Switch-off Lombardia: CRTL denuncia gravi irregolarità sull’assegnazione delle frequenze e sulla numerazione LCN

Il Comitato Radio Tv Locali ancora una volta lancia il suo grido di protesta contro una transizione verso la tv digitale terrestre interamente gestita a favore dei grandi network nazionali:

Se qualcuno pensava di andarsene in giro per Milano con la “Madonnina sotto il braccio” senza che nessuno se ne accorgesse, ha sbagliato zona: denunceremo lui e chi gli ha dato “le chiavi del Duomo”!

Sì, perché le assegnazioni delle frequenze del DTT in Lombardia non sono avvenute attraverso una regolare gara: alla faccia dell’equità, trasparenza e non discriminazione, sono state assegnate a tavolino, col risultato che alcune emittenti sono state private delle proprie aree di servizio storiche a vantaggio di altre, che oggi sono illegittime assegnatarie di frequenze per territori, anche molto vasti, in precedenza nemmeno minimamente illuminate.

Ai “compagni di tavolino”, sono state date anche le frequenze meglio canalizzate nei centralini di Milano, che – si sa – non sono nemmeno stati considerati da adeguare tecnicamente allo storico passaggio al digitale (magari con incentivi ai condomini interessati, ovvero all’80% dei milanesi).

Quanto alla numerazione automatica sul telecomando (L.C.N.), anche qui un gran pasticcio: a nulla è valsa la proposta del nostro Comitato, di concerto con le 18 associazioni dei consumatori del CNCU, portavoce di centinaia di migliaia di cittadini. Solo 10 TV Locali (scelte con un criterio già “bollato” dall’Antitrust come “… distorsivo delle dinamiche competitive nel mercato”) dovranno andare sul telecomando dopo le storiche nazionali, le altre dovranno agonizzare dopo il settantesimo numero!

Sì, perché, prima di loro, si è deciso di mettere i nuovi programmi nazionali dei grandi network e addirittura di riservare i numeri più appetibili ad emittenti che ancora devono nascere! Con buona pace di chi sul territorio e sul telecomando ci stava da 30 anni!

Bocciamo quindi completamente l’impianto della transizione al digitale terrestre, fatto di corsa, male e senza sostegno finanziario (il bando regionale rimborsa solo il 30% e stanzia meno del 10% delle risorse necessarie). Ora, vista la totale disattenzione del governo, dovranno essere i giudici amministrativi a mettere la parola fine a questi soprusi intollerabili.

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