Switch-off del digitale terrestre, Agcom chiede anticipo completo al 2011

Nella giornata di ieri il commissario Agcom Roberto Napoli ha reso noto che l’Autorità per le garanzie per le comunicazioni ha chiesto ufficialmente al Ministero dello Sviluppo economico l’anticipo del calendario degli Switch-off del digitale terrestre in modo che il passaggio completo di tutta la nazione termini per la fine del 2011.

La modifica ai lavori della transizione digitale prevede teoricamente di anticipare lo spegnimento dei segnali anaologici e l’attivazioni dei canali tv digitali per la Liguria, la Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo e il Molise nel primo semestre 2011 e per la Puglia, la Basilicata, la Sicilia e la Calabria nel secondo semestre 2011.

Andrea Ambrogetti (presidente DGTVi) si è subito schierato a favore: «Anche noi chiederemo al Ministero di anticipare al 2011 lo Switch-off. Avendo effettuato il passaggio al digitale del 70% della popolazione in due anni, non si capisce perche’ in un anno non dovremmo riuscire a completare il restante 30%».

L’improvvisa e prospettata accelerazione degli Switch-off di tutto il paese ha però un suo perchè molto interessato. Sembra infatti che tra i corridoi del Ministero dello Sviluppo economico e soprattutto tra i meandri di quello dell’Economia e delle Finanze ci sia una precisa priorità: realizzare nei  tempi più brevi possibili la gara per le frequenze liberate dal digitale terrestre da assegnare agli operatori tlc per la banda larga mobile.

Gli Switch-off consentirebbero infatti la sistemazione dello spettro elettromagnetico in tutte le frequenze tv di ogni regione d’Italia, rendendo possibile la sottrazione dei canali 61-69 UHF (quelli relegati dalla UE al dividendo esterno per le reti mobili) da ripartire e assegnare nella ormai famosa futura asta degli 800 MHz, che secondo le più ottimistiche previsioni frutterà alle casse dello Stato 2,4 miliardi di euro che dovranno necessariamente finanziare il bilancio della legge di Stabilità di Tremonti.

Nel frattempo l’Autorità ha dato anche il via libera a Sky per il suo ingresso nella gara (beauty contest) per i 5 (divenuti ormai 6) multiplex da assegnare, stavolta gratuitamente, nel dividendo digitale interno. Secondo l’Agcom infatti la richiesta formulata dal ministro Romani di un approfondimento sul concetto di reciprocità tra Stati, atta in verità ad impedire a società extra-europee (come Sky) di concorrere nelle aste pubbliche, non ha nessuno fondamento, come dimostra ad esempio il precendente nel mercato tlc dell’acquisizione di Wind da parte della società egiziana Orascom per cui in passato nessuno ha mai posto alcun veto. La richiesta di Romani ora sarà valutata dal Consiglio di Stato.

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