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Dahlia Tv, rinviata al 18 ottobre l’audizione coi creditori
E’ stato disposto il rinvio al 18 ottobre 2011 alle ore 10 dell’adunanza dei creditori di Dahlia Tv, dove era presente l’Adoc come unica rappresentante dei consumatori, in quanto alcuni creditori hanno chiesto tempo per esaminare la relazione del commissario giudiziale. L’Adoc, che ha già raccolto centinaia di deleghe degli utenti, si presenterà anche alla prossima adunanza, in modo da far valere i loro giusti diritti.
L’Associazione ricorda che è a disposizione sul proprio sito (www.adoc.org) un modello di delega da inviare, in copia originale, all’Adoc a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o anche via fax allo 06.86329611 o via posta elettronica all’indirizzo info@adoc.org. L’Adoc invita gli utenti a comunicare l’importo esatto del credito vantato e la sua fonte, allegando i relativi documenti giustificativi. Sul sito di Dahlia Tv è possibile calcolare il vostro credito sulla base della proposta concordataria. Coloro che intendessero esprimere il loro voto, favorevole o contrario, oltre che in sede di adunanza dei creditori (personalmente o tramite l’Adoc), possono farlo anche per telegramma, per lettera o per fax da inviare a: “Tribunale civile di Roma, sezione fallimentare – procedura concordato preventivo Dahlia TV spa in liquidazione, C.P. n. 10/11 – Via delle Milizie n. 3/E – 00192 Roma”. Le dichiarazioni di voto devono pervenire al tribunale entro i venti giorni successivi alla data di chiusura del verbale dell’adunanza. Per maggiori informazioni è possibile leggere e scaricare la documentazione sul sito di Dahlia TV.
Procedura: Se viene approvato il piano proposto verrà valutata la massa attiva e in seguito si procede alla liquidazione in ordine di importanza dei creditori. Se NON viene approvato il piano il Commissario giudiziale ne presenterà un altro e ci sarà una nuova votazione. L’Adoc provvederà a comunicare tempestivamente ai creditori ogni passo della procedura, pertanto è opportuno consultare periodicamente il sito dell’Associazione.
Dahlia Tv, 100 mln di perdite e ci ha rimesso anche TI Media
25 milioni di euro di perdite per Dahlia Tv. In questo modo si chiuse il 2010 della pay-tv della piattaforma del digitale terrestre, messa in liquidazione da febbraio 2011, secondo le cifre pubblicate dal quotidiano Italia Oggi, cifre che associate ai 21 milioni in rosso del 2009 (primo anno di attività del gruppo) determinarono con tutta probabilità la definitiva chiusura della società, con perdite per gli azionisti superiori ai 100 milioni.
Un danno economico che ha inciso anche sul fatturato di Telecom Italia Media, azionista di minoranza di Dahlia, sia per l’investimento pari a 23 milioni di euro nel gruppo della pay-tv (partecipazione poi svalutata a zero nel 2011), sia per i mancati introiti da 13,4 milioni per l’affitto delle frequenze del digitale terrestre. Multiplex concessi successivamente in affitto a Mediaset.
Il bollettino dell’Antitrust appena pubblicato descrive l’ultima situazione della pay-tv defunta al limite della sopravvivenza imprenditoriale: il 25 febbraio 2011 Dahlia aveva appena 174.292 tessere attive, di cui 32.436 abbonati e 141.856 utenti prepagati. Una penuria di abbonati/tifosi derivante dalla perdita nel 2010 dei diritti di trasmissione delle partite delle squadre di calcio della Fiorentina, del Palermo e del Bologna, assegnati clamorosamente dalla Lega Calcio a Mediaset Premium. La dirigenza di Dahlia pochi mesi prima della chiusura dichiarava di poter vantare 850 mila tessera attive. Nel novembre del 2010, afferma Fabrizio Grassi, ex ad della società, intervistato da Italia Oggi, sono però scaduti i diritti di visione di 120 mila tessere ereditate dalla vecchia televisone a pagamento La7 Carta più, e nei mesi successivi quasi nessun abbonato ha rinnovato l’offerta.
La storia poi è nota: gli azionisti di Dahlia hanno cominciato a investire sempre meno denaro, frenati anche dai fallimenti e dalle difficoltà delle analoghe pay-tv del mercato spagnolo, portoghese e tedesco. La famiglia Wallenberg e il fondo americano Constellation dalla fine del 2010 hanno chiesto un maggior coivolgimento di TI Media che ha ripetutamente declinato l’invito. E gli stessi investitori stranieri di Dahlia, stufi dei ritardi accumulati dal governo italiano per l’avvio della gara a beauty contest che avrebbe potuto concedere gratuitamente alla pay-tv delle preziose frequenze tv, decisero di chiudere tutto prima che le perdite assumessero dimensioni insostenibili.
