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Tag: abuso controllo internet

ott
27
2012

Censura Internet: Wikipedia contro il ddl diffamazione

27 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Banda larga, Copyright, Discussione, Internet, La verità sul digitale
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Wikipedia si mobilita contro il ddl sul reato di diffamazione in discussione in questi giorni al Senato e che arriverà al voto il prossimo lunedì. Intanto alcuni degli emendamenti annunciati – che restringono la libertà di informazione – sono già stati approvati.

Tra questi spicca l’ennesima proposta da parte di questo ignobile parlamento di obbligo di rettifica (e  rimozione di eventuali contenuti diffamatori) per tutti i siti internet su semplice richiesta della persona che si ritenga in qualche modo danneggiata (le pene arrivano fino a 100 mila euro per mancata rettifica); inoltre decurtazione dei fondi per l’editoria in caso di condanna e impossibilità di replica per il giornalista in caso di rettifica.

L’emendamento a firma del Sen. Franco Mugnai (Pdl) estende infatti il trattamento ai “prodotti editoriali diffusi per via telematica, con periodicità regolare e contraddistinti da una testata”. Una definizione tutt’altro che chiara e che lascia spazio a interpretazioni. Ma a quanto pare tutta l’informazione del web, che sia testata registrata o no, quindi anche in forma di blog, sarebbe tenuta all’obbligo di rettifica. Quanto sta accadendo è ben spiegato dal messaggio che appare sulla home page di Wikipedia, che denuncia i forti limiti del ddl diffamazione così come proposto e che chiaramente non riguarda soltanto Wikipedia ma tutta l’informazione online:

Gentili lettori,

ancora una volta l’indipendenza di Wikipedia è sotto minaccia.

In queste ore il Senato italiano sta discutendo un disegno di legge in materia di diffamazione (DDL n. 3491) che, se approvato, potrebbe imporre a ogni sito web (ivi compresa Wikipedia) la rettifica o la cancellazione dei propri contenuti dietro semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria immagine o anche della propria privacy, e prevede la condanna penale e sanzioni pecuniarie fino a 100 000 euro in caso di mancata rimozione. Simili iniziative non sono nuove, ma stavolta la loro approvazione sembra imminente.

Wikipedia riconosce il diritto alla tutela della reputazione di ognuno e i volontari che vi contribuiscono gratuitamente già si adoperano quotidianamente per garantirla. L’approvazione di questa norma, tuttavia, obbligherebbe ad alterare i contenuti indipendentemente dalla loro veridicità. Un simile obbligo snaturerebbe i principi fondamentali di Wikipedia, costituirebbe una limitazione inaccettabile alla sua autonomia e una pesante minaccia all’attività dei suoi 15 milioni di volontari sparsi in tutto il mondo, che sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

Wikipedia è la più grande opera collettiva della storia del genere umano: in 12 anni è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. L’edizione in lingua italiana ha quasi un milione di voci, che ricevono 16 milioni di visite ogni giorno, ma questa norma potrebbe oscurarle per sempre. L’Enciclopedia è patrimonio di tutti. Non permettere che scompaia.



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mag
03
2012

Copyright: Agcom rinuncia, ma il governo ha pronto il dl sul diritto d’autore online

03 mag 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Banda larga, Copyright, Internet
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L’Agcom non adotterà un regolamento sul diritto d’autore online. Non nè ha i poteri, non può secondo il suo statuto censurare il Web e sanzionare i suoi netizen e chiudere i siti.

In occasione della Relazione del bilancio del mandato 2005-2012 dell’Autorità per le comunicazioni, Corrado Calabrò ha dichiarato: «Internet ha un’insostituibile funzione informativa; nessuno più di noi ne è consapevole. Ma nessun diritto è senza limiti. Il diritto alla libertà di navigazione marittima non ha comportato il diritto alla pirateria. L’intesa era però che il Governo avrebbe adottato una norma di interpretazione autentica – si lamenta Calabrò – che rendesse leggibili per tutti le norme primarie che inquadrano la nostra competenza. E’ vero che una tale norma non è indispensabile, ma sarebbe certamente utile in una materia, qual è quella in questione, nella quale, per la sua sensibilità, è auspicabile la massima chiarezza. Finché il Governo non adotterà questa norma, noi non ci sentiremo tenuti alla deliberazione del regolamento, pur così equilibrato, che abbiamo predisposto e messo a punto con ampia consultazione».

Calabrò sembra esserci proprio rimasto male. Ma come ha risposto Guido Scorza in una suo articolo di ieri, nessuno ha però mai chiesto di legalizzare la pirateria. Si è chiesto solo di non censurare la libertà di informazione.  Comunque l’iter per il provvedimento censorio si ferma (per ora) in attesa di un passo del Governo.

Secondo Roberto Sommella (oggi su MF) il governo Monti però ha già predisposto il temuto provvedimento sul diritto d’autore online da consegnare nelle mani del Garante delle comunicazioni (che a breve rinnoverà i suoi vertici).

Le disposizioni in materia di protezione del Copyright sul Web, atte a contrastare (forse invano) il fenomeno della pirateria, ma che rischiano di erodere la libertà dell’utenza Internet e di divenire pericolosamente uno strumento di controllo e censura, dal titolo “Norme in contrasto con la pirateria informatica” secono le fonti di MF – Milano Finanza daranno pieni poteri all’Agcom e dovrebbero essere approvate nell’ennesimoo dl sulle liberalizzazioni dell’esecutivo tecnico.

