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Tag: finanziamenti tv locali

mag
15
2013

Crisi tv locali, Treviso Uno licenzia tutti i 14 dipendenti e chiude i battenti

15 mag 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Tutti i 14 dipendenti dell’emittente televisiva Treviso Uno, di proprietà del presidente del gruppo cartario Pro-Gest, Bruno Zago, hanno ricevuto in questi giorni la lettera di licenziamento. Lo comunicano gli stessi lavoratori, fra cui figurano giornalisti, tecnici ed amministrativi. L’atto fa seguito ad un provvedimento di Cigs sottoscritto lo scorso dicembre fra azienda e sindacati.

La televisione aveva cessato le trasmissioni nell’autunno scorso in seguito all‘interruzione del segnale affittato al gruppo T-Vision per il mancato versamento, secondo i titolari di quest’ultima società, del canone pattuito. «Sapevamo che quello della televisione non era il nostro settore, purtroppo ci siamo fidati di persone che ci hanno consigliato male», è il commento di Benedetta Zago, amministratore delegato dell’emittente televisiva locale Treviso Uno, oggi in liquidazione.

L’avventura della nuova sigla dell’etere trevigiano, nata su iniziativa della famiglia Zago (gruppo Pro-Gest), di fatto è naufragata dopo circa due anni di attività per cause sulle quali gli stessi proprietari oggi fanno ammenda. «Certo, siamo stati degli sprovveduti, abbiamo creduto a chi ci diceva che il mercato pubblicitario avrebbe potuto reggere – ha detto ancora l’ad – ma abbiamo verificato che con i mesi il buco cresceva molto più del previsto, diciamo che ad oggi la società è in rosso per alcuni milioni di euro». Rispetto al contenzioso con T-Vision, il gruppo televisivo che aveva affittato un canale a Treviso Uno e che ha interrotto improvvisamente il servizio lo scorso autunno, Zago sostiene essersi trattato solo «della mazzata finale». «Ai dipendenti esprimo ancora tutta la mia stima – conclude – ma la situazione si era fatta insostenibile e noi non siamo il ‘Fatebenefratelli’».

Fonte: Ansa | corrieredelveneto.it



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feb
26
2013

Agcom avvia l’indagine conoscitiva sulla tv convergente

26 feb 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Banda larga, Digital divide, Internet, La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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L’Agcom (finalmente) si desta e avvia uno studio sulle nuove tecnologie e sui nuovi consumi della tv convergente. Al fine di giungere alla redazione di un Libro Bianco sulla “Televisione 2.0 nell’era della convergenza”, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti avviato un’indagine conoscitiva sulla connected tv.

Lo studio, indetto con delibera 93/13/CONS, presieduto da Angelo Cardani, intende investigare sugli aspetti complessivi relativi ai nuovi servizi di televisione su protocollo IP nel settore delle comunicazioni elettroniche e, in particolare, sugli aspetti concernenti la struttura del mercato e la relativa catena del valore, i modelli di business, i possibili sviluppi della domanda e dell’offerta, le modalità di accesso alle piattaforme, le problematiche di interoperabilità tra queste e la competizione, lo sviluppo in termini di concorrenza e pluralismo, la garanzia di accesso ai contenuti, i benefici sull’utente finale e le previsioni in termini di sviluppo culturale, economico e sociale.

Come si legge nell’allegato B alla citata delibera, l’imminente “evoluzione del mezzo televisivo riguarda l’integrazione della televisione digitale lineare con i servizi offerti dal Web”. A riguardo si parla di “integrazione broadcast-broadband”, e di televisione connessa (connected tv) o televisione ibrida (hybrid broadband broadcast tv), che permette di associare ai tradizionali programmi tv una serie di servizi, che “possono comprendere, oltre ad eventuali servizi avanzati interattivi collegati ai servizi diffusivi, prima di tutto la navigazione sul Web: Video On Demand, video web, servizi radiofonici, servizi informativi (come ad esempio news e previsioni meteo), comunicazioni video (ad esempio Skype), social network e chat, servizi interattivi e servizi di accesso condizionato, etc.”.

Il termine di conclusione dell’indagine è di 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, durante i quali l’Agcom può organizzarsi in gruppi di studio e avvalersi di ulteriori competenze ed esperienze specialistiche del settore della comunicazione elettronica e dell’industria dei media. Può anche fissare audizioni delle parti interessate, su richiesta di queste ultime o dell’Autorità stessa. I termini possono essere prorogati con determinazione motivata.

