Guerra delle pay-tv, Sky gioca la carta decoder unico?

La lotta per la leadership nel mercato tv italiano è sempre più agguerrita. In questi mesi abbiamo osservato attacchi di ogni genere: gli interventi del governo sull’innalzamento dell’iva dal 10 al 20% per le tv a pagamento; il varo della piattaforma satellitare Tivù Sat; il taglio di canali e programmi tv da parte da parte di Rai e Mediaset dal pacchetto del network di Murdoch; la fine della partnership tra Rai e Sky; le denunce di concorrenza sleale, per negazione degli spazi pubblicitari, da parte di Sky nei confronti della stesssa Mediaset.

Ora la tv satellitare Sky ha deciso di passare al contrattacco. Dall’assemblea dei manager svolta in questi giorni a Tunisi cominciano a trapelare le prime indiscrezioni. Il passaggio sul digitale terrestre sembra sempre più probabile, tanto che si parla di un nuovo e super tecnologico decoder che potrebbe condividere l’accesso al satellite e al dtt.

Intanto è già una realtà la nuova offerta  che consentirà agli abbonati di acquistare una tv ad alta definizione (con sintonizzatore per il dtt) a metà prezzo. Con 50 euro iniziali e 6 euro al mese per tre anni gli utenti Sky potranno sostituire la vecchia tv e accedere così non solo ai canali satellitari ma anche alla tv digitale terrestre.

Ma questa è solo la prima freccia scagliata dalla faretra del network della News Corp Italia. Si gioca una partita in uno dei mercati più floridi della penisola, che contende 8 miliardi di euro fra pochissimi concorrenti. Tra Sky e Mediaset, il competitor che sta subendo più danni è quello pubblico. La Rai con la rinuncia al sodalizio commerciale sul satellite con Sky  ha perso 55 milioni netti all’anno, che vanno a costituire un incredibile saldo passivo di ben 200 milioni di euro.

Fonte: LaStampa.it

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