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apr
18
2013

Numerazione LCN, ReteCapri: “mirata e palese discriminazione”

18 apr 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Dopo l’enorme putiferio scatenatosi all’indomani della clamorosa approvazione da parte del Consiglio dell’Agcom della delibera n. 237/13/Cons (recante il nuovo Piano di numerazione automatica dei canali del digitale terrestre), una tempesta originata dalla evidente costatazione che non vi è stata alcuna modifica sostanziale del vecchio schema (delibera n. 366/10/Cons) con piena elusione delle pronunce del Consiglio di Stato, si attendono ora le mosse del MISE-Com, a cui spetta la pubblicazione dei bandi per la richiesta delle numerazioni.

In questa fase ReteCapri ha già invitato il Ministero a prendere atto della situazione imbarazzante che si è creata, poiché l’Agcom, non solo non ha recepito alcuna delle indicazioni precise e mirate da parte dei supremi giudici, ma ha addirittura dichiarato espressamente il contrario, cioè di aver ottemperato. Un pericoloso imbarazzo, secondo l’emittente a diffusione nazionale, che rischia di creare una spaccatura di carattere istituzionale se il MISE-Com non pone un paletto e invita l’Agcom a rivedere la delibera.

Costantino Federico, patron della tv, sentito già la settimana scorsa presso l’Agcom, ha direttamente fatto presente i punti chiave che, eludendo il Consiglio di Stato, hanno palesemente e miratamente discriminato ReteCapri:

1) MTV (posizione n. 8) e DeeJay Tv (posizione n.9) notoriamente da tutti riconosciute come emittenti tematiche (comprese le sentenze del Consiglio di Stato), solo con il passaggio al digitale terrestre si sono travestite, con patetici trucchi, da emittenti semigeneraliste. L’editore di MTV ha, inoltre, proprio in questi giorni dichiarato di voler procedere a incrementare e potenziare il carattere più generalista (quindi con ammissione tacita di non esserlo). Su questo l’Agcom non ha fatto alcun riferimento limitandosi a ristrutturare l’indagine di mercato sulle preferenze del pubblico, attestando solamente che la maggior parte degli utenti non ha modificato sostanzialmente la propria “agenda setting” della numerazione stabilita con la precedente delibera ( e non sul periodo antecedente lo switch off).

2) E’ stato riconfermato con il “nuovo” piano LCN il famoso “fanalino di coda” rappresentato dalla posizione n. 20, (posizione attribuita a ReteCapri, come l’unica rimanente delle tv generaliste nazionali ex analogiche). Una sola tv, quindi, con pari diritto delle altre, viene miratamente penalizzata e spostata all’arco successivo con comprovato danno di ascolti, oltre che di immagine.

3) Piuttosto, quindi, che aver compreso nel primo arco anche la posizione n. 10 per completare l’elenco di tutte le tv ex analogiche nazionali generaliste, si è deciso di assegnarla alle tv locali, ma consorziate con copertura pluriregionale! Una sorta di esproprio alle nazionali per destinarle non in bacino puramente locale ma, cmq, extraregionale. Un controsenso vero e proprio che però di fatto riconosce al n. 10 LCN la dignità di canale nazionale sia pure come circuito o syndication.

In questa triste vicenda di discriminazioni, favoritismi, attribuzioni tanto mirate quanto singolari di frequenze, canali e numerazioni LCN, secondo ReteCapri, occorre individuare e stabilire le responsabilità. E’ chiaro che il dito si punta sull’Agcom e sul MISE-Com, ma non bisogna dimenticare la Fondazione Ugo Bordoni nelle cui cucine sotterranee sono state preparate e cucinate le polpette avvelenate che hanno provocato le devastanti distorsioni del sistema televisivo in Italia. Ma le responsabilità vanno ricercate anche e soprattutto nella politica.