Ora è tutto finito. E il 16 settembre la procedura di liquidazione di Dahlia prevede che i creditori debbano decidere sulla proposta di concordato preventivo, ammesso dal Tribunale di Roma, con cui si prevede il pagamento dei titolari di smart card nella misura del 16% del credito residuo.
Fonte : Italia Oggi
Antitrust multa Dahlia Tv per 5 mila euro
L’Autorità Antitrust ha deciso di multare per 5 mila euro la pay-tv in liquidazione Dahlia Tv per pratica commerciale scorretta. L’Authority italiana ha condannato la società della famiglia Wallenberg, oramai in dismissione, con una sanzione pecuniaria a dire il vero irrisoria, per non aver fornito le idonee informazioni all’utenza circa l’interruzione dell’attività delle trasmissioni della piattaforma tv a pagamento del digitale terrestre.
La pay-tv è stata sanzionata inoltre perchè non avrebbe adottato delle iniziative per evitare l’acquisto dei pacchetti e dei programmi da parte degli abbonati quando il servizio non era più disponibile, e perchè non avrebbe garantito i diritti riconosciuti agli utenti in merito ai servizi già acquistati.
Dahlia Tv: tribunale di Roma rinvia adunanza creditori al 19 settembre
ROMA (MF-DJ) – Il Tribunale di Roma, sezione fallimentare, con provvedimento del Giudice Delegato, ha rinviato, a seguito delle rettifiche alla proposta concordataria depositate da Dahlia Tv, l’adunanza dei creditori, già fissata per il 22 giugno, al 16 settembre prossimo. Lo comunica il Commissario giudiziale della procedura di concordato preventivo Dahlia Tv in liquidazione.
Diritti Tv Calcio: i club di Serie A verso l’intesa
La Lega Seria A di Calcio, nell’assemblea informale della giornata di ieri, ha trovato un accordo di massima sulla tribolata questione della suddivisione dei diritti televisivi, che ha visto le cinque società più ricche combattere a colpi di ricorsi e sentenze contro i piccoli 15 club del massimo campionato .
Il presidente uscente della Lega, Maurizio Beretta, ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo generale ed è stata definita una programmazione a medio termine di crescita del sistema, dopo l’interpretazione dell’Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio sull’annosa questione della rilevazione dei bacini d’utenza che ha dato ragione a Juve, Milan, Inter, Roma e Napoli.
La proposta è stata lanciata da Galliani, ad del Milan: per le indagini di mercato si daranno punteggi di valore ai tifosi veri di un solo club, ai simpatizzanti, agli interessati. Si eliminerà l’Auditel dai conteggi. E per il triennio 2012-15 si garantiranno più introiti legati ai meriti e alla classifica. L’ipotesi è quella di ripartire gli introiti di oltre un miliardo di euro di diritti provenienti dalle televisioni nel 40% in parti uguali, 39% in base al piazzamento nella stagione in corso e un 21% sui bacini d’utenza. L’accordo è arrivato anche per allontanare lo spettro di lunghe cause civili che provocherebbero il blocco della distribuzione del denaro per i diritti tv e il collasso dell’intero sistema del calcio italiano.
Intanto lunedì prossimo, nella nuova assemblea di Lega, le squadre di Serie A prepareranno l’incontro del 22 giugno per il concordato preventivo sul fallimento di Dahlia Tv. L’ex pay-tv del digitale terrestre (che trasmetteva le partite di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese) nella fase finale di liquidazione vorrebbe restittuire ai club il 16% del contratto biennale sui diritti tv stipulato nel 2009. Ma c’è una larga distanza tra le parti: per il liquidatore di Dahlia la cifra da rendere sarebbe solo 8 milioni di euro, mentre per le società di calcio ammonterebbe a 40 milioni.
Dahlia Tv: 22 giugno concordato preventivo. Adoc portavoce ex-abbonati
L’Adoc negli ultimi mesi ha ricevuto comunicazioni da parte di oltre 20mila utenti abbonati a Dahlia Tv, che richiedevano il risarcimento dei danni subiti dalla chiusura dell’emittente digitale nello scorso febbraio e il rimborso del credito residuo. La società Dahlia Tv ha proposto un concordato preventivo, ammesso dal Tribunale di Roma, con cui si prevede il pagamento dei titolari di smart card nella misura del 16% del credito residuo.
