Tv Digitale Terrestre

in maggio 22, 2009

Ma cosa è la televisione digitale terrestre?

L’acronimo DTT (Digital Terrestrial Television) indica una differente forma di emissione del segnale televisivo. Le informazioni elettroniche possono essere trasmesse in due modalità: una analogica e una digitale. Dalla forma analogica classica, che ha avuto i suoi esordi in forma non sperimentale alla fine degli anni ’20 negli Stati Uniti e in Europa, oggi si passa a quella digitale, nella quale si trasmettono segnali sotto forma di bit.

Il sistema di infrastrutture utilizzato per la trasmissione televisiva pone un’altra distinzione tra tv terrestre e satellitarela prima fruisce del sistema di antenne e trasmettitori con base sul territorio, mentre la tv digitale satellitare sfrutta la rete di satelliti geo-stazionari. La tv via cavo, molto diffusa negli USA, invece sfrutta una cablatura via filo e solitamente è offerta a pagamento all’utente .

La trasmissione analogica di informazioni è sempre stata soggetta ad una certa quantità di errori e disturbi (rumors); l’emissione digitale, se trasportata attraverso un canale che supporta la portata di dati, è teoricamente immune da errori in emmissione e ricezione.

Lo standard, sviluppato interamente in Europa, è il DVB-T (Digital Video Braodcasting Terrestrial), ma è al vaglio, e in sperimentazione in Serbia e in Gran Bretagna, il nuovo DVB-T2. La trasmissione digitale ha effettivamente notevoli vantaggi rispetto a quella analogica. L’uso della banda disponibile è sfruttato in maniera più efficiente e flessibile. Grazie alla tecnologia informatica degli algoritmi di compressione (come il mpeg video) è possibile duplicare i canali tv trasmessi (fino a 6) mantenendo la stessa qualità di uno analogico, attraverso il sistema multiplex. In Italia sono stati messi a disposizione per ogni emittente  4 Mb/s (24 Mb/s per multiplex) che possono essere usati per trasmette segnali tv ad alta definizione, audio ad alta definizione, radio, dati, ma anche segnali tv a bassa qualità che consentono di aumentare il numero di stazioni.

Le capacità interattive potenziali del sistema digitale tv sono ancora poco conosciute.  Il servizio di ricezione e invio di informazioni va al di là del semplice teletext (televideo in Italia) della tv analogica.  Attraverso lo standard MHP (svilippato con standard aperti in linguaggio Java) è teoricamente possibile interagire con servizi pubblici e privati in maniera semplice grazie al solo uso del telecomando. Il sistema è in grado di fornire pagine grafiche con informazioni e news molto simili all’interfaccia di un cd multimediale. Questo sistema potrebbe garantire un approccio e una comunicazione semplice e veloce con l’amministrazione e la burocrazia pubblica. Ma al giorno d’oggi nel nostro paese non è stato studiato un piano pubblico per offrire questi utili servizi al cittadino. Inoltre l’invio dei dati è strettamente legato ad una connessione telefonica (i normali decoder in commercio sono dotati di un modem a 56 Kb/s  v.90) o ADSL (limitata ad alcuni decoder ibridi molto costosi) che provoca dei costi aggiuntivi per l’utente, ed è stata riscontrata una certa difficoltà d’interfaccia con l’uso del solo telecomando. Dal 2011 il mercato tv ha introdotto nuovi decoder dotati di tecnologie per la Tv Over the Top che consentono la fruizione di contenuti attraverso le reti Internet: la Rai con Rai Replay e Mediaset con Premium Net Tv offrono già questo servizio interattivo e on demand.

Le date dello spegnimento del segnale analogico (vai alla pagina Switch-off)

La transizione al digitale sul territorio italiano è avvenuta in due fasi. La prima, chiamata switch-over, ha visto il passaggio solo di Raidue e Retequattro, mentre la seconda, denominata switch-off, ha attuato la transizione totale e lo spegnimento definitivo del segnale analogico.

Switch-off completato in Sardegna.

Passaggio al digitale di Raidue e Rete4 (switch-over):

  • nelle regioni Trentino, Piemonte e Valle d’Aosta è stato già compiuto lo switch-over;
  • dal 16 giugno a Roma e in parte nella provincia di Latina;
  • dal 13-14 ottobre in Campania;
  • dal 18 maggio 2010 in Lombardia (esclusa la provincia di Mantova) e Piemonte orientale e nelle province di Piacenza e Parma.

Passaggio integrale al digitale e switch-off:

  • 14 – 23 settembre 2009 Valle d’Aosta; (completato)
  • 24 settembre – 9 ottobre 2009 Piemonte (province di Torino, Cuneo e parte di quella di Asti); (completato)
  • 15 – 27 ottobre 2009 Trentino; (completato)
  • 28 ottobre – 11 novembre 2009 Alto Adige; (completato)
  • 16 – 30 novembre 2009 Lazio (esclusa provincia di Viterbo); (completato)
  • 1 – 16 dicembre 2009 Campania; (completato)
  • 25 ottobre — 26 novembre 2010 Piemonte orientale e Lombardia (con le province di Parma e Piacenza, esclusa la provincia di Mantova); (completato)
  • 27 novembre — 2 dicembre 2010 Emilia Romagna (escluse le province di Parma e Piacenza); (completato)
  • 30 novembre — 10 dicembre 2010 Veneto (con la provincia di Mantova e di Pordenone); (completato)
  • 3 dicembre — 15 dicembre 2010 Friuli Venezia Giulia (esclusa la provincia di Pordenone); (completato)
  • 2° semestre 2011 (date ufficiali) :
    • Liguria (esclusa la provincia di La Spezia): farà il passaggio dal 10 ottobre al 2 novembre 2011;
    • Toscana, Umbria, e le province di La Spezia e di Viterbo: dal 3 novembre al 2 dicembre 2011;
    • Marche: dal 5 dicembre al 21 dicembre 2011;
  • 1° semestre 2012: Abruzzo, Molise e la provincia di Foggia, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia

Negli U.S.A. lo spegnimento del segnale analogico della tv è avvenuto il 12 giugno del 2009. Lo standard adottato  negli Stati Uniti è  il ATSC, differente da quello europeo. Nonostante evindenti ritardi nell’acquisto dei decoder e vari problemi nella ricezione del segnale digitale in vaste zone del territorio, il passaggio è stato agevolato dalla vastissima rete via cavo che collega tutto il paese.

