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Tag: asta frequenze tv banda larga mobile

nov
26
2012

Interferenze LTE: in Italia problemi all’antenna tv per 700 mila abitazioni

26 nov 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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L’arrivo della tecnologia mobile LTE, che porterà Internet in banda ultra larga in mobilità su chiavette, smartphone e tablet, potrebbe verosimilmente oscurare la televisione. Secondo la Fondazione Ugo Bordoni migliaia di famiglie italiane saranno costrette per l’ennesima volta a chiamare un tecnico antennista per evitare le interferenze create dai segnali 4G e soprattutto per ritornare a vedere i canali tv. «Abbiamo stimato che saranno circa 700 mila antenne (abitazioni, ndr) ad essere coinvolte» spiega a Radio24 Mario Frullone, direttore delle ricerche della Fub, che studia il tema per conto del Ministero dello Sviluppo Economico.

700.000 antenne equivalgono sicuramente a più di un milione di famiglie italiane, in considerazione del fatto che molti impianti interessati saranno di tipo condominiale centralizzato. La banda utilizzata dalle nuove reti 4G sugli 800 MHz (adiacente ad alcuni canali televisivi) apparteneva infatti allo spettro utilizzato per la diffusione radiotelevisiva e l’accensione dei nuovi trasmettitori LTE da gennaio 2013 a distanza ravvicinata dalle antenne di ricezione tv richiederà sicuramente un intervento di filtraggio del segnale cellulare (che per la tv diventa puro disturbo) e, nei casi più sfortunati, l’intera revisione dell’impianto. Molto conterà anche la qualità dell’impianto stesso e il fatto che sia stato realizzato a regola d’arte e con cablaggi ad alta schermatura.

Si tratta di impianti operati soprattutto da Wind, che ha le frequenze più vicine ai canali della tv digitale terrestre, Tim e Vodafone. Tre non ha questo blocco di frequenze. I costi dell’adeguamento degli impianti dovrebbero essere a carico degli operatori di telefonia: «c’è un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico al quale partecipano gli operatori che hanno già dato la propria disponibilità a farsi carico degli oneri, anche se al momento non è ancora definito il criterio di ripartizione di questi costi tra i diversi gestori» dice Frullone, intervenuto a 2024 il programma dedicato alla tecnologia su Radio24.

I cittadini che non riusciranno più a vedere la tv, una volta che verranno accesi gli impianti 4G, «dovranno chiamare un call center che dovrebbe essere gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni per conto del Ministero – spiega Frullone – e sarà il call center che attiverà uno degli operatori che provvederà al rispristino della qualità». Il call center, analizzate le mappe di rischio e il calendario di accensione degli impianti 4G, dovrebbe girare la chiamata al gestore di telefonia ritenuto responsabile del disturbo per un intervento di correzione. Ma il fatto che a tutt’oggi non sia ancora stata allestita una rete di antennisti da coinvolgere in questi interventi fa pensare che, ammesso che questo meccanismo venga confermato, i tempi di reazione potrebbero essere lunghissimi.

Come poi ha correttamente osservato durante la trasmissione su Radio24 Nello Genovese, vice presidente di Fracarro Radioindustrie SPA, è pensabile che ci saranno problemi di tempestività degli interventi correttivi: quando verrà acceso un impianto 4G, è facile che tutti gli impianti nel raggio di un km dall’antenna richiedano almeno l’applicazione di un filtro, se non interventi più radicali, e la rete degli antennisti locali sarà messa sotto pressione in maniera importante, tanto da non poter garantire i tempi di intervento che la popolazione – a tv osucrata – potrebbe aspettarsi.

Ma i problemi non finiscono qui. Gianfranco Giardina su DDAY.it chiede ad esempio chi gestirà comunque le proteste dei telespettatori che, a ridosso degli interventi fatti per gli adeguamenti al passaggio alla tv digitale terrestre dovranno sistemare ancora l’impianto tv? Come sarà inoltre possibile determinare se l’impianto è disturbato perché è stato accesso il 4G o semplicemente perché si tratta di impianto di qualità precaria già prima dell’accensione?