ReteCapri, dunque, nel ribadire la netta contrarietà al nuovo provvedimento, ha già dato mandato ai propri legali per la predisposizione del ricorso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, oltre che nuovamente al TAR e, in sede comunitaria, alla Commissione Europea.

Fonte: telecaprisport.it



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apr
09
2013

Guerra del telecomando, partono i ricorsi delle tv locali contro la nuova numerazione LCN

09 apr 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Continua la battaglia per la miglior posizione sul telecomando tv. Lo scorso 28 marzo Agcom ha pubblicato la delibera n. 237/13/CONS relativa al nuovo piano di numerazione automatica della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento. La stessa verrà pubblicata nei prossimi giorni in Gazzetta ufficiale.

Come già evidenziato sulla newsletter TeleRadioFax dell’associazione Aeranti-Corallo il giudizio delle emittenti regionali su tale provvedimento è assolutamente negativo. Le numerazioni riservate alle tv locali nel primo (10-19 e 97-99) e nel secondo arco (110-119 e 197-199) di numerazione sono solo 13 (per arco), contro le precedenti 39 (per arco): vengono così perse le numerazioni 71-96 e 171-196, con la conseguenza che il settore avrà  una minore presenza nelle numerazioni più importanti e, quindi, una minore visibilità sulla televisione.

Risulta inoltre molto penalizzante l’attribuzione delle numerazioni 10, 97, 98 e 99 subordinata alla partecipazione ad accordi di syndication per la trasmissione di programmi in contemporanea. La scelta operata dall’Agcom penalizza, in particolare, proprio le emittenti facenti parte delle syndication, che, a differenza delle altre emittenti locali, non otterranno una numerazione utilizzabile incondizionatamente. Tali emittenti, infatti,  in caso di cessazione del rapporto di syndication, perderebbero il diritto alla numerazione, che spetterebbe alle emittenti subentranti nel rapporto stesso. Tutto ciò comporta anche una evidente svalorizzazione dell’avviamento aziendale delle emittenti facenti parte delle syndication.

E’ inoltre inaccettabile, afferma Aeranti-Corallo, la scelta di non prevedere (come invece faceva il precedente regolamento) l’attribuzione di specifiche numerazioni per le emittenti locali con copertura pluriregionale che, utilizzando un’unica rete, hanno evidenti difficoltà tecniche nel differenziare le numerazioni tra le diverse aree servite.

Per questi motivi Aeranti-Corallo è intenzionata ad aprire un ampio contenzioso giudiziale avanti il Tar Lazio.

Fonte: TeleRadioFax



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mar
22
2013

Guerra del telecomando: varato l’ennesimo nuovo Piano della numerazione dei canali (LCN)

22 mar 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Il Consiglio dell’Agcom, presieduto da Angelo M. Cardani, ha approvato ieri all’unanimità il nuovo Piano di numerazione automatica dei canali (LCN), a seguito dell’esame degli esiti della consultazione pubblica avviata il 4 ottobre 2012 e di un’indagine di mercato sulle abitudini e preferenze degli utenti, imposta da numerose sentenze del Tar e del Consiglio di Stato.

L’impianto del provvedimento in primo luogo recepisce appunto i rilievi delle sentenze del Consiglio di Stato che, nell’annullare il precedente piano (delibera Agcom n. 366/10/CONS), aveva imposto all’Autorità di ripronunciarsi sull’attribuzione dei numeri 7, 8 e 9 alle tv nazionali ex analogiche e di definire nuovi criteri per l’assegnazione dei numeri alle emittenti locali, non più basati sull’utilizzo delle graduatorie dei Corecom.

Dall’indagine demoscopica, svolta dall’Istituto Piepoli nel mese di gennaio 2013, condotta con metodo CATI su un campione di 23.600 unità rappresentativo della popolazione italiana, è emerso che meno dell’1% degli intervistati ha variato l’impostazione automatica posizionando un’emittente locale sui tasti 7, 8 e 9 del telecomando. Sulla base di queste risultanze, l’Autorità non ha potuto che confermare l’attribuzione delle numerazioni 7, 8 e 9 ai canali generalisti ex analogici. Cioè La7 manitene la sua posizione al numero 7, Mtv resta al numero 8 e Deejeay Tv al numero 9.

