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Tag: tv locali

apr
26
2013

Aeranti-Corallo: “Più rispetto per le tv locali”

26 apr 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Non dimenticate le tv locali. E’ l’appello lanciato da Aeranti-Corallo, l’associazione che raccoglie oltre mille imprese radiotelevisive locali. Ancora alle prese con il terremoto del passaggio al digitale terrestre e colpite duramente dalla crisi, le emittenti chiamano in causa la politica e la magistratura.

L’associazione chiede in primo luogo spazi sufficienti nell’etere. Entro il 2020 le frequenze tv passeranno dalle 54 dell’era analogica a 34 future. E a farne le spese potrebbero essere proprio le solite tv locali (come è già accaduto con l’esproprio dei canali per l’asta LTE per la telefonia mobile). Da qui la richiesta di garanzie per mantenere (come stabilisce la legge) un terzo delle frequenze alle emittenti locali, e la proposta di destinare alle stesse tv regionali i 3 lotti esclusi dall’asta delle frequenze (ex beauty contest) definita dall’Agcom. «Una parte delle frequenze siano rese disponibili per risolvere le criticità dsel settore locale» afferma Aeranti-Corallo.

Sul versante giudiziario, nell’ambito della famosa guerra del telecomando, l’associazione conferma che «moltissime imprese televisive locali hanno preannunciato che impugneranno il provvedimento» dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sul nuovo Piano di numerazione automatica dei canali davanti al Tar del Lazio,« per chiederne l’annullamento». L’ultima decisione dell’Agcom prevede infatti che nei primi 200 canali le locali abbiano appena 26 numeri contro i 78 precedenti.

A dirlo è Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo, che ha organizzato nei giorni scorsi due incontri con le imprese televisive locali associate, rispettivamente a Roma e a Bologna. «Aeranti-Corallo – sottolinea Rossignoli in una nota – giudica molto negativamente il provvedimento dell’Agcom, fortemente penalizzante per le imprese televisive locali in quanto lo riduce drasticamente la quantità delle numerazioni posizionate nel primo e nel secondo arco e offre, quindi, una minore visibilità sulla televisione alle emittenti locali».

«Inoltre l’attribuzione delle numerazioni 10, 97, 98 e 99 subordinata alla partecipazione ad accordi di syndication per la trasmissione di programmi in contemporanea penalizza, in particolare, proprio le emittenti facenti parte delle syndication, che, a differenza delle altre tv locali, non otterranno una numerazione utilizzabile incondizionatamente. Tali emittenti – ha continuato Rossignoli – in caso di cessazione del rapporto di syndication, perderebbero il diritto alla numerazione». La questione verrà approfondita nell’ambito del RadioTv Forum 2013 di Aeranti-Corallo, in programma a Roma il 28 e 29 maggio.

Fonte: Ansa | Avvenire



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2013

Asta Frequenze, Aeranti-Corallo: “un terzo dei canali spetta alle tv locali”

21 apr 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Dalla Newsletter Teleradiofax del 20 aprile 2013 dell’associazione delle tv e radio locali Aeranti-Corallo:

Lo scorso 11 aprile il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha approvato la delibera n. 277/13/Cons che fissa le regole per l’asta delle frequenze televisive per la tv digitale terrestre. Il provvedimento approvato dall’Agcom modifica in maniera rilevante lo schema del 14 novembre 2012, oggetto di consultazione pubblica e di interlocuzione con la Commissione europea.

