Il Ministero blocca la partenza di Cielo sul digitale terrestre

Era tutto pronto. Il primo dicembre alle ore 12 doveva esordire sul digitale terrestre il nuovo canale Cielo della News Corp. Italia. Ma le trasmissioni sono state rimandate a causa del mancato arrivo dell’autorizzazione a trasmettere sul Dtt dal Ministero per le comunicazioni, nonostante il via libera dell’Agcom.

Il direttore di Cielo, Gary Davey ha dichiarato: “Eravamo convinti che il processo di autorizzazione per trasmettere sul Digitale Terrestre sarebbe stato finalizzato in breve tempo, anche considerando il fatto che l’Agcom ci ha già inviato l’autorizzazione a trasmettere il canale via satellite: questo perché siamo in regola dal punto di vista legale, abbiamo inviato al Ministero tutti i documenti necessari e sulla base di quelli che sono gli standard di mercato. Avevamo anche pensato che l’arrivo di un nuovo canale gratuito che impreziosisce l’offerta in chiaro sul DTT, in questo momento in cui milioni di Italiani sono obbligati a comprare nuovi decoder per via dello switch-off, sarebbe stato gestito dagli uffici governativi con quella velocità, quell’efficienza e anche quei sorrisi che ha promesso in questi giorni il ministro Brunetta“.

Il sospetto, mal celato, del grave conflitto di interessi incombe pesante sugli strani rallentamenti burocratici ministeriali. Il nuovo canale di Murdoch che alloggia nel mux di Rete A del dtt del Gruppo Espresso e che si posiziona in diretta concorrenza con le offerte televisive di Mediaset, rappresenta una vera e propria spina nel fianco per l’impero mediatico di R.T.I..

Dopo mesi di lavori di preparazione e una presentazione in grande stile alla stampa, il danno d’immagine per l’emittente della News Corp. non è cosa da poco. Si può semplicemente affermare che, se pur indirettamente e in maniera subdola, è stata scoccata un’altra freccia nella battaglia prenataliza tra Mediaset e Sky della guerra delle pay-tv.

Fonti: adkronos.com |   antoniogenna.wordpress.com |   tvblog.it

Aggiornamento 1/12/09 ore 21.30:

Il Ministero dello sviluppo economico dipartimento per le comunicazioni ha diffuso pubblicamente le motivazioni del ritardo dell’autorizzazione alle trasmissioni sul dtt del canale Cielo, affermando che la mancanza delle concessioni è da attribuire alle richieste tardive della società Sky Italia srl.

L’ente ministeriale afferma che la domanda ufficiale è stata emessa il 2 novembre e, come stabilito dalla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 435/01/CONS, il Ministero ha 60 giorni per valutare e assegnare l’autorizzazione. Perciò per danneggiare ancor più l’avvio dell’emittente di Sky, concorrente dei network di proprietà del Presidente del Consiglio, si è deciso di fare passare tutti e due i mesi di “valutazione” e far partire le trasmissioni in chiaro di Cielo sul digitale terrestre dall’1 gennaio 2010.

Il vice ministro per le comunicazione Paolo Romani asserisce che il Ministero ha aperto anche un’istruttoria sulla legittimità della richiesta di Sky, tendendo conto dei vincoli stipulati dalla Commissione europea nel 2 aprile 2003 sugli impegni della fusione dei vecchi network satellitari Stream e Telepiù. Dato il palinsesto da tv generalista, pubblicizzato da un mese, il nuovo canale della News Corp. sul digitale terrestre non viola neanche una condizione di autorizzazione (vincoli dettati ben 6 anni fa alla vigilia della fusione delle pay-tv Telepiù e Stream), e si propone invece di aprire questo nuovo mercato tv del dtt chiuso finora delle solite aziende oligopoliste.

Fonte: finanza.repubblica.it

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