Riguardo ai nuovi criteri per l’assegnazione dei numeri LCN alle emittenti locali, l’Agcom, in considerazione delle previsione di legge e delle osservazioni formulate dal Consiglio di Stato, ha individuato i seguenti indicatori: a) qualità della programmazione, valutata in base ai piani editoriali degli ultimi cinque anni e al numero di dipendenti impiegati in modo continuativo; b) preferenze degli utenti e radicamento sul territorio, valutati in base agli indici di ascolto, alla storicità e al grado di copertura del canale.

La nuova numerazione, che non eviterà sicuramente le dure critiche da parte di molti operatori tv, in un’ottica di impiego razionale ed efficiente delle risorse e di semplicità d’uso da parte dei telespettatori, è strutturata nei seguenti archi : I arco (1 – 99): canali nazionali e locali; II arco (101 – 199): canali nazionali e locali; III arco (201 – 299): canali locali; IV arco (301 – 399): canali a pagamento; V arco (401 – 499): canali a pagamento; VI arco (501 – 599): canali nazionali; VII arco (601 – 699): canali locali; VIII arco (701 – 799): canali nazionali; IX arco (801 – 899): canali radiofonici e altri servizi; X arco (901 – 999): canali locali.

Per garantire la salvaguardia delle tv locali, assicurando a tale comparto effettive possibilità di crescita in termini di nuove offerte digitali, e nel contempo di razionalizzare la distribuzione delle risorse, l’Autorità ha assegnato tre interi archi all’emittenza locale (III, VII e X arco). Per le emittenti locali di qualità e radicate sul territorio sono assegnati i numeri da 10 a 19 e i numeri da 97 a 99 del primo arco ed i corrispondenti numeri del secondo arco. Alle televisioni locali leader nei rispettivi territori e che trasmettono lo stess o programma in più Regioni sono riservati i numeri 10, 97, 98 e 99.

Per consentire una ordinata transizione dal vecchio al nuovo Piano – spiega ancora la nota – l’Autorità ha previsto che le numerazioni attualmente in uso saranno mantenute fino all’attribuzione delle nuove numerazioni da parte del ministero, ferma restando la conferma delle numerazioni esistenti laddove compatibili con il nuovo provvedimento. Per evitare disservizi all’utenza la risintonizzazione automatica avverrà in un’unica giornata su tutto il territorio nazionale. Il Piano sarà revisionato entro un biennio sulla base dello sviluppo del mercato, della tecnologia e delle abitudini degli utenti.

Infine, in previsione dell’obbligo di integrazione del DVB-T2 nei decoder e nei televisori integrati a partire dal 2015, l’Autorità ha deciso di istituire un Tavolo tecnico con l’obiettivo di condividere tra gli operatori le soluzioni relative allo standard dei decodificatori e alla navigazione tematica tra i canali attraverso le guide elettroniche ai programmi (EPG).

Fonti: corrierecomunicazioni.it | MF-DJ | agcom.it


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feb
14
2013

Numerazione LCN, Sky rilancia la guerra del telecomando

14 feb 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Discussione, La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Il colosso televisivo di Rupert Murdoch vuole sgambettare Mediaset e convincere Cardani (Agcom) ad adottare i tre numeri come sul satellite. A rischio i tasti per le tv semigeneraliste e per le tv locali.

Numerazione LCN del digitale terrestre di nuovo in subbuglio. Non bastasse il caos della digitalizzazione in alcune zone d’Italia, è scoppiata di nuovo la guerra per la posizione dei veri network sui tasti del telecomando del televisore. Sky, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, avrebbe in mente di chiedere, in modo deciso, una revisione dei criteri di assegnazione alle televisioni semigeneraliste che occupano i tasti che vanno dal 20 al 30 del telecomando.