In particolare: I lotti in gara non sono più sei, come originariamente previsto, ma diventano tre, tutti relativi a frequenze inferiori ai 700 MHz. La precedente delibera prevedeva tre lotti “L” (sotto ai 700 MHz), e precisamente: L1 (canali 6 e 7 VHF); L2 (canale 25 UHF); L3 (canali 23, 24 e 28 UHF), con diritti di uso ventennali e tre lotti “U” (banda 700 MHz), e precisamente: U1 (canali 54 UHF); U2 (ch 55 UHF) e U3 (canali 58 UHF), con diritti di uso quinquennali. La nuova delibera 277/13/CONS espunge le frequenze dei lotti “U”, riconfigurando il piano delle frequenze televisive non più su 25, ma su 22 reti televisive nazionali. Inoltre, vengono ridefinite le frequenze relative ai tre lotti messi a gara, che risultano, pertanto così formati: L1 (canali 6 VHF e 23 UHF); L2 (canali 7 e 11 VHF); L3 (canali 25 e 59 UHF). L’assegnatario avrà diritto ad un canale sostitutivo del 59 nel 2016).

Le frequenze non più a gara, si legge nelle considerazioni iniziali della delibera, serviranno, tra l’altro, alla “risoluzione delle specifiche problematiche interferenziali lamentate da vari operatori” e saranno destinate al miglioramento del sistema televisivo, all’efficientamento della rete di servizio pubblico della Rai (attraverso l’utilizzo delle frequenze dell’ex lotto L3 e cioè dei ch 23, 24 e 28 Uhf), alla liberazione graduale dei canali 57 – 60 entro il 2016 e secondo le priorità di pianificazione stabilite dall’Autorità e alla pianificazione e riassegnazione dei rimanenti canali della banda 700 MHz entro il 2020; inoltre, l’esclusione delle suddette frequenze dalla gara “permetterà l’individuazione di una road map del re-farming della banda 700 con il duplice obiettivo di consentire in tempi più ravvicinati di bandire la gara dei servizi LTE sulla porzione di banda superiore (canali da 57 a 60) e di dare certezze di utilizzo ai canali inferiori (canali da 49 a 56) che potranno essere utilizzati per la televisione per un periodo più lungo”.

Con riferimento al valore dei lotti messi a gara, dall’ipotesi inizialmente emersa di 240 milioni di euro (per i tre lotti), l’Agcom ritiene praticabile la parametrazione del minimo d’asta ai modelli di business del mercato televisivo; a tal fine, secondo l’Agcom, un riferimento è rappresentato dal DM 23 gennaio 2012 che ha fissato le misure compensative per il rilascio volontario delle frequenze nella banda 800 MHz (canali 61 – 69). Tale valore deve essere corretto, rileva l’Agcom, per tener conto del differente grado di copertura dei canali, che raggiungono complessi- vamente il 62% della popolazione nazionale.

L’associazione Aeranti-Corallo esprime preoccupazione circa le nuove scelte adottate. In particolare, occorrono garanzie per il mantenimento del terzo delle frequenze da parte delle tv locali e per la continuità di esercizio da parte delle imprese televisive locali attualmente operanti sul canale 59 UHF. L’associazione delle emittenti locali chiede altresì che una parte delle frequenze resesi disponibili venga utilizzata per risolvere le numerose criticità del settore locale.



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mar
21
2013

Tv locali, il Mse pubblica le nuove graduatorie delle frequenze

21 mar 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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La guerra delle caotiche e pasticciate graduatorie ministeriali per il Piano di assegnazione delle frequenze del digitale terrestre segna un’altra vittoria in favore delle tv locali.

A seguito dei numerosi ricorsi delle emittenti regionali presso il TAR del Lazio (in  attuazione della delibera Agcom n. 265/12/Cons.) giungono infatti le nuove disposizioni  del Ministero a seguito dei contenziosi sulle domande di inserimento nelle graduatorie.

In Toscana la sentenza in favore dell’emittente televisiva TV1 di Montevarchi – Ordinanza n. 02207/2013 del Tar Lazio – ha costretto il Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento comunicazioni a rivedere la speciale e contestatissima classifica per l’assegnazione dei diritti d’uso dei canali tv, già pubblicata a novembre 2011, alla luce dei motivi del ricorso. Le variazioni hanno interessato i soggetti posizionatisi al 19°, 20° e 21° posto della graduatoria e per tale motivo potrebbero essere riviste le assegnazioni rilasciate ai soggetti non utilmente collocati.