I primi impianti 4G già accesi all’inizio di novembre dagli operatori, in alcune città italiane, operano sulla frequenza di 1800 MHz e quindi non disturbano la tv digitale terrestre. TIM ha lanciato il servizio a Milano, Roma, Napoli e Torino; Vodafone a Roma e Milano; Tre ha un impianto test nel piccolo paese di Acuto (Fr), meno di 2000 abitanti; Wind non ha ancora annunciato l’avvio dei servizi 4G.

Fonte: Il Sole 24 Ore | DDAY.it



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03
2012

Digitale terrestre Trentino: ancora modifiche, molti i comuni coinvolti

03 nov 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Trentino, Tv digitale terrestre
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Ci risiamo. La tv digitale terrestre torna a fare le bizze in Trentino. E’ in arrivo un’altra piccola rivoluzione delle frequenze che costringerà gli utenti alla risintonizzazione dei canali della tv.

La questione è molto tecnica, ma avrà come effetto quello di far arrabbiare molti telespettatori. In sostanza il Ministero dello sviluppo economico ha individuato i canali televisivi da assegnare mediante asta (digital dividend). Tra questi il canale 06 VHF sul quale viaggiano i programmi di Rai 1,  Rai 2, Rai 3. Il canale sarà sostituito dallo 07 VHF (184,50 MHz). Pertanto nelle località interessate si dovrà procedere alla risintonizzazione del decoder o in casi particolari alla sostituzione dell’antenna (condomini con impianto centralizzato).

RaiWay Trento sta preparando una nota per i sindaci dei comuni interessati e attiverà due numeri di telefono per supporto alla cittadinanza. La Rai invece procederà con dei banner scorrevoli e comunicati alla stampa per informare gli abbonati. L’impatto più forte sull’utenza si avrà nei Comuni di Tesero e Albaredo per il numero di telespettatori coinvolti. Ma saranno molti i Comuni trentini interessati nella regione, soprattutto nelle valli di Fiemme e Fassa, ma anche Rovereto e basso Trentino, val di Non e Fai della Paganella.

Fonte: il Trentino



ott
23
2012

L’LTE che acceca la tv digitale

23 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Digital divide, Emilia Romagna, Internet, News, Tv digitale terrestre
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In questi giorni Telecom Italia, 3 Italia e Vodafone hanno annunciato il lancio dell’LTE. Ma il nuovo segnale della rete mobile di quarta generazione  andrà a creare con tutta probabilità un bel problema per chi vorrà vedere la cara e vecchia televisione.

Il Ministero dello sviluppo stima che per circa 1 milione di italiani (3-4% delle antenne condominiali) la nuova rete super-veloce interferirà con le antenne tv condominiali. Gli operatori telefonici comunque sono pronti a partire (Telecom il 7 novembre, Vodafone il 30 ottobre) con l’esordio del servizio sulle frequenze 1800 MHz. Ma appena verranno liberate le frequenze 800 MHz, ora occupate dalle tv locali, l’LTE potrebbe verosimilmente accecare i segnali televisivi sul alcuni particolari canali.

Il direttore delle ricerche della Fondazione Ugo Bordoni, Mario Frullone, intervistato da Il Sole 24 ore, dichiara che le antenne LTE creeranno due problemi al segnale tv: «i segnali del 4G di tutti gli operatori possono infatti saturare l’amplificatore dell’antenna tv condominiale, accecando il digitale terrestre». Ma si aggiungono pure le interferenze causate dall’effetto del canale adiacente se le antenne dell’operatore telefonico utilizzano le frequenze più prossime a quelle televisive (nello spettro). «Questo distrurberà le immagini televisive» spiega Frullone. «Dall’accecamento saranno colpite le case situate a circa 150 metri dai ripetitori LTE. Mentre il disturbo del canale adiacente si diffonde fino ad alcune centinaia di metri».