La proposta verrà sottoposta all’approvazione dei creditori, che sono stati convocati davanti al Tribunale di Roma il 22 giugno prossimo alle ore 11. La società prevede di pagare i clienti tra circa un anno. L’Adoc intende presentarsi a tale adunanza, a nome delle migliaia di utenti danneggiati, in modo da far valere i loro giusti diritti. L’Associazione ha pertanto messo a disposizione sul proprio sito (www.adoc.org) un modello di delega da inviare, in copia originale, all’Adoc a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o anche via fax allo 06.86329611 o via posta elettronica all’indirizzo info@adoc.org, entro e non oltre il 15 giugno prossimo.
L’Adoc invita gli utenti a comunicare l’importo esatto del credito vantato e la sua fonte, allegando i relativi documenti giustificativi. Sul sito di Dahlia Tv è possibile calcolare il vostro credito sulla base della proposta concordataria. Coloro che intendessero esprimere il loro voto, favorevole o contrario, oltre che in sede di adunanza dei creditori (personalmente o tramite l’Adoc), possono farlo anche per telegramma, per lettera o per fax da inviare a: “Tribunale civile di Roma, sezione fallimentare – procedura concordato preventivo Dahlia TV spa in liquidazione, C.P. n. 10/11 – Via delle Milizie n. 3/E – 00192 Roma”. Le dichiarazioni di voto devono pervenire al tribunale entro i venti giorni successivi alla data di chiusura del verbale dell’adunanza.
Diritti Tv: a Mediaset la Serie B, ma pagano anche ex abbonati Dahlia
Mediaset, attraverso la controllata RTI, si è aggiudicata i diritti televisivi ex Dahlia Tv per il digitale terrestre della Serie B di calcio, per la parte rimanente di questo campionato (cioè le 9 giornate finali più eventualmente i playoff e play out).
I diritti televisivi messi all’asta in trattativa privata dalla Lega Serie B sono tutto quello che rimane sul digitale terrestre dell’offerta a pagamento della pay-tv messa in liquidazione definitivamente in febbraio. La chiusura di Dahlia e le scelte dell’altra Lega Calcio (quella di Serie A) determinarono infatti l’oscuramento televisivo sulla piattaforma digitale terrestre delle partite delle 8 squadre del massimo campionato incluse nel pacchetto Dahlia Calcio, più tutto il resto della programmazione sportiva e d’intrattenimento.
Nell’asta per i diritti televisivi calcistici la Lega B per la seconda volta consecutiva ha negato a Europa 7, unica rivale di Mediaset nella gara, l’acquisto delle licenze, perchè, secondo fonti vicine ai rappresentanti delle società cadette, avrebbe proposto nuovamente un’offerta drasticamente inferiore alle richieste del bando (850 mila euro).
Mediaset Premium perciò trasmetterà sul dtt tutte le rimanenti giornate del campionato di Serie B 2010-2011, con le telecronache e i commenti giornalistici curati dalla redazione di SportMediaset e già da domani partirà con il match Torino – Grosseto delle ore 20.45. Ma non potrà garantire le dirette di tutte le partite per mancanza di banda tv. Potrà trasmettere solo gli anticipi del venerdì, i posticipi del lunedì, dei due migliori incontri del sabato, tutte le partite di Torino e Atalanta, i playoff e i playout. Le altre partite saranno trasmesse sul canale “Diretta Premium B” che offrirà la possibilità di seguire le azioni principali e i gol in tempo reale da tutti i campi.
Ma gli ex-abbonati Dahlia potranno tornare a vedere gratuitamente le partite già pagate?
Neanche per sogno. Mediaset metterà in vendita la Serie B sia per gli abbonati Premium sia per quelli di Dahlia orfani della propria ex pay-tv. Infatti il Biscione, per accaparrarsi nuovi utenti paganti, propone per i nuovi abbonati dell’offerta Premium Calcio (a 19 euro al mese) la “Serie bwin” in omaggio. Mentre i vecchi abbonati Premium potranno acquistare il Pacchetto “Serie bwin”, con le ultime 7 giornate di fine stagione più play out e play off, al prezzo complessivo di 29 euro (la 34ma e la 35ma giornata saranno gratuite per tutti gli utenti con tessera attiva). I clienti ex-abbonati Dahlia quindi potranno avere, a verifiche effettuate, questo “generoso sconto” solo se si abbonano a Premium Calcio (cioè l’offerta Easy Pay). Mediaset sarà così caritatevole che proporrà inoltre per chi non ha intenzione di pagare due volte l’abbonamento (quello Dahlia ormai svanito e il nuovo Premium) i match della B in pay-per-view a 10 euro per incontro.