Nel dettaglio, passa al diciannovesimo posto la cordata guidata da Tv1 con Telecentro 1, Tele Liguria Sud e Retesole; al ventesimo posto troviamo ora Antenna 5, Antenna 3 Massa e Linea 1 e infine al ventunesimo Noi Tv, Teleidea, Rtu Aquesio e Primocanale.

Leggi qui le nuove graduatorie per la Toscana

Il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni ha adottato nel 2011 i bandi per l’assegnazione delle frequenze in tecnica digitale terrestre alle emittenti televisive locali delle regioni Toscana e Umbria, aree tecniche da digitalizzare nel corso dell’anno 2011, ai sensi dell’art. 4, del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75.

Il Ministero ha provveduto ad esaminare inoltre le osservazioni pervenute sulle graduatorie di revisione delle frequenze digitali del Lazio, già pubblicate a dicembre 2012, ed ha apportato le dovute variazioni laddove ha riscontrato propri errori materiali. Inoltre sono stati recepiti gli ordini di esecuzione e di riesame delle posizioni di alcune ricorrenti pronunciati dagli organi giurisdizionali. Nelle nuove graduatorie pubblicate resta fuori posizione utile la romana Super 3. Rientrano per l’assegnazione di un mux ITR Sora, Napoli Canale 21 e RTR di Rieti (erano sul canale 35).

L’avanzamento delle rispettive emittenti nella classifica è stato possibile grazie ai  7 punti sottratti all’intesa forzata del canale 29, quella che comprendeva appunto i resti di Super 3 (dopo la rottamazione del canale regionale) e Tele Obiettivo. La voce che ha fatto la differenza è solo quella legata alla copertura. La Tv di Rebecchini (che probabilmente farà a sua volta ricorso) è superata così non solo da ITR Sora, ma anche da Teleitalia, Teledonna e Telestudio.

Nuove graduatorie frequenze Lazio.

Il Ministero ha pubblicato anche le dovute modifiche sulle graduatorie di revisione delle frequenze digitali della Campania. Inoltre sono stati recepiti gli ordini di esecuzione e di riesame delle posizioni di alcune ricorrenti pronunciati dagli organi giurisdizionali. Nella graduatoria della Campania,viene indicato che a 7 Gold Campania sarà assegnato il canale 59, appositamente tolto da quelli a disposizione per la possibile asta per le frequenze nazionali nata dal famoso ex-beauty contest.

Qui le nuove graduatorie per la Campania.

Fonte: sviluppoeconomico.gov.it | millecanali.it


feb
26
2013

Agcom avvia l’indagine conoscitiva sulla tv convergente

26 feb 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Banda larga, Digital divide, Internet, La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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L’Agcom (finalmente) si desta e avvia uno studio sulle nuove tecnologie e sui nuovi consumi della tv convergente. Al fine di giungere alla redazione di un Libro Bianco sulla “Televisione 2.0 nell’era della convergenza”, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti avviato un’indagine conoscitiva sulla connected tv.

Lo studio, indetto con delibera 93/13/CONS, presieduto da Angelo Cardani, intende investigare sugli aspetti complessivi relativi ai nuovi servizi di televisione su protocollo IP nel settore delle comunicazioni elettroniche e, in particolare, sugli aspetti concernenti la struttura del mercato e la relativa catena del valore, i modelli di business, i possibili sviluppi della domanda e dell’offerta, le modalità di accesso alle piattaforme, le problematiche di interoperabilità tra queste e la competizione, lo sviluppo in termini di concorrenza e pluralismo, la garanzia di accesso ai contenuti, i benefici sull’utente finale e le previsioni in termini di sviluppo culturale, economico e sociale.