Si tratta – chiarisce l’Agcom – di servizi convergenti offerti da soggetti prima separati, come i fornitori di contenuti, i fornitori di servizi di media, gli operatori di rete e le imprese del web. A giudizio dell’Autorità la connected tv si svilupperà velocemente nei prossimi anni, parallelamente alla diffusione di reti a larga banda, all’accresciuta velocità di connessione ad internet e all’affermazione di dispositivi connessi. Da qui la necessità di investigare “gli aspetti concernenti la struttura del mercato e la relativa catena del valore, i modelli di business, i possibili sviluppi della domanda e dell’offerta, le modalità di accesso alle piattaforme, le problematiche di interoperabilità tra piattaforme, la competizione tra le differenti piattaforme distributive, lo sviluppo in termini di concorrenza e pluralismo, la garanzia di accesso ai contenuti, i benefici sull’utente finale e le previsioni in termini di sviluppo culturale, economico e sociale”.

A tale fine, l’Agcom ha posto una serie di quesiti di carattere generale, di domande specifiche per i broadcaster e per i costruttori di apparati televisivi e decoder, e di interrogativi relativi alla fornitura delle reti ed infrastrutture di comunicazione elettronica ed alla fornitura ed aggregazione di contenuti audiovisivi. I soggetti interessati a partecipare all’indagine conoscitiva dovranno far pervenire memorie, documenti e pareri entro 60 dalla data di pubblicazione della citata delibera nella G.U.

In tale contesto, si possono individuare due tipi di piattaforme per le Tv connesse: orizzontali, sviluppate su base consortile con il concorso dei diversi operatori, basate su specifiche condivise e aperte sia ai costruttori di dispositivi sia ai fornitori di contenuti e servizi; verticali, basate su specifiche proprietarie che sono normalmente gestite da un singolo soggetto che assume una funzione di packager (aggregatore), in quanto seleziona e predispone per l’utente finale un’offerta di contenuti e servizi Internet-delivered (audiovisivi, social network, news etc.). In questa seconda tipologia d’iniziative rientrano, tra le altre, le offerte OTT TV dei costruttori di televisori, degli operatori del videogame e degli operatori Tlc. Inoltre le piattaforme possono essere denominate aperte o chiuse in relazione alle modalità di accesso ai servizi Internet.

Fonti: key4biz.it | agcom.it | newslinet.it



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feb
25
2013

Tv locali, Aeranti-Corallo: “andiamo su YouTube”

25 feb 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Il business della tv generalista sta, ormai da tempo, mostrando un certo grado di appannamento; l’incremento dell’offerta di contenuti televisivi attraverso la piattaforma digitale terrestre e la nascita di nuovi canali tematici hanno esposto le emittenti televisive locali a una concorrenza sempre più agguerrita, sia in termini di visibilità e riconoscibilità dei palinsesti trasmessi, sia in termini di raccolta pubblicitaria.

Aeranti-Corallo sta conducendo una approfondita analisi sulle nuove possibilità di business per le tv locali, finalizzata a offrire spunti di riflessione per ripensare ai modelli aziendali che sino a ora hanno mosso l’intero comparto. Nell’ambito di tale attività, si è svolto lo scorso mercoledì 20 febbraio un primo incontro dei componenti degli organismi dirigenti espressione del settore televisivo delle componenti associative di Aeranti-Corallo con rappresentanti di YouTube-Google per analizzare le opportunità di una partnership con le imprese televisive locali associate.

Nel corso dell’incontro, cui sono intervenuti per YouTube Maria Ferreras, direttore alleanze strategiche Sud Europa YouTube-Google, Federica Tremolada, strategic partner manager YouTube-Google Italia e Francesco Miceli, strategic partner manager YouTube-Google Uk, sono state approfondite le esigenze delle tv locali e analizzate le opportunità di una presenza delle stesse, attraverso la piattaforma YouTube, su internet.

In questo senso Aeranti-Corallo sta conducendo un’approfondita analisi sulle nuove possibilità di business per le tv locali, finalizzata a offrire spunti di riflessione per ripensare ai modelli aziendali che sino a ora hanno mosso l’intero comparto. Tutta la problematica sarà presentata ufficialmente alle imprese associate nell’ambito della prossima edizione del RadioTv Forum di Aeranti-Corallo, in calendario il 28 e 29 maggio a Roma.

Fonte: TeleRadioFax Aeranti-Corallo


nov
08
2012

Corecom Veneto: “il digitale terrestre è una mazzata per le reti locali”

08 nov 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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«È un disastro, oltre 50 emittenti hanno personale in cassaintegrazione e 3-4 chiuderanno»

Venezia – A due anni dal passaggio della tv dal sistema analogico a quello digitale, il bilancio è tutt’altro che esaltante. È pieno di ombre il quadro che emerge in Veneto da emittenti locali, operatori della comunicazione e autorità di vigilanza (Corecom e Agcom) e presentato al convegno promosso dal Corecom del Veneto, nella sede del Consiglio regionale, su “Digitale terrestre due anni dopo: problemi e prospettive”.

