Numerazione LCN, la missiva di CRTL contro MSE e Agcom

Il Comitato Radio Tv Locali, in rappresentanza delle tv regionali, attraverso un comunicato stampa che pare una dichiarazione di guerra, esprime tutta la propria disapprovazione verso la Delibera 366/10/CONS dell’Agcom (che disciplina la numerazione automatica dei canali) e il Bando del Ministero dello Sviluppo EconomicoComunicazioni per l’assegnazione della stessa numerazione sul telecomando sul digitale terrestre.

Il Comitato accusa l’Autorità Garante e il Ministero di agire in modo scorretto e subdolo nel mese di agosto, favorendo i soliti 10 grandi operatori nazionali, e decretando la morte delle piccole tv locali, e invita tutte le emittenti colpite a combattere i soprusi attraverso i ricorsi ai tribunali amministrativi. Ecco il documento intergrale, scaricabile anche dal sito del CRTL:

Milano, 17 Agosto 2010

Adesso basta!

Abbiamo sempre diffidato delle norme approvate nel mese di agosto: dalla L. 223/1990 in poi non hanno mai portato bene al settore radiotelevisivo italiano.

E, infatti, la Delibera 366/10/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (4 Agosto) e il conseguente Bando del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni per l’attribuzione della numerazione sul telecomando (LCN) sul digitale terrestre (11 agosto) non hanno trasgredito a quell’infausto cliché.

Già, perché, se l’estrema unzione per le tv locali era stata impartita con il Piano di assegnazione delle frequenze, con l’omologo per l’assegnazione degli LCN, sono decisamente suonate le campane a morto.

Basta leggere Delibera e Bando: tutto gioca a favore dei grandi operatori (già esistenti) e solo 10 (dieci!) saranno le emittenti locali che sopravvivranno per ogni area tecnica italiana. Tutte le altre naufragheranno inesorabilmente nell’oceano di 1000 numerazioni, con probabilità di sintonizzazione da parte dell’utente affidate al caso.

Come ha potuto un organo dello Stato che si pregia di essere garante delle comunicazioni chiudere gli occhi davanti al maldestro, quanto purtroppo efficace, tentativo dei grandi operatori televisivi di cancellare con un colpo di spugna trent’anni di presintonizzazione delle tv locali?

Come ha potuto AGCOM girarsi dall’altra parte mentre i grandi gruppi scalzavano le emittenti minori dalle posizioni faticosamente acquisite con la costante relazione col proprio territorio, consentendo che gli ultimi arrivati (compresi quelli che hanno contenuti di televendite 24H ) precedessero sul telecomando imprese locali di indubbia storicità, forzando le abitudini dei telespettatori?

Pare indecifrabile come i lobbisti dei grandi giocatori dell’etere italiano abbiano potuto portare a casa, in tutta serenità, un risultato di tal guisa (pur col favore di un governo che non ha mai fatto mistero di chiudere gli occhi davanti agli affari del suo premier).

Dov’erano i delegati delle due associazioni che si qualificano come le più rappresentative delle emittenti locali quando, solitari o quasi, lanciavamo l’allarme LCN in tempi non sospetti? A cosa pensavano quando, novelle rane, sottoscrivevano il patto scellerato con lo scorpione? Dove si nasconderanno adesso che hanno lasciato che si compisse lo scempio della più parte dei loro iscritti?

Chiedeteglielo!

Per parte nostra chiediamo a tutte le tv locali rimaste col cerino in mano, di non abdicare ai propri diritti, diventando parte di un potente ricorso al giudice amministrativo, perché almeno sia la Magistratura a intervenire contro la loro fine annunciata e deliberata.

Forse sarà l’ultima occasione per farlo.

Vi attendiamo:
segreteria@comitatoradiotv.org

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