Agcom vara le nuove regole sul copyright online. Al sicuro la libertà degli utenti della rete?

A pochi giorni dalle “sconcertanti” rivelazioni di WikiLeaks sul piano malefico del controllo di Internet da parte del premier Berlusconi, l’Autorità per le garanzie per le comunicazioni ha emanato il regolamento sulla tutela dei contenuti protetti da copyright diffusi in rete, recependo e interpretando le disposizioni della legge Romani.

Il temuto controllo orwelliano del Web e di Internet, a quanto pare, è stato scongiurato, perchè il pacchetto di iniziative relative alla tutela del diritto d’autore (o meglio del copyright dell’industria culturale e dell’enterteinment) varato dall’Agcom non prevede sanzioni per gli utenti, ma solo per i siti e i portali che veicolano e distribuiscono contenuti illegali.

Date le premesse della legge Romani, studiata ad hoc per proteggere i contenuti di Mediaset, come ha recentemente affermato l’ambasciatore USA Thorne, si temeva una stretta della sorveglianza telematica, un pò come è già accaduto in Francia con la legge Hadopi, la quale può infliggere pene dirette (dopo tre email di avvertimento, la disconnessione dalla rete) agli utenti che agiscono illegalmente scaricando contenuti con diritti. Uno stretto controllo alla rete ribadito in questi giorni con la legge Loppsi2 che consentirà al governo francese di predisporre una black list di siti illegali e banditi.

Le norme italiane, che saranno valutate nel giro di 60 giorni con una consultazione pubblica, descritte da Corrado Calabrò (presidente Agcom) come una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutela della libertà della Rete e della titolarità dei contenuti, si ispirano alle best practice internazionali come quelle previste dal Notice and take down americano, che coinvolgono il gestore del sito e ma non il singolo utente.

Il sistema prevede che l’Agcom possa agire da garante e accettare la richiesta da parte del titolare del diritto o copyright di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio media audiovisivo. La mancata rimozione dei contenuti, decorse 48 ore dall’inoltro della richiesta, dovrà essere segnalata all’Autorità. Potrà essere fatta un’eventuale verifica da parte della stessa Agcom attraverso un breve contraddittorio con le parti. In ultimo l’Autorità potrà ordinare la rimozione qualora risulti illegittima la pubblicazione di contenuti protetti da copyright. La rimozione sarà selettiva considerando i casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d’autore e che i siti stessi siano collocati sul territorio italiano.

Per i siti che diffondo solo contenuti illegali e che hanno i propri server localizzati fuori dai confini nazionali, l’organo di controllo potrà stilare una lista di pagine e portali illegali, e nei casi più gravi potrà inibire il dominio del sito web e il suo’indirizzo IP, rendondolo inaccessibile sul terrritorio italiano. Cosa che oggi può fare solo un giudice di un tribunale.

Apparentemente quindi l’Autorità ha deciso che in Italia non sarà applicata nessuna forma di controllo sugli utenti, alcuna censura del Web, nessun filtro del traffico P2P. Ma non è ancora detta l’ultima parola, perchè il Garante ha infine comunicato che segnalerà al Governo e al Parlamento l’opportunità di una revisione complessiva delle norme sul diritto d’autore che risultano inadeguate allo sviluppo tecnologico e giuridico del settore.

Alle norme sanzionatorie si sono affiancate anche delle iniziative innovative per favorire la diffusione della cultura del diritto d’autore (o/e del copyright), attraverso la promozione di un’offerta di contenuti audiovisivi sul mercato, la sperimentazione di sistemi di licenze collettive estese, e con la rimozione delle barriere allo sviluppo di contenuti legali e l’incentivo all’interoperabilità tra le piattaforme trasmissive.

Il senatore del PD Vincenzo Vita considera il regolamento sul diritto d’autore online come un passo avanti verso una nuova gestione dei contenuti della rete.«A differenza dello spirito censorio del decreto Romani, – commenta Vita – parrebbe finalmente riconosciuto come principio essenziale la libertà del Web. Un ulteriore stadio sarà quello di individuare forme aggiornate all’era digitale di tutela del lavoro intellettuale. L’antico copyright è al tramonto».

Comunicato stampa dell’Agcom

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