Agcom: ecco il Regolamento del Beauty Contest per i mux del digitale terrestre

L’Autorità per le comunicazioni ha comunicato attraverso la delibera 497/10/CONS la procedura di assegnazione delle frequenze disponibili in banda televisiva per le tv del digitale terrestre e le relative misure per garantire le condizioni di effettiva concorrenza.

La gara, imposta all’Italia tempo addietro dalla Commisione Europea per cercare di regolare l’assurdo dividendo digitale italiano dominato dal duopolio Rai-Mediaset, si svolgerà in forma di beauty contest guidata da un comitato selezionato dal Ministero dello sviluppo economico. Verranno assegnate 5 frequenze tv nazionali (multiplex): 3 disponibili solo per i nuovi entranti del mercato tv, con Sky che potrà concorrere grazie al permesso concordato dall’UE nel luglio scorso, e due accessibili anche ai vecchi operatori (prime della fila saranno Mediaset e Rai).

Il ministro Romani, arbitro non proprio al di sopra delle parti, vorrebbe affrettare i tempi e concludere la gara entro il 14 dicembre, data del possibile voto di sfiducia del claudicante e insopportabile governo Berlusconi.

La particolare forma di gara pubblica, che qualcuno ha maliziosamente chiamato “regalo pre-natalizio”, non porterà neanche un euro alle casse dello Stato, e sarà definita dal Ministero dello sviluppo economico attraverso una valutazione qualitativa dei progetti presentati dagli operatori tv in gara. I parametri saranno stilati dal Ministero e prenderanno in considerazione i requisiti e gli indicatori economici, finanziari, tecnici e organizzativi delle società concorrenti. Il comitato ministeriale presieduto dallo stesso Romani assegnerà dei punteggi (max 35 punti) ai piani di sviluppo della rete televisiva, alle tempistche di realizzazione, all’impatto ambientale, alla sostenibilità economica dei piani, agli strumenti di customer service, al valore culturale, al livello di pluralismo informativo (!), e giudicherà inoltre (con un max di 30 punti) la struttura societaria, l’esperienza nel mercato, i posti di lavoro e la capacità di autofinanziamento.

L’Agcom ha inoltre deciso di sottrarre la sesta frequenza in gara al servizio DVB-H della tv mobile, ritenuto dal settore della telefonia un vero e proprio flop, e di assegnarla in gara all’operatore che vorrà sfruttare il nuovo standard della televisione digitale terrestre DVB-T2. La nuova disposizione di assegnazione del mux per DVB-T2 esclude però la partecipazione di Rai e Mediaset, e inquadra come maggior pretendente Telecom Italia Media, tagliata fuori dalla gara per i 2 multiplex per i vecchi operatori.

Insomma “il concorso di bellezza” stilato dall’Agcom e dal Ministero, approvato pure dalla Commissione Europea (che ha assicurato che vigilerà), non sembra tutelare minimamente una condizione di concorrenza (dato che non c’è gara), e garantirà una fetta del dividendo digitale a tutti partecipanti, che non dovranno spendere nulla e anzi potranno liberamente affittare i multiplex “conquistati”.

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