Commissione Europea: Cielo può trasmettere sul digitale terrestre. Ma la guerra tra Sky e Governo continua

Da un articolo di Beatrice Borromeo de Il Fatto Quotidiano del 12/12/09:

Continuano le tensioni tra Sky e il governo. Nonostante l’antitrust europeo abbia dato il via libera alla trasmissione di Cielo, il canale visibile in chiaro con cui Sky si inserisce anche nel digitale terrestre, il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani prende tempo. “Esistono tempi tecnici che sono di qualche giorno, qualche settimana. Se avessero fatto domanda prima – dice Romani – avrebbero avuto una risposta, il ritardo è loro, sapevano che il ministero ha 60 giorni più 30 per rispondere”.

Fino a oggi, infatti, il governo aveva negato la trasmissione di Cielo, la cui partenza era prevista il primo dicembre, con la motivazione ufficiale che bisognava aspettare una pronuncia dell’Europa. L’amministratore delegato di Sky Tom Mockridge ha però divulgato una lettera che conferma l’autorizzazione di Bruxelles al nuovo canale. Non ha reagito bene, Romani: “I dirigenti di Sky non hanno ancora imparato e sarebbe meglio imparassero in fretta”.

In genere i tempi necessari per questo tipo di autorizzazioni, dicono da Sky, oscillano tra le due e le tre settimane. Ma, oltre alla scelta ormai chiara di Romani di servirsi di tutto il tempo che ha a disposizione per deliberare, dal ministero spiegano che non c’è nessuna garanzia che alla scadenza dei termini la risposta per Cielo sia positiva. Nella polemica sui tempi si inserisce anche la Agcom, l’autorità garante delle comunicazioni, che in una nota ricorda: “A noi competeva dare l’autorizzazione della trasmissione sul satellite. L’abbiamo data in 24 ore”.

L’altro punto di tensione tra il gruppo di Rupert Murdoch (la delega per l’Italia ce l’ha il figlio James) e il governo Berlusconi riguarda il telecomando. Chi conquista i primi nove tasti ha un forte vantaggio sui concorrenti nell’accaparrarsi pubblico. Sky lamenta la mancanza di pari opportunità per tutti gli operatori. E’ stato Dgtvi, il consorzio di Rai, Mediaset e La7 per gestire la transizione, a decidere per la numerazione automatica e conservatrice rispetto alla tivù analogica: sia le emittenti locali sia Sky sono state informate a giochi fatti.

Dalle parti del gruppo Murdoch non si sentono molto rassicurati dal fatto che a guidare Dgtvi sia uno come Andrea Ambrogetti, già direttore delle relazioni istituzionali di Mediaset. A Sky sono preoccupati anche perché essere assenti nella fase di partenza del digitale significa perdersi il momento in cui si consolidano le nuove abitudini di fruizione degli spettatori.

L’altro duello in corso tra Sky e Mediaset riguarda la trasmissione sui canali del biscione degli spot che invitano ad abbonarsi alla tivù satellitare. Nell’udienza di ieri al Tribunale di Milano il giudice ha chiesto a Mediaset e Sky di trovare una mediazione entro il 20 gennaio. Se l’accordo arriverà alla scadenza, cioè a 2010 già iniziato, per Sky comunque ci saranno conseguenze, perché significa non poter pubblicizzare il proprio prodotto sui canali generalisti Mediaset durante le festività natalizie, nelle settimane in cui molti abbonamenti sono in scadenza.

Fonti: antefatto.ilcannocchiale.it |  Il Fatto Quotidiano

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