In tutti gli stati dell’Unione Europea è stata programmata la transizione al sistema digitale. Ma solo pochissimi paesi in aree circoscritte hanno effettuato lo switch-off e spento il segnale analogico. Secondo l’istituto di ricerca e-Media Institute Olanda, Lussemburgo e Finlandia hanno terminato il passaggio (attraverso un sistema internamente via cavo). Mentre nei grandi paesi europei quali Francia, Inghilterra e Germania l’offerta della piattaforma digitale è sul mercato in alternativa al servizio analogico, ma il pubblico preferisce per ora la vecchia tv. La Spagna dal prossimo 4 aprile avvierà la fase finale dello switch-off della tv analogica e sarà il primo dei grandi paesi europei a passare definitivamente al digitale.

In Francia ad esempio la “Télévision numérique terrestre” (TNT) è un pacchetto gratuito (sempre via cavo o nell’offerta di una box con adsl e telefono) che offre 11 canali in più rispetto alla tv tradizionale. Promette più qualità, facililtà d’uso e varietà nella programmazione. La convivenza nell’etere dei due segnali analogico e digitale limita fortemente la portata di banda e il numero di canali,  perciò l’utenza d’oltralpe non crede ancora in questo nuovo, si fa per dire, tipo di televisione.

Il III rapporto sulla televisone digitale terrestre in Europa del gennaio 2009 stilato da DGTVi, un consorzio privato dei gruppi dei media radiotelevisivi italiani dominanti (Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, FRT, Prima Tv, Aeranti-Corallo), riportava che la vendita e l’uso dei decoder DTT aveva superato quello del mercato satellitare. Dal 2004 però gli apparecchi sono stati distribuiti gratuitamente a spese dello Stato, avvantaggiando così solo alcuni operatori del mercato tv. E per questo motivo l’Unione Europea ha sanzionato l’operato del governo attribuendogli iniziative scorrette e anticoncorrenziali.

Nei primi mesi del 2010 il passaggio del paese al digitale terrestre è giunto a un terzo del processo di transizione. Secondo i dati del Ministero per le comunicazioni il 30% della popolazione è stata raggiunta (più o meno) dalle frequenze digitali. 26 milioni di decoder dal 2004 ad oggi sono stati acquistati dai consumatori o distribuiti attraverso contributi statati (leciti e non leciti). Secondo un recente studio di una ricerca Nielsen, quasi il 58% delle famiglie italiane possiede un decoder o un tv con sinto integrato. L’imposizione dall’alto della nuova piattaforma televisiva ha causato una penetrazione così vasta,  a un terzo della transizione, non solo nelle regioni dove il segnale analogico è stato spento, ma anche in quelle dove i due sistemi, analogico e digitale, convivono ancora. In totale la quota di consumo della piattaforma digitale è passata dal 21,6% del gennaio 2009 al 59,8% del gennaio 2010.

La tendenza reale però dimostra che nelle regioni dove è avvenuto lo switch-off, come in Sardegna, in Trentino, in Campania, nel Lazio, in Piemonte, solo per citarne alcune, si stanno verificando ancora grossi problemi di emissione e ricezione dei segnali televisivi, che condizionano pesantemente il consumo dei nuovi canali della piattaforma del dtt. A causa delle imbarazzanti problematiche del dtt, che partono dalla distribuzione di decoder obsoleti fino alla installazione di impianti di diffusione del segnale ancora insufficenti a coprire l’intero territorio, gli utenti  tagliati fuori dal digitale terrestre per vedere  la tv  sono costretti ad accedere alla piattaforma satellitare (Tivù Sat o Sky) e a spendere ulteriori risorse economiche per un servizio che fino qualche anno fa era completamente gratuito.

Il vero deficit italiano nel DTT consiste nella mancata cablatura del segnale tv sul territorio. Un’eventuale realizzazione di una rete via cavo consentirebbe di collegare il paese non solo per la trasmissione dei programmi tv, ma soprattutto per la diffusione di Internet. Negli altri paesi europei e negli USA la tv digitale terrestre ha avuto e avrà una facile diffusione e successo grazie all’infrastruttura  già esistente delle reti via cavo. In Italia nei primi anni novanta la vecchia società telefonica Stet, poi Telecom Italia, diede inizio al progetto Socrate, un piano per coprire tutto il territorio nazionale con le fibre ottiche. Questa rete sarebbe stata in grado di portare il segnale tv digitale e la banda larga in tutte le case degli italiani. Ma la sua messa in opera, portata avanti dalla società Stream impegnata nella corsa alla leadership nel mercato della tv digitale, non fu mai conclusa per il successo della tv satellitare.

Bibliografia e sitografia

Menduni, E., I media digitali, Bari, Editori Laterza, 2007.

Turi, D., Borroni, R., La tv digitale terrestre, Milano, Franco Angeli, 2007.

Lievrouw, L. A., Livingstone, S., a cura di, Capire i new media, Milano, Hoepli, 2007.

http://it.wikipedia.org/wiki/Televisione_digitale_terrestre

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