La guerra delle pay-tv

In questi giorni si fa sempre più aspra e scorretta la guerra delle pay-tv tra Mediaset e Sky.  Il network di Rupert Mardoch ha denunciato per concorrenza sleale e violazione delle norme comunitarie l’impero mediatico di Berlusconi, perchè l’azienda del biscione (ex-Fininvest) avrebbe impedito a Sky di acquistare degli spazi pubblicitari sulle reti televisive nazionali.

Questa estate si sono verificate le prime schermaglie tra il consorzio DGTVi, guidato manco a dirlo da Mediaset, e la News Corporation italiana. Dopo il varo ufficiale del 31 luglio della piattaforma Tivù Sat, diretta concorrente  sul satellite, sono iniziati sulle reti Rai e Mediaset strani oscuramenti ingiustificati sui programmi più appetibili e più quotati, poi successivamente l’annuncio dell’annullamento dei format reality e talent show e il taglio dei canali Rai sulla piattaforma satellitare Sky.

Purtroppo chi ne fa le spese è sempre e solo l’utente che mai come oggi è divenuto consumatore. Confuso e condizionato dagli eventi “mediatici”, il telespettatore, per non perdersi i propri programmi preferiti, ha acquistato due o tre decoder del digitale terrestre, ha adattato l’antenna  centralizzata, ha acquistato la nuova tv a 21 pollici  col bollino blu e il nuovo videoregistratore con sintonizzatore dtt. E adesso ci sarà il decoder satellitare nuovo fiammante con smart card in omaggio, si fa per dire,  per accedere ai canali via satellite di Tivù Sat.

Ma chi tutela il povero e bistrattato cittadino? Nessuno. Solamente poche e impotenti associazioni di consumatori  (Adiconsum ad esempio) hanno costretto l’Agcom, che sovente chiude due occhi di fronte allo strapotere politico dei media tv, ad aprire un’istruttoria sull’oscuramento ingiustificato dei programmi Rai sulla piattaforma satellitare, e a condurre un’accertamento sulle conformità alle licenze dei decoder sul mercato. Le proteste dell’Adiconsum invocano a gran voce l’adozione di un decoder unico che consenta la ricezione dei canali del digitale terrestre e satellitare; l’unica sensata soluzione in questo caos della guerra delle pay-tv.

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