Come si legge nell’allegato B alla citata delibera, l’imminente “evoluzione del mezzo televisivo riguarda l’integrazione della televisione digitale lineare con i servizi offerti dal Web”. A riguardo si parla di “integrazione broadcast-broadband”, e di televisione connessa (connected tv) o televisione ibrida (hybrid broadband broadcast tv), che permette di associare ai tradizionali programmi tv una serie di servizi, che “possono comprendere, oltre ad eventuali servizi avanzati interattivi collegati ai servizi diffusivi, prima di tutto la navigazione sul Web: Video On Demand, video web, servizi radiofonici, servizi informativi (come ad esempio news e previsioni meteo), comunicazioni video (ad esempio Skype), social network e chat, servizi interattivi e servizi di accesso condizionato, etc.”.

Il termine di conclusione dell’indagine è di 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, durante i quali l’Agcom può organizzarsi in gruppi di studio e avvalersi di ulteriori competenze ed esperienze specialistiche del settore della comunicazione elettronica e dell’industria dei media. Può anche fissare audizioni delle parti interessate, su richiesta di queste ultime o dell’Autorità stessa. I termini possono essere prorogati con determinazione motivata.

Si tratta – chiarisce l’Agcom – di servizi convergenti offerti da soggetti prima separati, come i fornitori di contenuti, i fornitori di servizi di media, gli operatori di rete e le imprese del web. A giudizio dell’Autorità la connected tv si svilupperà velocemente nei prossimi anni, parallelamente alla diffusione di reti a larga banda, all’accresciuta velocità di connessione ad internet e all’affermazione di dispositivi connessi. Da qui la necessità di investigare “gli aspetti concernenti la struttura del mercato e la relativa catena del valore, i modelli di business, i possibili sviluppi della domanda e dell’offerta, le modalità di accesso alle piattaforme, le problematiche di interoperabilità tra piattaforme, la competizione tra le differenti piattaforme distributive, lo sviluppo in termini di concorrenza e pluralismo, la garanzia di accesso ai contenuti, i benefici sull’utente finale e le previsioni in termini di sviluppo culturale, economico e sociale”.

A tale fine, l’Agcom ha posto una serie di quesiti di carattere generale, di domande specifiche per i broadcaster e per i costruttori di apparati televisivi e decoder, e di interrogativi relativi alla fornitura delle reti ed infrastrutture di comunicazione elettronica ed alla fornitura ed aggregazione di contenuti audiovisivi. I soggetti interessati a partecipare all’indagine conoscitiva dovranno far pervenire memorie, documenti e pareri entro 60 dalla data di pubblicazione della citata delibera nella G.U.

In tale contesto, si possono individuare due tipi di piattaforme per le Tv connesse: orizzontali, sviluppate su base consortile con il concorso dei diversi operatori, basate su specifiche condivise e aperte sia ai costruttori di dispositivi sia ai fornitori di contenuti e servizi; verticali, basate su specifiche proprietarie che sono normalmente gestite da un singolo soggetto che assume una funzione di packager (aggregatore), in quanto seleziona e predispone per l’utente finale un’offerta di contenuti e servizi Internet-delivered (audiovisivi, social network, news etc.). In questa seconda tipologia d’iniziative rientrano, tra le altre, le offerte OTT TV dei costruttori di televisori, degli operatori del videogame e degli operatori Tlc. Inoltre le piattaforme possono essere denominate aperte o chiuse in relazione alle modalità di accesso ai servizi Internet.

Fonti: key4biz.it | agcom.it | newslinet.it


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feb
25
2013

Tv locali, Aeranti-Corallo: “andiamo su YouTube”

25 feb 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Il business della tv generalista sta, ormai da tempo, mostrando un certo grado di appannamento; l’incremento dell’offerta di contenuti televisivi attraverso la piattaforma digitale terrestre e la nascita di nuovi canali tematici hanno esposto le emittenti televisive locali a una concorrenza sempre più agguerrita, sia in termini di visibilità e riconoscibilità dei palinsesti trasmessi, sia in termini di raccolta pubblicitaria.

