Switch-off Milano e Lombardia: le cause del caos del digitale terrestre

Uno Switch-off così tragico non si assisteva dai tempi dei passaggi nel 2009 delle città di Napoli e ancor prima di Torino. L’introduzione della tv digitale terrestre in Lombardia e a Milano e la conseguente sparizione dei segnali tv e l’impossibilità di recevere i canali ha fatto scattare ondate di proteste catodiche, panico da astinenza televisiva, orde di telespettatori infuriati con in pugno l’abbonamento Rai, e l’inevitabile e non assistita rassegnazione dei cittadini anziani.

Il Ministero dello sviluppo economico dipartimento comunicazioni ha registrato ben 14 mila chiamate al numero verde nel solo giorno di venerdì; telefonate in cerca d’aiuto che si sono sommate alle decine di migliaia di chiamate ai tecnici antennisti.

E ancora in queste ore la situazione del passaggio al dtt  rimane critica, soprattutto nella città di Milano, ma anche in molte altre zone della regione. I telespettatori milanaesi e lombardi stanno subendo quasi tutti gli stessi problemi che mandarono in tilt nel maggio 2009 il sistema televisivo di Torino e provincia: assenza di interi mux, raddoppio di canali sulle liste, conflitti di numerazione.

La prima causa dell’assenza dei segnali tv è da imputare alla sincronizzazione tra le varie frequenze dello spettro. Secondo i tecnici il processo di sistemazione dei canali si protrarrà fino a fine dicembre, tempi tecnici tutelati anche dalla legge che concede alle emittenti 31 giorni di tempo per irradiare adeguatamente il territorio coi segnali tv. L’arrivo della prima neve sui monti (dove sono situati quasi tutti i ripetitori) non aiuta di certo lo svelitmento dei lavori.

In secondo luogo la ricezione del digitale terrestre da parte dei lombardi è stata pure boicottata dalla rinnovata (ma non troppo) lista automatica dei canali LCN. Nonostante l’assegnazione in extremis dei numeri alle emittenti alla vigilia dello Switch-off, molte tv locali non hanno recepito le indicazioni dal Ministero, o si sono rifiutate di applicarle, anche perchè molte di queste tv protestando da mesi sui criteri di attribuzione, concordati tra Agcom e Ministero dello sviluppo economico, e hanno avviato numerosi ricorsi al TAR .

La lista automatica dei canali generata dalle risintonizzazioni di questi giorni ha quindi causato molti conflitti di numeri, e ha sbalzato una gran quantità di emittenti agli ultimi posti degli elenchi, rendondoli introvabili sul telecomando. Molti sospetti poi ricadono sul funzionamento di alcuni modelli di decoder, rei di non aggiornare adeguatamente le liste dei canali a meno di un completo reset dell’apparecchio.

Infine in tantissimi condomini milanesi, come è già accaduto a Como e Lecco, l’impedimento della sintonizzazione dei nuovi canali digitali è stato causato dai vecchi impianti d’antenna dotati di filtri attivi, che hanno limitato la ricezione dei canali in banda VHF III, ma anche quelli limitrofi in banda UHF, dove (ma guarda un pochino) si è disposta la trasmissione dei primi multiplex della Rai (con i canali il mux 1 Rai 1, Rai 2, Rai 3 e Rai News nelle frequenze UHF 22 e UHF 23). In questo caso l’unica soluzione, almeno per ricevere i canali della tv pubblica, è il lavoro di taratura di filtri incriminati da parte di un tecnico antennista.

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