Tv Digital Divide

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Tag: governo italiano

set
22
2011

Decreto Sviluppo: il governo propone 300 milioni per la banda larga veloce

22 set 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Banda larga, Digital divide, Internet, News
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Nelle bozze circolate ieri nel Decreto Sviluppo proposte dal morente governo Berlusconi, che tiene duro per non affossare la sua azienda di famiglia Mediaset (ieri calo in borsa del 5% con 160 mln di euro in fumo), ci sarebbe anche una norma sulla costituzione di una società per la banda larga ultraveloce che potrebbe essere capitalizzata utilizzando parte (300 milioni circa) dei proventi dell‘asta LTE delle frequenze ancora in corso.

Nel provvedimento, secondo i primi rumors, dovrebbe trovare spazio anche il progetto per la realizzazione della rete ulltrabroadband, per dare seguito ai lavori del Tavolo Romani, per il cablaggio in fibra di tutto il territorio nazionale di qui ai prossimi 10 anni (progetto il cui valore è stimato in circa 10 miliardi di euro) attraverso la costituzione di una società  pubblico-privata con lo Stato azionista di maggioranza.

I provvedimenti per la crescita dovrebbero essere varati già entro fine mese o entro i primi di ottobre: ieri è stato organizzato un tavolo ad hoc per discutere delle misure che ha riunito i ministri dell’Economia Giulio Tremonti, il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, quello del Lavoro Maurizio Sacconi e quello della Semplificazione Roberto Calderoli. La prossima riunione è convocata per mercoledì 28 settembre, giornata che dovrebbe portare alla definizione dei dettagli del progetto.

Sempre col senno di poi potrebbe prendere spazio nel Decreto Sviluppo la società per la rete in fibra ottica, forse la già esistente Infraco che tempo fa accese alcune polemiche sulla nazionalizzazione delle rete con Telecom Italia, che dovrebbe portare la banda larga e ultra-larga in tutto il paese nei prossimi dieci anni con un costo stimato di circa 10 miliardi. Nel provvedimento si darebbe in tal modo continuità al lavoro svolto dal cosiddetto tavolo Romani che da novembre scorso lavora al ministero dello Sviluppo economico sul progetto di una società pubblico-privata per lo sviluppo della rete di nuova generazione, con lo Stato presente sopra il 50%. Per l’avvio del progetto si calcola che potrebbe essere subito disponibile una cifra superiore ai 300 milioni.



ago
01
2011

Digitale terrestre: il Tar annulla la delibera Agcom sull’ordinamento automatico dei canali

01 ago 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Il Tar del Lazio ha annullato la delibera 366/10/CONS dell’Agcom in merito alla regolamentazione dell’ordinamento automatico (LCN) dei canali della tv digitale terrestre. La sentenza depositata il 29 luglio scorso è stata accolta con piena soddisfazione dalle associazioni delle tv locali che in questi mesi combattono duramente contro le disposizioni discriminanti del governo e dell’Autorità Garante per sopravvivere nel mercato televisivo.

Il Comitato Radio Tv Locali si ritiene infatti pienamente soddisfatto dell’annullamento della delibera Agcom sulla numerazione LCN. Secondo CRTL, associazione che ha appoggiato il ricorso al tribunale amministrativo partito dall’emittente napoletana Canale 34, la delibera era ingiusta: «prendere come parametro le graduatorie Corecom (per definire l’ordine dei canali locali, già bocciate anche dall’Antitrust ) – afferma in un comunicato CRTL – è stata una sciagurata decisione. E’ ovvio che decidere che il riferimento siano graduatorie che premiano sostanzialmente chi ha più dipendenti e giornalisti, non c’entra per nulla con le abitudini e preferenze degli utenti, unico criterio sancito nel Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi per regolamentare la numerazione del telecomando».