Per eventuali proteste e insulti i circa 80 mila ex-abbonati Dahlia Tv che seguivano la serie cadetta possono contattare il sito www.mediasetpremium.it o telefonare al numero 199.303.404, ma anche quest’ultimo è a pagamento…
Sky e Mediaset pronti alla sfida della nuova tv. In Rai invece cresce solo il debito
La lotta ai vertici della tv italiana resta una questione tra i soliti noti: Mediaset, Rai e Sky Italia. Cresce Telecom Italia Media, ma non abbastanza. In questo periodo di calma apparente i big della tv affilano i coltelli e, in vista dei prossimi Switch-off del digitale terrestre e dei mutamenti repentini degli ascolti, si preparano ad animare il mercato nei prossimi 12 mesi.
Lo scontro principale è sempre quello tra Mediaset e Sky che battagliano a colpi di offerte e abbonamenti pay. L’ultima mossa del monopolista del satellite sullo scacchiere del mercato televisivo ha condotto in porto un importante accordo commerciale con Fastweb per l’offerta Home Pack (che unisce la tv satellitare, la banda larga, e la telefonia fissa). La tv di Rupert Murdoch ha inoltre guadagnato a dicembre 2010 ben 71 mila abbonati salendo così 4,87 milioni in totale. Va più che bene anche la concessionaria Sky Pubblicità che nel 2010 ha totalizzato un fatturato complessivo di circa 350 milioni di euro (+20%) grazie soprattutto ai Mondiali di Calcio del Sud Africa.
Le risposte di Mediaset non si sono fatte certo attendere. Il Biscione forte di una crescita degli utili (+4,6%) negli ultimi mesi del 2010, di una ulteriore crescita della raccolta pubblicitaria (+5% nel 2010, per 1,19 miliardi di euro nei primi 9 mesi) e di un consistente rafforzamento nei mercati internazionali (soprattutto quello spagnolo), ha lanciato il servizio Premium Net Tv, estensione sul Web e sulla piattaforma Tv Over the top dell’offerta di Mediaset Premium.
Telecom Italia Media migliora invece i ricavi (+13,7%) e riduce le perdite a 54,4 milioni di euro, nonostante le svalutazioni conseguenti alla liquidazione di Dahlia Tv. Sul fronte della pubblicità TI Media può contare sul rinnovato accordo con Cairo Communication e rilevare una crescita del 3,2%.
Fuori dalla competizione della tv a pagamento, ma stritolata dalla concorrenza del mercato e sfruttata dai poteri politici, rimane l’azienda Radio Tv pubblica. La Rai infatti, pur essendo una grande realtà del nostro paese, deve far fronte a un ingente debito (118 milioni di euro nel 2010) che rischia di smantellare l’immenso patrimonio del servizio pubblico. Il bilancio dell’azienda Rai infatti deve fare costantemente i conti con l’evasione del canone, scandalosamente mai regolata dalla politica, che nega 550 milioni di ricavi per l’abbonamento ordinario (per le famiglie) e 800-900 milioni di euro per quanto concerne il canone speciale riservato ad associazioni, partiti e aziende.
I tagli, le riduzioni dei costi, le esternalizzazioni, i blocchi di aumenti, scatti e premi attuati dal Piano Industriale del dg Masi dovrebbero garantire un budget 2011 con una chiusura in attivo. Ma l‘indebitamento finanziario complessivo della tv pubblcia crescerà comunque dai circa 200 milioni del 2010 ai 320 di fine 2011, a causa soprattutto degli investimenti imposti dal digitale terrestre (400 milioni senza un rientro immediato). Per far fronte a questi gravosi investimenti la dirigenza Rai ha previsto la cessione delle stazioni di trasmissione di RaiWay (non dell’intera società), guarda caso proprio mentre Mediaset integra le sue “torri” con quelle della Dmt, acquisendo il 60% della nuova società.
Il servizio pubblico nel primo trimestre 2011 registra inoltre un incredibile paradosso tra ascolti e ricavi pubblicitari. Nonostante la crescita complessiva dello share Rai (caratterizzato anche dalla frammentazione degli ascolti) rispetto al diretto concorrente Mediaset (in gennaio-febbraio quasi 7% in meno), la raccolta pubblicitaria di Sipra rileva meno ricavi per Rai e un consistente guadagno in percentuale (da 63,8% a 65,2%) per Mediaset. In pratica con oltre il 41% degli ascolti totali la Rai controlla “solo” il 24% del mercato pubblicitario, mentre Mediaset con il 37% degli ascolti si porta a casa oltre il 65% della raccolta pubblicitaria. Forse quello che perde Sipra (concessionaria Rai) passa a Publitalia (concessionaria Mediaset)?
Fonti: Italia Oggi | ilsole24ore..com