Aeranti-Corallo sta conducendo una approfondita analisi sulle nuove possibilità di business per le tv locali, finalizzata a offrire spunti di riflessione per ripensare ai modelli aziendali che sino a ora hanno mosso l’intero comparto. Nell’ambito di tale attività, si è svolto lo scorso mercoledì 20 febbraio un primo incontro dei componenti degli organismi dirigenti espressione del settore televisivo delle componenti associative di Aeranti-Corallo con rappresentanti di YouTube-Google per analizzare le opportunità di una partnership con le imprese televisive locali associate.

Nel corso dell’incontro, cui sono intervenuti per YouTube Maria Ferreras, direttore alleanze strategiche Sud Europa YouTube-Google, Federica Tremolada, strategic partner manager YouTube-Google Italia e Francesco Miceli, strategic partner manager YouTube-Google Uk, sono state approfondite le esigenze delle tv locali e analizzate le opportunità di una presenza delle stesse, attraverso la piattaforma YouTube, su internet.

In questo senso Aeranti-Corallo sta conducendo un’approfondita analisi sulle nuove possibilità di business per le tv locali, finalizzata a offrire spunti di riflessione per ripensare ai modelli aziendali che sino a ora hanno mosso l’intero comparto. Tutta la problematica sarà presentata ufficialmente alle imprese associate nell’ambito della prossima edizione del RadioTv Forum di Aeranti-Corallo, in calendario il 28 e 29 maggio a Roma.

Fonte: TeleRadioFax Aeranti-Corallo


gen
14
2013

Aeranti-Corallo: “in attesa delle elezioni, la politica non ignori il settore tv locali”

14 gen 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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In attesa delle consultazioni politiche di primavera, il giudizio di Aeranti-Corallo circa le scelte politiche relative al settore delle radio tv locali, assunte dall’attuale Governo tecnico, è assolutamente negativo. Troppe sono, infatti, le situazioni di criticità che non hanno trovato soluzione.

Anche se sono in fase di ultimazione i pagamenti per i contributi per la campagna di comunicazione per il passaggio alla tv digitale terrestre, attuata dalla Fondazione Ugo Bordoni, che ha gestito per conto del Ministero dello Sviluppo economico, vi sono, tuttavia, ancora circa una decina di emittenti televisive locali che non avrebbero inviato alla Fub le relative fatture, senza le quali la Fondazione Bordoni non potrà procedere ai citati pagamenti.

Inoltre alla data odierna il bando per le misure di sostegno relativo all’anno 2012 (che avrebbe dovuto essere emanato entro gennaio 2012) non è ancora stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Aeranti-Corallo ha sollecitato numerosissime volte tale pubblicazione e la questione è stata oggetto anche di numerose interrogazioni parlamentari. Nelle relative risposte, il Sottosegretario Vari aveva comunicato che il Ministro aveva proceduto alla firma del bando il 15 ottobre 2012; quest’ultimo è stato, successivamente, registrato alla Corte dei Conti il 30 novembre 2012.

Inaccettabile, dunque, tale ulteriore ritardo nella pubblicazione, essendo ormai trascorso invano quasi un mese e mezzo. Pare ora che il bando dovrebbe essere pubblicato nei prossimi giorni. Frattanto, sono ancora numerose le imprese televisive locali che non hanno ricevuto il pagamento del contributo relativo all’anno 2011. La situazione dovrebbe chiarirsi nei prossimi giorni, quando la Dgscer del Ministero dovrebbe verificare le singole posizioni.

Per l’associazione delle emittenti tv regionali è inaccettabile  che il Ministero non abbia, peraltro, assegnato in molte regioni eventuali frequenze rimaste inutilizzate, ai soggetti collocati nelle graduatorie ministeriali, con posizione successiva a quella del numero delle frequenze complessivamente disponibili.

