Mediaset sbarca sul web con Cube

L’azienda di Cologno Monzese tenta nuove strade e dichiara l’ambizioso progetto di portare i propri contenuti sulla rete delle reti. Le mire del più grande gruppo di media tv italiano aspirano ad entrare nel mercato delle IPTv. Ma sfiderà i competitor Fastweb e Alice home tv con un nuovo modelo di tv on-demand.

Per evitare di dipendere troppo da una compagnia di telecomunicazioni come Telecom, Mediaset offrirà alla nuova utenza navigante un servizio in abbonamento, sobbarcandosi tutte le spese della banda larga, con un nuovo decoder set-top-box collegabile direttamente alla tv di casa. L’apparecchio unirà l’accesso al digitale terrestre al servizio tv sul web.

L’offerta web Mediaset denominata Cube sarà articolata in tre fasi: la possibilità di registrare i programmi preferiti direttamente on-line; l’offerta di un grande catalogo di film a pagamento; e infine la commercializzazione di un lettore video portatile esclusivo per i contenuti targati biscione. A dicembre sarà varata on-line la Mediaset Web Tv e da marzo 2010 sarà lanciato sul mercato Mediaset Premium Web Tv.

L’azienda della famiglia Berlusconi si prepara ad uscire dai confini televisivi, ed affiancare l’emittente inglese Channel 4 che ha già fatto questo passo. Gli odierni mutamenti nel mondo della comunicazione italiana, hanno dato forza ai concorrenti di Mediaset, gravata dalla pesante multa per il caso del Lodo Mondadori, che è in cerca di nuovi mercati per non trovarsi in svantaggio.  Gli introiti della pubblicità nel web probabilmente non basteranno e le soluzioni on-demand e addirittura mobile potrebbero supplire a questa mancanza.

L’opportunità è più unica che rara per adeguare le infrastrutture di telecomunicazione per Internet e alzare le velocità della banda larga garantita nel territorio nazionale. Ma forse il ministro Brunetta proprio oggi si è fatto prendere un pò troppo dall’entusiasmo quando ha dichiarato che dal 2010 lo Stato fornirà la banda larga gratuita di 2 mega  per tutti i cittadini, considerando lo stato di arretratezza delle reti italiane in particolar modo nelle zone rurali.

Fonte: Affari e Finanza (la Repubblica)

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