«In tutti i modi glielo abbiamo ribadito, ma l’Autorità Garante delle Comunicazioni, non ha sentito ragioni, affermando che era l’unico parametro “certo” a cui si poteva far riferimento. Guarda caso però, la delibera andava ad agevolare solo 10 Tv locali per regione , relegando le rimanenti addirittura a oltre la numerazione 70 del telecomando. Ma la ( ex ) delibera 366/10/CONS era pienamente in linea con la strategia del governo di affossare le più piccole tv locali, come si è poi palesato con la legge che intende espropriarle delle frequenze per cederle alla telefonia mobile. Strategia avallata, più o meno palesemente, anche da altre associazioni di emittenti, che hanno nel loro direttivo Tv Locali in cima alle graduatorie Corecom, oppure addirittura la stessa Mediaset».

«Ora si spera – ha concluso CRTL – che la Corte Costituzionale faccia il suo lavoro al più presto sancendo l’incostituzionalità delle nuove Leggi varate dal Governo che, di fatto, espropriano le emittenti locali dei loro canali per venderle all’asta agli operatori di telefonia nello sciagurato tentativo di fare cassa;  ma il ristoro dei danni che le Tv Locali chiederanno allo Stato, sarà maggiore dei proventi».

Aggiornamento 02/08/2011: L’Agcom ha immediatamente replicato con un ricorso d’urgenza al Consiglio di Stato per ottenere – quanto meno nell’immediato – la sospensiva della decisione del Tribunale amministrativo di primo grado. L’Autorità Garante per le comunicazioni sostiene che la pronuncia del Tar mette seriamente a rischio il passaggio al digitale terrestre previsto per questo autunno con gli Switch-off di Liguria, Toscana, Marche, Umbria e con la provincia di Viterbo. L’associazione delle tv locali Aeranti-Corallo, invece, ha chiesto a tutte le emittenti regionali di non modificare la numerazione attuale dei canali, per evitare sovrapposizioni (e conflitti sui decoder) e per non mettere in difficoltà gli utenti con cambi improvvisi di numerazione.

Aggiornamento 02/08/2011 ore 17,50: Il Consiglio di Stato, accogliendo la richiesta dell’Autorità Garante per le comunicazioni, ha sospeso in via d’urgenza fino al 30 agosto la sentenza del Tar del Lazio in mertio all’annullamento della delibera 366/10/CONS dell’Agcom sull’ordinamento automatico della numerazione dei canali della tv digitale terrestre. Lo stesso giorno del 30 agosto la Quarta Sezione del Consiglio di Stato si riunirà in camera di consiglio per riesaminare l’istanza di sospensiva.



lug
30
2011

FNSI lancia l’appello: “Garantire frequenze alle tv locali, sistema e posti di lavoro a rischio”

30 lug 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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La Federazione Nazionale Stampa Italiana, preoccupata sullo stato del comparto delle emittenti locali e della condizione lavorativa di centinaia di giornalisti, lancia un appello al governo e all’Agcom:

«La Giunta Esecutiva della Fnsi esprime forte preoccupazione per l’evoluzione del quadro normativo nel settore dell’emittenza radiotelevisiva. La riduzione delle risorse pubblicitarie disponibili per le emittenti locali, la diminuzione delle frequenze a loro disposizione per ingiustificata sottrazione decisa dal Governo, gli oneri del passaggio alla trasmissione digitale e l’incertezza nell’assegnazione delle numerazioni sul telecomando mettono a rischio il futuro di emittenti di tutta Italia»

«Il Sindacato dei giornalisti chiede al Governo e alle autorità preposte, in primis l’Agcom, di ripensare l’intera normativa, soprattutto in considerazione delle centinaia di posti di lavoro messi così a rischio e della necessità di garantire le condizioni di un reale mercato della televisione locale e di un effettivo pluralismo dell’informazione, di cui questo sistema è componente essenziale. Serve un sussulto di responsabilità istituzionale per il libero sviluppo del sistema televisivo in termini di democrazia, di libertà e per la trasparenza del mercato, già assai compromesso dai tanti provvedimenti di favore per i soliti noti».


mag
13
2011

Caso Europa 7: governo chiede rinvio udienza alla Corte europea dei diritti dell’uomo

