La tv digitale terrestre al 44,6% supera quella analogica

Man Surrounded by TelevisionsSecondo Il Sole 24 Ore è una svolta epocale. Gli ascolti della tv digitale terrestre per la prima volta superano quelli della vecchia tv analogica e si propongono di crescere ancora in vista degli switch-off previsti per questo autunno nel nord Italia.

A febbraio 2010 un altro sorpasso, quella di tutta la tv digitale (terrestre e satellitare) sull’analogico, incise indelebilmente la storia della televisione nostrana. Oggi il 44,6% dei telespettatori sceglie il dtt e il 15,6% si affida alle offerte satellitari come Tivù Sat e Sky, mentre solo il 38,9% dell’utenza guarda la vecchia tv nelle regioni d’Italia dove è ancora irradiata.

La crescita di ascolti è dovuta in gran parte allo spegnimento del 18 maggio scorso dei segnali analogici di Rai 2 e Rete 4 nelle regioni della Lombardia, Piemonte orientale e nelle province di Parma e Piacenza. Lo Switch-over del nord Italia, la prima fase di transizione al dtt, ha acceso in queste regioni molti nuovi canali (come Rai 4, Iris, Boing, Mediaset Premium, Rai News, Cielo e tanti altri) visibili solo sulla piattaforma digitale regalando nuovi ascolti alla stessa programmazione nativa digitale.

Il consumo televisivo delle famiglie italiane cambia anche nelle regioni dove non è stato ancora effettuato il passaggio al digitale terrestre. In Liguria, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia gli ascolti del dtt arrivano al 25% e quelli del satellite al 15%. In Sicilia l’ascolto della tv digitale (terrestre e sat) arriva al 35%, anche se molte in aree non si ricevono tantissimi canali del dtt.

Ma non tutto sembra filare liscio. Oltre ai gravi problemi a danno delle emittenti locali che hanno causato lo slittamento degli switch-off del nord Italia, l’avanzamento geografico della diffusione della tv digitale terrestre nella penisola sta costantemente creando disservizi e tanti malumori e proteste dell’utenza che vorrebbe far parte di quella percentuale.

Ultimamente si registrano nuovi casi di insuperabili problemi di ricezione in provincia di Latina (area già passata al dtt), e nei paesi montani del Basso Trentino. Da maggio, dopo lo switch-over lombardo, si registrano continui problemi nella provincia di Bergamo, di Como e Varese, e nelle valli e nelle comunità montane piemontesi della provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

Nel Lazio, in provincia di Viterbo ai confini con la provincia di Roma, e nei centri a ridosso dell’Umbria, da ormai 8 mesi, rimane invariata l’impossibilità di ricezione di tantissimi canali digitali terrestri. Una situazione talmente insostenibile che ha indotto il sindaco di Civita Castellana (VT) a sporgere denuncia per interruzione di servizio pubblico dato che da ben 9 mesi il paese non riceve più Rai 3.

Carenze di segnali e proteste si fanno sentire da mesi anche in Campania (altra regione all digital) nelle aree a sud di Napoli, in provincia di Caserta e Salerno in alcuni casi per la mancanza dei segnali Rai, in altri per l’assenza dei multiplex contenenti i canali delle offerte a pagamento di Mediaset Premium.

Nonostante tutto il processo di transizione forzata al digitale terrestre, guidato dal governo e dal MSE, va avanti inesorabile, portando con se le novità più o meno accettabili delle nuove modalità di consumo televisivo derivate dalla frammentazione dell’offerta, ma lasciando sul territorio i disagi e le lamentele degli spettatori orfani della tv e le vibranti proteste e minacce delle piccole emittenti.

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