Aeranti-Corallo chiede che le forze politiche cui spetterà la responsabilità del governo del Paese, dopo le prossime elezioni, prestino la dovuta attenzione a un settore, quello dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, che, specialmente nell’ultimo anno, è stato fortemente penalizzato da scelte politiche inaccettabili e da una recessione economica che ha messo in ginocchio numerose imprese, causando anche una crisi occupazionale senza precedenti.

In particolare, occorrono precise scelte politiche per riaffermare gli spazi e il ruolo dell’emittenza locale nei nuovi contesti tecnologici e nelle nuove piattaforme diffusive. Occorrono inoltre una serie di interventi immediati finalizzati a favorire la ripresa del mercato pubblicitario e dell’intera economia del settore. Devono essere assunti urgenti provvedimenti di semplificazione e liberalizzazione al fine di eliminare l’eccessiva burocrazia cui è sottoposto il settore; occorre un rafforzamento strutturale e organizzativo degli uffici del Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo economico al fine di garantire la tempestività dell’attività amministrativa.

E’ necessario, dunque, che il mondo politico presti attenzione alle istanze di un settore che, in oltre tre decenni, ha sempre garantito pluralismo informativo, ha dato voce ai territori, ha assicurato occupazione a migliaia di lavoratori, giornalisti, tecnici e impiegati, contribuendo così, per la propria parte, alla crescita del Paese.

Fonte: Teleradiofax 12 gennaio 2013


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11
2013

Aeranti-Corallo: “inaccettabile mancata assegnazione delle frequenze tv inutilizzate”

11 gen 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Alto-Adige, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, La verità sul digitale, Lazio, Lombardia, News, Piemonte, Trentino, Tv digitale terrestre, Veneto
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Le associazioni delle tv locali protestano contro la mancata assegnazione di frequenze inutilizzate. In particolare Aeranti-Corallo, attraverso un comunicato stampa, ha  sottolineato che nei giorni scorsi si è concluso il procedimento previsto dai bandi del Ministero dello Sviluppo Economico del 5 settembre 2012 e dalla delibera Agcom n.265/12/CONS per la riassegnazione delle frequenze per le trasmissioni digitali terrestri da parte delle tv locali nelle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Campania.

Al riguardo l’Avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo ha dichiarato: «Aeranti-Corallo esprime un giudizio assolutamente negativo sulle scelte e sulle relative modalità attuative operate dal Ministero nel corso dell’anno 2012. Tali scelte e tali modalità attuative – ha proseguito Rossignoli – hanno, infatti fortemente penalizzato il comparto televisivo locale, con evidenti conseguenze sul pluralismo e sulla concorrenza nel settore. Il Ministero – ha aggiunto Rossignoli – non ha, peraltro, assegnato (diversamente da come ha fatto in molte delle regioni in precedenza digitalizzate attraverso i bandi di gara) eventuali frequenze rimaste inutilizzate, ai soggetti collocati in graduatoria, con posizione successiva a quella del numero delle frequenze complessivamente disponibili».

«E’ così accaduto – ha proseguito Rossignoli – che alcune tv locali operanti in aree radioelettricamente isolate (come, tra le altre, Tele Vallassina, operante nel territorio compreso tra le province di Como e di Lecco; Tele Monteneve di Livigno; Tele Ponte di Legno operante in Valcamonica; Tele Boario operante tra le valli bresciane e quelle bergamasche), dove vi sono frequenze pianificate non utilizzate, non abbiano ricevuto l’assegnazione frequenziale. Occorre, peraltro, considerare – ha aggiunto Rossignoli – che tali emittenti in molti casi, non possono neppure realizzare il must carry poiché nelle zone ove facevano servizio spesso non operano altre tv locali».

«Riteniamo – ha concluso Rossignoli – che il Ministero debba dare soluzione alla problematica, provvedendo al più presto alle suddette assegnazioni».