Un’idea che, se realizzata, comporterebbe un mezzo terremoto tra colossi del calibro di Mediaset (che è in quella fascia con Iris) e Rai. Il colosso di Rupert Murdoch, guidato in Italia da Andrea Zappia, pare abbia deciso di tornare ad attaccare a testa bassa il Biscione dopo una sorta di tregua armata. Alcune voci di corridoio segnalano che News Corp, che si considera generalista della nuova piattaforma televisiva e che quindi vorrebbe il tasto 10 o 9 del telecomando, ha tentato di far passare la proposta di una numerazione a tre cifre, esattamente quella che esiste sul satellite dove opera in regime pressochè di monopolio.

Su questo punto gli uffici dell’Agcom non sarebbero però propensi a rivedere un provvedimento (la delibera n. 442/12/CONS) che comunque risulta di difficile fattura: da una parte, si devono seguire le indicazioni della giustizia amministrativa, che ha ritenuto non corretta l’assegnazione dei tasti 8 e 9; dall’altra, l’Authority deve contenere l’ondata di proteste delle televisioni locali che non vogliono restare solo nella prima fascia di canali che vanno dal 10 al 19.

Fonti: MF


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ott
21
2012

Numerazione LCN: troppi problemi per le nuove regole del telecomando

21 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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E’ pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2012 la delibera n. 442/12/CONS, che sottopone a consultazione pubblica lo schema di provvedimento recante il nuovo piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre (LCN), in chiaro e a pagamento, nonché le modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e relative condizioni di utilizzo.

Vedi qui in dettaglio le disposizioni per le numerazioni delle emittenti locali.

Ma secondo l’associazione di tv locali Aeranti-Corallo, restano numerose le problematiche che l’Agcom deve affrontare e risolvere. Innanzitutto la quantità di LCN previsti (complessivamente 216 tra il 1°, 2°, 3° e 6° arco di numerazione), identica a quella originariamente stabilita dalla delibera n. 366/10/CONS, annullata dalla Magistratura amministrativa, si è rivelata insufficiente per permettere, in ogni regione, l’operatività di tutti i fornitori di contenuti autorizzati. Occorrerebbero, quindi, almeno altre 100-150 numerazioni.

L’Agcom deve inoltre individuare le modalità per la definizione degli indici di ascolto (criterio richiamato nelle decisioni della Magistratura). Infatti, l’ipotesi delineata dallo schema di provvedimento sottoposto a consultazione non sembra tecnicamente percorribile, posto che i dati di ascolto dovrebbero essere quelli ante switch-off e posto che relativamente agli ultimi anni antecedenti lo switch-off (2006, 2007, 2008 e per molte regioni 2009 e 2010), Auditel dispone esclusivamente degli indici di ascolto delle imprese che ne hanno chiesto la rilevazione (meno del 20% del totale). Inoltre diverse imprese sono state rilevate solo in alcuni periodi. Occorrerebbe, altresì, comprendere quale sia il dato di ascolto cui l’Agcom intenderebbe fare riferimento ai fini delle graduatorie. Infine una nuova indagine di ascolto sarebbe sicuramente molto onerosa per le imprese e molto complessa sotto il profilo tecnico.

Occorre altresì rilevare che non viene indicato il criterio di riscontro dei dati relativi alle programmazioni; la storicità, inoltre, appare di difficile rilevazione per i periodi precedenti al censimento di cui alla legge n. 223/90 (legge “Mammì”). Lo schema di provvedimento non disciplina poi, le modalità per l’eventuale condivisione delle numerazioni da parte di fornitori di contenuti subregionali (fondamentale per l’uso efficiente del sistema sotto il profilo tecnico). Per le attribuzioni pluriregionali, inoltre, lo schema, pur avendo previsto bandi per macroaree, non definisce i criteri per l’individuazione delle stesse. Questi e altri i nodi che, secondo Aeranti-Corallo, l’Agcom dovrà sciogliere per l’emanazione del testo definitivo di provvedimento.