Il disturbo al già precario segnale della tv digitale terrestre dipende da molteplici variabili: non solo la distanza dall’antenna LTE, ma anche dall’orientamento dell’antenna tv (se puntata sul ripetitore telefonico darà più problemi) e dalla potenza del segnale tv. «Nelle zone dove il segnale televisivo è forte, il problema da canale adiacente è ridotto ma aumenta il rischio che saturi l’amplificatore».

Le soluzioni tecniche ci sono ma costano. Si può installare un filtro sull’antenna tv, per impedire che arrivino i segnali LTE. Ma chi pagherà? Il Ministero ha predisposto nel Decreto Crescita una norma, poi stralciata, per imporre la spesa agli operatori telefonici: ora intende ripresentarla in fase di conversione di legge, prima di gennaio. Altriementi saranno come al solito gli utenti tv a pagare l’ennesimo prezzo di un’innovazione tecnologica.

La tv digitale terrestre, come sanno i lettori di Tv Digital Divide, sta già causando grossi disagi in numerose parti del paese. E l’arrivo dell’LTE di certo non migliorerà la situazione critica. Gabriele Falciasecca, presidente di Lepida, la società che gestiosce la rete in fibra della regione dell’Emilia-Romagna, afferma che in certe zone la tv analogica arrivava con antenne di fortuna che nel passaggio al digitale non sono state rimpiazzate, ad esempio «nel sud dell’Emilia-Romagna dove stiamo intervenendo per rimediare. Nel 2013 metteremo una dorsale di ponti radio tra Piacenza e Rimini, collegate alla fibra e a tralicci tv. Servirà a portare Internet e il digitale terrestre». Conclude Falciasecca. Ma per chi rimarrà ancora senza segnale l’alternativa tv è il satellite di Tivù Sat, che non ha abbonamento (si deve essere il regola con quello Rai), ma richiede l’acquisto dell’ennesimo decoder e di una parabola da installare.

Fonte: Nòva24


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ott
17
2012

Telecom Italia: lancia servizi con tecnologia LTE

17 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Banda larga, Digital divide, Internet
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Milano -Telecom Italia lancia i servizi con tecnologia LTE (Long Term Evolution), cioè l’invio di dati sulla rete mobile a una velocità di 100 mega bit al secondo.

A distanza di sette mesi dalla presentazione del primo test pilota a Torino, si legge su milanofinanza.it, che ha mostrato le possibilità della nuova tecnologia comunemente indicata con la sigla 4G, ovvero la quarta generazione di comunicazioni sul cellulare, il colosso tlc ha fatto partire le offerte commerciali ai clienti. Dal 7 novembre il gruppo guidato da Marco Patuano e Franco Bernabè farà partire a Roma, Milano, Torino e Napoli le offerte commerciali ed entro la fine dell’anno il servizio sarà disponibile in altre venti città.

A un anno dall’onerosa asta per le frequenze LTE– nel complesso tutti gli operatori telefonici pagarono 4 miliardi di euro – Telecom inaugura il servizio sulla banda a 1.800 MHz, con una copertura dell’80% nelle città, mentre per le frequenze più “pregiate”, quelle a 800 MHz ancora parzialmente occupate dalle televisioni locali, si dovrà aspettare l’inizio dell’anno prossimo.

Sullo sviluppo della nuova tecnologia Telecom Italia ha messo in cantiere investimenti per circa 2 miliardi di euro. «Oltre ai 1,2 miliardi per l’acquisto delle frequenza nelle aste investiremo circa 500 milioni di euro nei prossimi tre anni per lo sviluppo della rete di quarta generazione», aveva spiegato l’ad del gruppo, Marco Patuano. La copertura della banda ultra veloce raggiungerà gran parte della popolazione nell’arco di un triennio.