Fonte: aeranticorallo.it


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27
2012

Far West Frequenze Tv: partono i ricorsi al Tar delle tv locali

27 dic 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Alto-Adige, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, La verità sul digitale, Lazio, Lombardia, News, Piemonte, Trentino, Tv digitale terrestre, Veneto
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Continua la saga del Far West delle frequenze tv. Dopo una prima assegnazione scriteriata, che non considerò il Piano dell’Autorità per le comunicazioni (Agcom) sulle compatibilità con i paesi confinanti, il Ministero dello sviluppo economico compie l’ennesimo pasticcio digitale.

Questa volta lo scompiglio nel comparto tv  è scoppiato a causa delle graduatorie (definite truffa) delle emittenti locali stilate dal dicastero per  riassegnare nuove frequenze in seguito alla liberazione dei canali 61-69 UHF già venduti alle compagnie telefoniche per uso della banda larga mobile. Le classifiche pubblicate nel sito web del Ministero, valide per le tv delle regioni passate al digitale terrestre prima del 2011, hanno sollevato forti polemiche e vibranti proteste, e hanno attivato numerosi ricorsi presso il Tribunale Amministrativo del Lazio, che hanno provocato alcune sospensive dei provvedimenti ministeriali.

Per stilare le graduatorie si sono stati scelti 4 parametri: il patrimonio, il numero dei dipendenti, la copertura tv, e la valenza storica dell’emittente. Anche se quest’ultimo, sottolinea Il Sole 24 Ore, ha pesato in minima parte nel conti finali. «Sul patrimonio – denuncia Filippo Ribecchini, presidente dell’emittente laziale SuperTre – hanno preteso la separazione contabile da bilancio delle attività di operatore di rete da quelle di fonritore di contenuti, senza che esista una disposizione di legge in tale senso e senza che nello schema di bilancio europeo sia prevista tale distinzione. Moltre emittenti così hanno avuto zero alla voce patrimonio, congrave danno per le più importanti».

Anche sulla copertura del segnale si è fatto un clamoroso pasticcio. I dati di misurazione infatti provengono dallo stesso Ministero che ha registrato le coperture diversi anni fa, ai tempi dell’ex ministro Romani del governo Berlusconi. Ad esempio, il diritto d’uso concesso a un tv nella provincia di Roma ha fatto schizzare la valutazione della copertura, misurata in base alla relativa popolazione. Mentre altre emittenti che avevano il diritto d’uso su una frequenza per tutta la regione sono state penalizzate. Nel Lazio al primo posto in graduatoria si sono posizionate ex-equo 4 tv locali (Televita, Trsp, Canale7, Telecapri), anche se trasmettevano già su un’unica frequenza (65 UHF) e anche se registrano dati molto differenti per numero di impiegati e per copertura. Le 4 emittenti avranno il diritto d’uso del canale 41 UHF (il migliore tra quelli assegnabili nel Lazio) per 20 anni.

Ribecchini continua la sua accusa: “SuperTre per anni è stata in testa agli ascolti. Ora è in 17esima posizione, l’ultima utile per ottenere una frequenza. Faremo ricorso al Tar!”. Molte emittenti escluse dalle graduatorie sono state costrette a chiudere i battenti (in Alto Adige Valsugana tv, in Lombardia Telemonteneve, Mantova Tv e Televallassina, nel Lazio Telestudioroma, solo per citarne alcune). Altre, per continuare a trasmettere, dopo un lungo periodo di inattività sull’etere (40-50 giorni in media), dovranno invece a noleggiare la capacità trasmissiva su multiplex di chi ha ottenuto il diritto d’uso.

In questo nuovo caos di canali e frequenze, il Tar del Lazio sta cominciando ad accogliere i ricorsi delle tv e ha concesso le prime sospensive cautelari sulle classifiche ministeriali, in attesa delle prime udienze previste per gennaio. Il Ministero è corso ai ripari per le graduatorie di Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, pubblicando una graduatoria ricorretta, con tanto di ingiunzione rivolta alle emittenti di recarsi in alta montagna durante le feste per cambiare le frequenze.

Fonte: Il Sole 24 Ore


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