Fonte: TeleRadioFax del 20 ottobre 2012


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2012

Numerazione LCN, le principali novità della delibera 442/12/CONS

21 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Con la pubblicazione da parte dell’Agcom dello schema di provvedimento recante il nuovo piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre (LCN) si entra nella fase della consultazione pubblica (che durerà 30 giorni a partire dalla data di pubblicazione sulla G.U. della Delibera 442/12/CONS) necessaria per arrivare all’approvazione del nuovo Regolamento che andrà a sostituire quello approvato con la delibera 366/10/CONS. Delibera annullata in estate dalle sentenze del Consiglio di Stato n. 04658-2012, n. 04659-2012, n. 04660-2012 e n. 04661-20120.

L’allegato A alla delibera 442/12/CONS, al fine di dare maggiore chiarezza in ordine ai soggetti destinatari del regolamento, ha innanzitutto introdotto le nuove definizioni di canale generalista nazionale, inteso come “canale storicamente irradiato in ambito nazionale in tecnica analogica e simulcast analogico-digitale che trasmette in chiaro prevalentemente programmi di tipo generalista con obbligo di informazione ai sensi dell’art. 7 del Testo unico; di emittente locale, intesa come “fornitore di servizi di media audiovisivi lineari titolare di autorizzazione per la trasmissione di programmi televisivi in tecnica digitale su frequenze terrestri in ambito locale, già operante in tecnica analogica e simulcast analogico-digitale” e dei canali nativi digitali, definiti come “ i canali irradiati da soggetti titolari di autorizzazione per la trasmissione di programmi televisivi in tecnica digitale in ambito locale, mai diffusi in tecnica analogica”.

La programmazione semigeneralista è stata ridefinita come la “programmazione dedicata ad almeno tre generi differenziati inclusa l’informazione giornaliera, tutti distribuiti in modo equilibrato nell’arco della giornata di programmazione ivi comprese le fasce di maggior ascolto, nessuno dei quali raggiunge il 70 per cento della programmazione stessa”. Non varia invece il vigente piano di numerazione nella parte che riguarda la ripartizione degli archi di numerazione. L’assegnazione dei numeri 7, 8 e 9 ai canali nazionali ex analogici dovrà essere fatta secondo gli esiti della nuova indagine sulle abitudini e preferenze degli utenti, così come previsto dalla sentenza n. 04660/2012 del Consiglio di Stato. La parte interessata da maggiori cambiamenti è quella relativa ai criteri adottati per l’assegnazione della numerazione LCN alle emittenti locali, cui sono attribuiti i numeri da 10 a 19 e da 71 a 99.

Le graduatorie Corecom saranno sostituite da graduatorie regionali che il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà predisporre assegnando i punteggi in relazione seguenti aree di valutazione: a) qualità della programmazione; b) preferenze degli utenti; c) radicamento nel territorio. I nuovi criteri introducono anche un elemento di tipo “qualitativo” e prevedono la valutazione dei piani editoriali degli ultimi 5 anni, il numero dei dipendenti impiegati, gli indici d’ascolto Auditel degli ultimi 3/5 anni, il numero di edizioni quotidiane dei telegiornali, dei programmi culturali, formativi ed educativi., alla storicità dell’emittente espressa in numero di anni di irradiazione del programma e al grado di copertura. Non è prevista la riserva automatica di sei numeri per ciascun soggetto. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del regolamento il Ministero pubblicherà il bando per l’assegnazione della nuova numerazione. Le numerazioni attualmente in uso restaranno in vigore fino all’assegnazione delle nuove.

Fonte: frt.it


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ott
04
2012

Numerazione LCN: Agcom approva nuovo schema per i numeri del telecomando

04 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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L’Agcom ha approvato oggi lo schema per il nuovo piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre (LCN), recependo gli ultimi rilievi del Consiglio Stato. Ora parte consultazione pubblica.