Le nuove chiavette LTE, configurate e connesse in modalità ultrabroadband, consentono di sperimentare direttamente i servizi in mobilità ad alta velocità come il video streaming in Hd, la fruizione dei contenuti on demand, il trasferimento di file e la navigazione libera sul web. Grazie alla LTE, Telecom Italia si prepara a fronteggiare una crescita di traffico sulle reti mobili che, secondo le stime, aumenterà nei prossimi cinque anni di circa 18 volte il volume attuale.

La società ha quindi comunicato le caratteristiche delle offerte disponibili dal 7 novembre: Ultra Internet Pack 4G (con Chiavetta e Internet incluso per 1 anno) prevede al prezzo di 349 euro 1 anno di Ultra Internet senza limiti di tempo per navigare alla massima velocità disponibile (max 20 GB/mese) e TIM Cloud incluso per 1 anno (special edition con 200 GB di spazio incluso). Tutto Tablet Ultra 4G (con Tablet e Internet incluso) prevede per 45 euro al mese un Tablet Samsung Galaxy 8.9, Ultra Internet incluso senza limiti di tempo per navigare alla massima velocità disponibile (max 20 GB/mese) e TIM Cloud incluso, con la possibilità di accedere ai contenuti di Cubovision intrattenimento (Film, Serie TV, Documentari, Concerti, Notiziari e contenuti per bambini sempre disponibili); Cubovision Diretta Calcio; Cubomusica e Cubolibri.

L’offerta per chiavette e tablet sarà affiancata successivamente dalle proposte commerciali per la navigazione ultrabroadband da smartphone: Telecom ha già sottoscritto una serie di accordi commerciali con i maggiori produttori di telefonia mobile, e – entro la fine dell’anno – sia Nokia che Samsung proporranno nuovi smartphone dotati della tecnologia LTE.

Fonte: MF-DJ | key4biz.it | ilsole24ore.com


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mar
06
2012

LTE: piano da 2 mld di Telecom per le reti mobili superveloci

06 mar 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Banda larga, Digital divide, Internet
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A Torino è stato eseguito il primo test pilota della tecnologia LTE (Long Term Evolution), e cioè l’invio di dati sulla rete mobile a una velocità di 100 mega bit al secondo. Ieri la banda larga per il cellulare è stata presentata nella sede Tim di Piazza Colonna a Roma. Un test illustrato dall’ad di Telecom Italia, Marco Patuano, che ha mostrato le possibilità della nuova tecnologia comunemente indicata con la sigla 4G, ovvero la quarta generazione di comunicazioni sul cellulare.

La velocità di trasmissione così ampia consente il download a una velocità finora sconosciuta sulla rete mobile. Un filmato in alta definizione di qualche centinaio di megabyte viene caricato in meno di mezzo minuto. Mentre contemporaneamente si può scaricare un altro file pesante. Non solo. Anche l’upload, l’invio di propri documenti all’esterno ha a disposizione una velocità di trasmissione di 50 megabit al secondo. Un’opportunità in più nell’attuale contesto nel quale sempre di più ci si avvale del cloud computing, e cioè l’archiviazione di dati e programmi su server remoti offerti dagli operatori specializzati, e il loro utilizzo a richiesta.

Sullo sviluppo della nuova tecnologia Telecom Italia ha messo un cantiere investimenti per circa 2 miliardi di euro. «Oltre ai 1,2 miliardi per l’acquisto delle frequenza nelle aste investiremo circa 500 milioni di euro nei prossimi 3 anni per lo sviluppo della rete di quarta generazione» ha spiegato Patuano. Che ha aggiunto «che la copertura della banda ultra veloce raggiungerà gran parte della popolazione nell’arco del triennio». Quanto al decollo effettivo del servizio, e cioè delle prime offerte commerciali ai clienti, Patuano non si è sbilanciato: «Si farà tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013».