E non solo per imprenditori e operatori dell’emittenza locale: anche gli utenti spesso sono costretti a convivere con i disagi delle interferenze o con il buio totale dello schermo nelle aree di confine o in occasione del maltempo. «Il passaggio al digitale – riassume il presidente del Corecom Alberto Cartìa – ha determinato una forte contrazione del sistema dell’emittenza locale, a causa degli investimenti tecnologici, dell’aumento dei costi, della frammentazione dei canali e del contestuale decremento della pubblicità».

E di “shock tecnico” parla Giorgio Galante, patròn di Telepadova e del network 7 Gold, che non esita a bocciare la grande sfida dello switch-off: «Il digitale è fatto per le reti nazionali, non per regionali-locali. Come fanno le emittenti a trovare le risorse per fare tv di qualità multicanale, se costrette a investimenti tecnologici colossali e acquisto preventivo di frequenze che poi non riescono a riempire di contenuti?».

Per Giambattista Bianchi, direttore new media del gruppo editoriale Athesis (TeleArena e TeleMantova) e rappresentante del sindacato delle emittenti locali Aeranti-Corallo, si tratta di una autentico “disastro”, creato da un caos legislativo e tecnico: «Oltre cinquanta emittenti locali hanno personale in cassa integrazione, solo al Nord tre, forse quattro, stanno per chiudere» (come ad esempio Canale 68, e Antenna 3) . E un’altra “tegola” per le emittenti locali, avverte Bianchi, ci sarà quando, a partire dal 2014, gli operatori di telefonìa potranno inserirsi nella fascia delle frequenze creando ulteriori problemi tecnici di inteferenza per le tv locali».

Fonte: Il Giornale di Vicenza


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ott
29
2012

Crisi tv locali: Canale 68 Veneto a rischio chiusura

29 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre, Veneto
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Cornedo (Vicenza) – Canale 68 è a rischio chiusura. La storica televisione privata di Spagnago di Cornedo fra un mese si vedrà chiudere le frequenze dal Ministero delle Comunicazioni, in virtù di un decreto legge che impone l’esproprio di 9 frequenze televisive in Veneto che saranno consegnate alle compagnie telefoniche.

Per continuare l’attività della tv commerciale della famiglia Barbieri e della redazione del telegiornale “68 News” (i dipendenti sono una decina, fra giornalisti, tecnici e cameramen, diretti da Matteo Carollo) i lavoratori lanciano un appello. «Cerchiamo un imprenditore che possa aiutarci ad affittare una nuova frequenza che sia visibile nel territorio vicentino: per noi è necessario individuare chi possa affittare il ramo d’azienda o lo possa acquistare, consentendoci di continuare le trasmissioni a favore di tutti i cittadini del Veneto». La tv è particolarmente seguita in tutto l’Alto e l’Ovest Vicentino.

Come si è arrivati a questo punto? In primo luogo hanno pesato gli investimenti economici per passare dalla tv analogica a quella digitale; in secondo la crisi economica che ha comportato ad una diminuzione della raccolta pubblicitaria; in terzo il decreto legge che impone la “liberazionedelle frequenze per l’uso della banda larga mobile. Se i proprietari si oppongono, vengono inseriti in una graduatoria per ricevere un canale sostitutivo: ma da Spagnago avevano già compreso che, viste le dimensioni ridotte della loro struttura, in classifica si sarebbero ritrovati molto in basso, “meritando” una frequenza che è difficilmente visibile e quindi anche di scarso interesse.

La famiglia Barbieri non aveva altre chance ed ha ceduto la sua allo Stato, senza opporsi. Ora è alla ricerca di un nuovo canale da prendere in affitto da altre tv della zona attraverso il quale poter trasmettere. Ma servono soldi: «l’affitto costa in media 120 mila euro l’anno». Per questo cercano aiuti. «La speranza è quella di proseguire la nostra attività. In questi giorni, a Roma, stanno definendo i dettagli: verosimilmente prima della fine di novembre la nostra frequenza sarà oscurata. Dobbiamo fare presto».

Fonte: Il Giornale di Vicenza


ott
04
2012

Crisi Tv Locali: cinque giorni di sciopero a Sardegna Uno

04 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Cagliari – L’assemblea dei lavoratori dell’emittente televisiva regionale Sardegna Uno ha affidato alle rappresentanze sindacali di giornalisti, tecnici e amministrativi cinque giornate di sciopero per ottenere il pagamento delle mensilità arretrate. La decisione è stata assunta dopo l’incontro dei sindacati con l’editore Giorgio Mazzella, imprenditore del settore turistico che è anche presidente della Banca di Credito Sardo (gruppo Intesa).

