easy IP riserva solo 200 Kbps a utente» (una banda che è 500 volte inferiore rispetto a quella di picco, 100 Mbps). Aiip chiede quindi di avere un’offerta bitstream almeno 90 giorni prima del lancio di quella di Telecom agli utenti. In base alle attuali regole, applicate finora all’Adsl, Telecom deve rispettare infatti questo margine di tempo.

Le future regole, che varranno per la fibra ottica nelle case, sono però ancora una partita aperta. Da Telecom fanno sapere che aspettano l’autorizzazione di Agcom, per lanciare l’offerta in fibra, e le sue indicazioni in merito a quella all’ingrosso. A quanto risulta, tra i consiglieri dell’Autorità c’è dissenso su quali obblighi imporre a Telecom.

Anche se è probabile l’arrivo di un’offerta bitstream, i nodi della questione sono tanti: a quali costi e condizioni consentire agli altri operatori l’uso della rete in fibra nelle case? Il bitstream deve essere disponibile, ai concorrenti, su tutto il territorio nazionale o solo nelle città dove Telecom ha una grossa quota di mercato? Martedì Agcom, oltre a pronunciarsi su questa specifica questione, deciderà anche la prima bozza (da mandare in consultazione pubblica) delle regole generali che varranno sulla futura rete in fibra. Da questo scontro tra operatori dipendono molte cose: il futuro del mercato; tempistiche e caratteristiche delle nuove offerte a 100 Megabit.

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