Fino all’11 marzo sarà possibile provare le potenzialità della rete mobile di nuova generazione presso il punto vendita di Piazza Colonna. Le nuove chiavette LTE, configurate e connesse in modalità ultrabroadband, consentono di sperimentare direttamente i servizi in mobilità ad alta velocità come il video streaming in Hd, la fruizione dei contenuti on demand, il trasferimento di file e la navigazione libera sul web. Poi la società ex monopolista delle tlc presieduta da Franco Bernabè continuerà il tour di dimostrazioni al pubblico delle funzionalità della nuova tecnologia. Così dopo Roma e Torino la sperimentazione della LTE sarà a Milano, poi a Napoli e successivamente nei principali capoluoghi di provincia. Grazie alla LTE, Telecom Italia si prepara a fronteggiare una crescita di traffico sulle reti mobili che, secondo le stime, aumenterà nei prossimi cinque anni di circa 18 volte il volume attuale.

Ma anche gli operatori concorrenti, Vodafone, Wind, e 3 Italia, sono pronti a lanciare il nuovo servizio mobile ultraveloce. Non appena la banda 800 MHz sarà liberata dalle emittenti televisive locali, secondo le previsioni (ottimistiche) entro l’inizio del 2013. «Per ora – afferma Patuano – stiamo sviluppando l’LTE sulle frequenze 1800 MHz e 2600 MHz già disponibili, e se ci renderemo conto che la qualità del servizio sarà ottimale potremo partire per la campagna di Natale». Una possibilità di avvio già preventivata da 3 Italia le sue offerte LTE.

In ogni modo la tecnologia in fase di testing (commerciale) sarà ovviamente al centro dell’Agenda Digitale avviata dal governo per sviluppare un’adeguata diffusione della banda ultralarga. E da questo punto di vista peseranno le regole che obbligano gli operatori a coprire le aree in digital divide, ovvero sprovviste di connessioni a banda larga. Anche se c’è il rischio che il piano di riduzione del divario digitale italiano si sbilanci troppo verso le reti mobili trascurando la diffusione dell’importantissima banda ultraveloce fissa (in fibra e ADSL).

In una recenta audizione alla Camera, Vodafone ha messo in evidenza dati che dimostrano la corsa alle reti wireless. Tra il terzo trimestre del 2010 e quello del 2011 gli accessi alle reti mobili sono cresciuti del 2,1% raggiungendo i 13.330.000, e le connect card a Internet Mobile sono crescite del 16,3%, in totale 6.065.000.

Fonti: Il Tempo | Il Sole 24 Ore


feb
20
2012

LTE, tv italiane a rischio blackout

20 feb 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Tv digitale terrestre e banda larga mobile potranno convivere? Nell’affollato etere italiano si teme infatti il blackout per un televisore su quattro, come già è accaduto in Francia, dovuto alle interferenze con il segnale LTE. Secondo Rai Way sarà di vitale importanza la distanza tra le antenne tv e quelle per la telefonia mobile, e si prevedono disturbi fino a un Km dalla base station telefonica. Ma anche gli smartphone 4G potrebbe essere causa di interferenze tv, ma ancora in Italia (a differenza di quanto succede negli altri Paesi) non si prevedono test.

Nella stessa banda UHF infatti dal 2013 dovranno convivere le trasmissioni della banda larga mobile di nuova generazione e quelle televisive. E a rischio sono soprattutto le antenne di ricezione del segnale tv delle grandi metropoli come Roma e Milano. Entro la fine di quest’anno le tv locali saranno costrette a cedere le frequenze 61-69 UHF a favore delle compagnie telefoniche (in seguito all’esito della famosa asta LTE), e l’uso di questi canali per il mobile 4G potrebbe provocare molti oscuramenti tv.

Secondo il Corriere delle Comunicazioni, migliaia di famiglie potrebbero essere costrette dal prossimo anno a chiamare i tecnici antennisti per fare interventi sulle  antenne tv, per riposizionare l’impinato e per applicare filtri che evitino le interferenze del potentissimo segnale LTE. Un costo che peserà molto probabilmente sull’utente finale.