Lo afferma una nota dell’Autorità: il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo Marcello Cardani, relatore Antonio Preto, ha approvato oggi uno schema di provvedimento da sottoporre a consultazione pubblica riguardante il nuovo Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre (LCN).

Il provvedimento fa seguito alla decisione adottata lo scorso 4 settembre con la quale l’Agcom ha prorogato, fino all’adozione del nuovo Piano, l’attuale Piano di numerazione annullato dal Consiglio di Stato con sentenze depositate lo scorso 31 agosto. La bozza di provvedimento sottoposta a consultazione pubblica, che avrà la durata di 30 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, tiene conto dei rilievi formulati dal Consiglio di Stato e dell’esigenza di revisionare il Piano alla luce dello sviluppo del mercato intervenuto dal 2010 ad oggi.

La consultazione pubblica servirà a raccogliere gli orientamenti di tutti i soggetti interessati e sarà affiancata da un’indagine conoscitiva sulle abitudini e propensioni degli utenti della televisione, indagine che sarà affidata ad un istituto specializzato selezionato attraverso procedure pubbliche. In linea con la tempistica indicata, l’Autorità provvederà a concludere il procedimento con l’adozione del nuovo Piano entro 180 giorni dalla data di avvio della consultazione pubblica.

Il Consiglio di Stato aveva dato ragione al Tar del Lazio, che in gennaio aveva chiesto la sospensione dell’LCN. La sentenza, tra l’altro, conteneva la presa di posizione nei confronti di Mtv e Deejay Tv, che secondo il Consiglio di Stato non sarebbero tv generaliste e pertanto non meriterebbero le posizioni 8 e 9.

Fonti: borsaitaliana.it | agcom.it


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set
10
2012

Numerazione LCN. Adiconsum ad Agcom: “si apra confronto”

10 set 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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«Se Agcom avesse tenuto conto delle indicazioni che Adiconsum formulò anche in accordo con i rappresentanti delle emittenti (CRTL), si sarebbero risparmiati costi, compresi quelli di diversi gradi di giudizio, e rispettata maggiormente l’utenza». Così Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, commenta la sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha annullato il Piano di numerazione automatica dei canali sul digitale terrestre (LCN) approvato da Agcom.

Il Piano, contestato duramente dalle emittenti locali, ha già ricevuto la bocciatura del tribunale amministrativo. Il Tar, infatti, ha sostenuto che «l’opportunità rappresentata dalla tecnologia digitale non deve comportare l’illegittimo ed irreversibile pregiudizio per le Tv locali, il cui contributo alla creazione di un pluralismo effettivo e al sostegno delle piccole e medie imprese in Italia è stato riconosciuto dalla Corte Costituzionale ancor prima della nascita delle emittenti televisive nazionali private».

Giordano spiega: «Il Consiglio di Stato nella sentenza riprende quanto da noi richiesto durante l’audizione in Agcom, evidenziando che l’ordinamento deve tener conto delle abitudini e preferenze televisive degli utenti e che l’assegnazione dei numeri non può basarsi sulle graduatorie dei CORECOM per l’assegnazione dei contributi o altri sistemi astratti».

Secondo Giordano «è urgente valutare ed apportare le necessarie modifiche di sistema, senza creare ulteriori criticità ai consumatori, visto che molti utenti sono passati al digitale da ben 4 anni» e per questo motivo l’Associazione chiede ad Agcom di aprire immediatamente un Tavolo di confronto che risolva, col minor impatto in termini operativi e di costi, tale problematica. «Solo il confronto tra parti sociali può far risparmiare tempo e denaro. Non è ammissibile che il sistema escluda dal confronto le Associazioni dei consumatori, visto che sono poi gli utenti a subirne tutte le conseguenze» conclude Giordano.

fonte: helpconsumatori.it


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