13 mag 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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(ANSA) – STRASBURGO, 13 MAG – Il governo italiano ha chiesto alla Corte europea dei diritti dell’uomo il rinvio dell’udienza sul caso Centro Europa 7, che si sarebbe dovuta tenere il 25 maggio prossimo davanti alla Grande Camera. E’ quanto si apprende oggi dalla stessa Corte di Strasburgo. Per rinviare l’udienza le autorità italiane hanno portato a conoscenza dei giudici di Strasburgo gli ultimi sviluppi del caso a livello nazionale. Dallo scorso ottobre, l’emittente televisiva trasmette i propri programmi su una nuova piattaforma che permette, attraverso uno specifico decoder, la ricezione in alta definizione. La Corte non ha tuttavia voluto commentare la possibilità che il governo italiano possa far dichiarare il caso irricevibile e quindi di ottenere una cancellazione dai registri. Questo potrebbe accadere se le autorità italiane dovessero riuscire a dimostrare che Centro Europa 7 non è più vittima delle violazioni addotte nel ricorso. Nel ricorso presentato a Strasburgo nel 2009, Centro Europa7 ha sostenuto che le autorità italiane hanno violato il suo diritto alla libertà di espressione e nello specifico quello di comunicare informazioni e idee, visto che il governo non ha mai attribuito all’emittente una radiofrequenza per poter andare in onda.


dic
15
2009

Il governo taglia la pubblicità di Sky

15 dic 2009 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Guerra pay-tv, La verità sul digitale, Tv digitale terrestre
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E ci risiamo. Senza nessuna vergogna i ministri di questo governo, preso di mira dalle statuette, continuano imperterriti a distorcere il mercato della tv e favorire l’azienda di famiglia del premier convalescente. All’interno di una bozza di legge che dovrebbe prendere in considerazione delle indicazioni della Commissione Europea, è stato inserito un provvedimento che limita la trasmissione di pubblicità nelle tv a pagamento al 12% per ogni ora di programmazione (prima era il 18%).

La norma, inserita ad arte nel disegno tra i vari articoli, pone un limite anche alle altre pay-tv, come ad esempio Mediaset Premium, ma nei fatti concreti colpisce pesantemente (ancora una volta) il network Sky di Rupert Murdoch.

Dopo l’innalzamento dell’Iva al 20% per le tv a pagamento, e il curioso e interessato ritardo del Ministero per le comunicazioni sul lancio del canale Cielo sul digitale terrestre, i geniali rappresentati del governo si intromettono ancora in modo scorretto nel mercato televisivo. Il provvedimento in pratica limiterebbe la messa in onda di spot sui canali pay, e perciò proprio sulla piattaforma satellitare di Sky.

Mediaset, azienda leader nella raccolta di pubblcità in tv (raccoglie più del 60% del mercato), così facendo avrebbe il via libera per gestire la propria pubblicità sui canali in chiaro, cercando di non fare troppa concorrenza tra le proprie offerte. Il disegno di legge concentrandosi essenzialmente sulle pay-tv e sui guadagni pubblicitari delle tv private ignora i problemi di bilancio della Rai, creati anche dal mancato rinnovo di contratto con Sky.

Ciò che fa più riflettere però è il resto del testo dello sciagurato decreto. In modo assolutamente incoerente con le norme sopra citate la legge liberalizza selvaggiamente la pubblicità della tv, espande fino al 22%  il limite massimo di spot a giornata per le emittenti private, allarga e arricchisce le interruzioni pubblicitarie all’interno dei film e degli eventi sportivi e nelle trasmissioni per bambini.

Infine il disegno di legge prospetta nuove regole sul rilascio delle autorizzazioni ai nuovi competitor del mercato tv via satellite. Per evitare nuovi sospetti e imbarazzi, come nel caso del nuovo canale Cielo sul digitale terrestre (ma anche su Tivù Sat), d’ora in poi le concessioni saranno rilasciate dal Ministero (entro i 60 giorni di valutazione), mentre fino a pochi giorni fa erano di competenza dell’Autorità Garante per le comunicazioni, colpevole di avere rilasciato l’autorizzazione a trasmettere su Tivù Sat in sole 24 ore.

Fonte: repubblica.it

Aggiornamento 21/12/2009: lo Schema di decreto legislativo è stato approvato dal Consiglio dei ministri.


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