Si muove l’Antitrust italiana: indagine su digitale terrestre, pay-tv e internet

Da un articolo del 19/02/2009 di newslinet.it:

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva per verificare gli effetti del processo di evoluzione del settore audiovisivo sulle dinamiche concorrenziali e sui consumatori. Secondo l’Autorità la digitalizzazione del sistema televisivo da un lato, e lo sviluppo di modalità innovative di produzione, distribuzione, trasmissione e fruizione di contenuti dall’altro, richiedono un approfondimento per capire quali saranno, in prospettiva, le possibili ripercussioni sui mercati sotto il profilo tecnologico ed economico.

Per l’Antitrust la digitalizzazione delle reti trasmissive terrestri, attraverso l’utilizzo più efficiente dello spettro radio, consente di superare la scarsità di risorse frequenziali che ha storicamente rappresentato un’importante barriera all’entrata nel mercato. La piattaforma aperta del digitale terrestre permetterà sia l’aumento dei canali free-to-air trasmessi a livello nazionale e locale, sia lo sviluppo di servizi di pay-tv.

A questa evoluzione si aggiunge la convergenza, ormai definitivamente in atto, tra settore televisivo e settore delle telecomunicazioni, destinata ad esplicare pienamente i propri effetti con lo sviluppo delle reti di accesso di nuova generazione.

L’indagine, che esaminerà anche gli effetti della diffusione di Internet – ivi incluse le questioni relative alla proprietà intellettuale delle opere e alla sua protezione – dovrà verificare in che misura la trasformazione in atto rilevi ai fini della definizione dei mercati rilevanti, cruciale per l’attività dell’Antitrust. Sarà inoltre necessario identificare quali saranno i fattori determinanti per l’acquisizione o il rafforzamento di un potere di mercato da parte delle imprese. Risulta infatti importante che in questa fase ricca di potenzialità pro-concorrenziali, fondamentali per ampliare la possibilità di scelta dei consumatori, non vi siano ostacoli allo sviluppo competitivo, connessi, ad esempio, alla natura proprietaria delle piattaforme, all’uso di decoder chiusi e all’efficacia escludente di applicazioni software e motori di ricerca.

L’Antitrust dovrà quindi valutare il nuovo mercato del digitale terrestre già ampiamente controllato (ed ereditato) dal cartello semi-privato Rai-Mediaset. Dovrà inoltre rilevare l’esistenza delle barriere d’entrata erette dall’assurdo dividendo digitale italiano, che prossimamente concederà solamente tre mux liberi a potenziali nuovi concorrenti.

Il Garante non potrà non accorgersi dell’evidente espansione anticoncorrenziale di Mediaset Premium nel mercato pay-tv sulla piattaforma terrestre e satellitare, già caratterizzato da distorsioni monopolistiche (vedi Sky) . E infine sarà costretta a rilevare e sanzionare i responsabili  degli abusi e dei disservizi subiti dai consumatori nel passaggio al digitale terrestre.

Documento integrale dell’indagine conoscitiva dell’Antitrust (pdf).

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