In un comunicato congiunto il Comitato di redazione, l’Associazione della Stampa Sarda e le Rsu di Slc-Cgil e Uilcom-Uil, ricordano come grazie al contratto di solidarietà siglato nel febbraio scorso l’azienda “con il sacrificio dei lavoratori” abbia già beneficiato di un “considerevole risparmio” sulle retribuzioni. “Sardegna Uno, con il sostegno delle organizzazioni sindacali ha, inoltre, già ottenuto, la possibilità di accedere alla formazione professionale, la prospettiva di ulteriori risparmi sul costo del lavoro, mentre l’amministrazione regionale negli ultimi mesi ha destinato all’emittente ingenti risorse per la pubblicità istituzionale”, si legge nel comunicato congiunto.

“Nonostante ciò, l’azienda non fa fronte ai suoi impegni con i dipendenti e giustifica lo stato di insolvenza con la mancata erogazione delle risorse statali destinate alle televisioni private (circa due milioni di euro). Per il recupero crediti, l’editore indica un’unica soluzione: l’intervento diretto della Fnsi, dei giornalisti e delle rappresentanze sindacali dei tecnici. Questo è inaccettabile. Lavoratori e sindacati chiedono l’immediato pagamento delle mensilità arretrate e proclamano una prima giornata di sciopero. Data e modalità dell’astensione dal lavoro saranno comunicate nelle prossime ore”.

Fonte: Agi


lug
18
2012

Vinti (Regione Umbria): “Passera come Romani, regala le frequenze tv a Mediaset”

18 lug 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Banda larga, La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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«Sembra di essere tornati al governo precedente. Il ministro Passera regala frequenze a Mediaset, stesso comportamento del suo predecessore Romani». L’ha detto l’assessore alle infrastrutture immateriali della Regione Umbria, Stefano Vinti, sottolineando «l’assegnazione gratuita di frequenze alle Tv, ha scatenato numerose polemiche. Ben 19 frequenze per 20 anni. Di queste, 4 alla Rai, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia Media e 5 ad altri soggetti».

«La giustificazione del ministro Passera – ha aggiunto Vinti – è che ciò è imposto dalla finanziaria di Tremonti del 2010 in cui si prevede l’obbligo di trasformare i titoli provvisori in definitivi entro il 30 giugno 2012, in coincidenza con il passaggio al digitale su tutto il territorio nazionale. Il maggior vantaggio va a Mediaset che ottiene il pacchetto più consistente. Per la Rai, a parità di numero di frequenze, non è andata così bene perchè le sue sono frequenze a rischio interferenze con i paesi vicini».

Secondo Vinti «il Ministro avrebbe dovuto chiedere una proroga, ed affrontare le diverse questioni in ballo, prima tra tutte l’ex beauty contest, piuttosto che precipitarsi nell’assegnazione e, per di più, ventennale. Per completare il quadro sono stati bloccati i contributi annuali che vengono erogati dal Ministero dello Sviluppo Economico alle Tv locali, secondo una graduatoria delle emittenti predisposta dai Corecom, apportando un ulteriore carico di difficoltà alle emittenti, comprese quelle umbre, già gravate dalla crisi».

Altra questione aperta è quella della banda larga mobile, «le Istituzioni internazionali stabiliscono che dal 2016 alcune frequenze, oggi delle Tv, dovranno passare agli operatori telefonici per i servizi di banda larga mobile – ha concluo Vinti – Chi detiene la maggior parte delle frequenze che il governo dovrà liberare a questo scopo? Mediaset, naturalmente. Come la mettiamo con l’assegnazione ventennale? Dura eredità per il prossimo governo». (ASCA)


gen
30
2012

Beauty Contest, Aeranti-Corallo chiede un terzo delle frequenze per le tv locali

30 gen 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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Dalla Newsletter TeleRadioFax del 28/01/2012 dell’associazione delel tv locali Aeranti-Corallo:

Con decreto direttoriale 20 gennaio 2012 del Direttore della Dgscer del Ministero dello Sviluppo Economico, Francesco Saverio Leone, è stato sospeso per 90 giorni lo svolgimento delle procedure di gara del c.d. “beauty contest” (relativo all’assegnazione, a titolo gratuito, di sei frequenze televisive a operatori di rete nazionali) nonché il relativo disciplinare di gara.

Si legge nel decreto che tale sospensione è stata decisa, tra l’altro “Visto l’atto di indirizzo del Ministro dello Sviluppo economico del 20 gennaio 2012 con il quale vengono trasmessi gli ordini del giorno della Camera dei Deputati 9/4829-A/91, 114 e 164 e viene richiesto un adeguato approfondimento di tutti i profili tecnici, giuridici e di opportunità inerenti la procedura sopraindicata”. Aeranti-Corallo chiede che almeno due di tali sei frequenze (un terzo del totale) vengano destinate al comparto televisivo locale, al fine di recuperare risorse essenziali per la transizione al digitale delle tv locali.


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