Come già esaminato da Tv Digital Divide, i canali tv più a rischio “accecamento” sono quelli veicolati sulle frequenze più vicine a quelle sfruttate dalla banda larga mobile: ad esempio il canale 60 UHF in licenza Telecom Italia Media (dove sono trasmessi La7 e MTV) potrebbe subire conseguenze dal canale 61 UHF acquistato da Wind. L’interferenza potrebbe sorgere per la ricezione della televisone nel caso in cui le antenne tv posizionate sul tetto di casa siano troppo vicine alle antenne trasmittenti dei servizi di telefonia mobile.

La potenza di trasmissione diffusa dalle stazioni di telecomunicazioni di Tim, Vodafone, 3 Italia e della stessa Wind, potrebbero avere comunque un effetto di saturazione dei filtri delle antenne televisive riceventi situate nelle vicinanze e potrebbero provocare l’oscuramento o il disturbo dei canali tv. Diverse agenzie ed enti internazionali si stanno occupando del problema: dall’ITU, all’agenzia dell’ONU che si occupa di ICT, dall’OFCOM inglese, all’Autorità per le comunicazioni francese. E la soluzione più rapida e indolore per ora rimane l’adeguamento e l’installazione di filtri negli impianti d’antenna. A spese del telespettatore… al solito.

Fonte: Corriere delle Comunicazioni


feb
15
2012

Telecom parte da Torino con i test sui nuovi servizi LTE

15 feb 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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Da domani a Torino si potranno provare i servizi ultrabroadband di Telecom Italia basati sulla rete mobile di nuova generazione che consente connessioni fino a 100 Megabit al secondo. Da domani e fino al 22 febbraio a Torino, per la prima volta in Italia, si legge in una nota, sarà possibile provare le potenzialità offerte dalla rete mobile ultrabroadband di nuova generazione presso il punto vendita Tim di Via Lagrange 20, dove saranno allestite apposite postazioni aperte al pubblico.

Le nuove chiavette LTE, già configurate e connesse in modalità ultrabroadband, consentiranno di sperimentare direttamente i servizi in mobilità ad alta velocità come il video streaming in Hd, la fruizione di contenuti on demand e la navigazione libera in Internet. Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del piano di sviluppo nazionale della rete mobile di nuova generazione per la quale Telecom Italia ha investito 1,26 miliardi di euro per l’acquisizione delle frequenze a 800, 1800 e 2600 MHz, confermando in questo modo la volontà dell’azienda di realizzare reti sempre più moderne e in grado di offrire nuovi servizi tecnologicamente evoluti che rispondono alle esigenze dei cittadini e alla crescente quantità di traffico generata da cellulari, chiavette, smartphone e tablet. (MF-DJ)


gen
30
2012

Beauty Contest, Aeranti-Corallo chiede un terzo delle frequenze per le tv locali

30 gen 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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Dalla Newsletter TeleRadioFax del 28/01/2012 dell’associazione delel tv locali Aeranti-Corallo:

Con decreto direttoriale 20 gennaio 2012 del Direttore della Dgscer del Ministero dello Sviluppo Economico, Francesco Saverio Leone, è stato sospeso per 90 giorni lo svolgimento delle procedure di gara del c.d. “beauty contest” (relativo all’assegnazione, a titolo gratuito, di sei frequenze televisive a operatori di rete nazionali) nonché il relativo disciplinare di gara.

Si legge nel decreto che tale sospensione è stata decisa, tra l’altro “Visto l’atto di indirizzo del Ministro dello Sviluppo economico del 20 gennaio 2012 con il quale vengono trasmessi gli ordini del giorno della Camera dei Deputati 9/4829-A/91, 114 e 164 e viene richiesto un adeguato approfondimento di tutti i profili tecnici, giuridici e di opportunità inerenti la procedura sopraindicata”. Aeranti-Corallo chiede che almeno due di tali sei frequenze (un terzo del totale) vengano destinate al comparto televisivo locale, al fine di recuperare risorse essenziali per la transizione al digitale delle tv locali.


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