Il provvedimento quindi delegherà all’Autorità tutto il potere necessario per concludere l’istruttoria  e deliberare il regolamento “anti-pirateria”, per tramutarsi nell’organo punitivo del Web e infine per risolvere senza passare per un tribunale le controversie sul Copyright. In seguito all’entrato in vigore della legge Agcom adotterà un regolamento che disciplinerà le procedure di notifica e rimozione dei contenuti illegali, rendendoli inaccessibili in Italia. Sommella afferma che non è chiaro quando questa legge vedrà la luce (potrebbero anche volerci diversi mesi), e soprattutto non vi è certezza se lo stesso provvedimento supererà il voto delle Camere.

Fonti: helpconsumatori.it | wired.it | MF



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apr
04
2012

Copyright: Agcom attuerà la delibera censura-Internet entro maggio

04 apr 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Copyright, Internet
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Il presidente dell’Autorità di garanzia per le comunicazioni, Corrado Calabrò, va avanti sul regolamento per il diritto d’autore e adotterà entro la fine del mandato dell’attuale vertice (a metà maggio) il regolamento sul Copyright online. 4 commissari Agcom su 8 glielo chiedono, e il regolamento sarà posto all’odg del Consiglio e sarà adottato. È quanto emerso dall’audizione del presidente presso la Commissione bicamerale sulla Contraffazione e la Pirateria.

Il presidente ha messo in evidenza di aver «auspicato che vedesse la luce un’iniziativa legislativa chiarificatrice e pacificatrice» da parte del Parlamento. «L’abbiamo attesa per mesi – ha detto – non perché fossimo insicuri della nostra competenza o del nostro schema di regolamento, ma per rispetto del Parlamento. Dal fronte parlamentare non è però venuto nulla di organico». Il chiarimento col governo è stato fatto anche per chiarire alcuni aspetti tecnici. Tra questi, per esempio, la competenza dei giudici in relazione alle iniziative adottate dell’Autorità: se cioé il giudizio spetti alla magistratura ordinaria o amministrativa.

A proposito dello schema di regolamento messo a consultazione, Calabrò ha spiegato che «la strada che stiamo cercando di percorrere non prevede alcuna responsabilità preventiva dei fornitori di servizi, coerentemente con quanto previsto dalla direttiva». Il testo messo in consultazione è strutturato su due linee di intervento: «la promozione dell’offerta legale di contenuti digitali e un misurato enforcement del diritto d’autore».

L’associazione Agorà Digitale, che difende il diritto di informazione in Rete, per voce del suo Segretario Luca Nicotra ha dichiarato: «Calabrò oggi ha ritrattato completamente quanto dichiarato la settimana scorsa di fronte ad una convocazione urgente ed ufficiale al Senato. E’ una situazione gravissima, in cui annuncia la volontà di approvare il contestato regolamento censura entro la fine del suo mandato qualsiasi sia la posizione del governo. La settimana scorsa, di fronte alla commissione Parlamentare al Senato di aveva dichiarato “Attenderemo che tale norma veda la luce prima di adottare il regolamento predisposto”. Il contrario di quanto dichiarato oggi».

«Si tratta dell’ennesima grave violazione del rapporto tra Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e Parlamento che ormai compromette definitivamente l’affidabilità e l’indipendenza di tale autorità. – continua Nicotra – Ora è fondamentale che il Parlamento intervenga. Ma è ancora più importante che lo faccia il presidente del Consiglio Mario Monti. E’ necessario un forte segnale di discontinuità da parte del nuovo governo per dimostrare l’indipendenza del governo su una materia cosi’ fondamentale come la libertà di informazione e il diritto d’autore, ridando al Parlamento il compito di guidare una discussione che non può essere semplificata in norme censoree che prevedono rimozioni sommarie di contenuti e oscuramento di siti web. Provvedimenti che porterebbero l’Italia fuori dall’Europa minando le prospettive di apertura del nostro sistema dell’informazione, già agli ultimi posti in Europa per libertà e pluralismo».

Fonti: Ansa | agoradigitale.org


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mar
30
2012

Copyright: l’Agcom e il super-censore del Web

30 mar 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Copyright, Discussione, Internet
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La bozza govenativa sul diritto d’autore online, redatta da Antonio Catricalà, e fatta trapelare ieri dal quotidiano La Stampa, conferma che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni potrebbe ottenere i super-poteri di censore del web, intervenendo per via amministrativa contro la violazione del Copyright in rete.

Un diritto ampiamente fuori dalle sue competenze che potrebbe disconnettere dalla Rete i siti o addirittura per i colpevoli di downloading illegale, come minaccia di fare (solo alcune volte fa) la contestata legge francese Hadopi. La richiesta di tale norma interpretativa era stata avanzata proprio dal presidente uscente Agcom Calabrò, in occasione della sua audizione al Senato.

Nel articolo 1 del testo si legge: “L’autorità amministrativa avente funzioni di vigilanza di cui agli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, è l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Alla predetta Autorità è altresì affidata la risoluzione extragiudiziale delle controversie aventi ad oggetto l’applicazione sulle reti telematiche della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni. “ “Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge – prosegue la bozza – l’Autorità adotta un regolamento che disciplina le procedure di notifica e rimozione dei contenuti in qualunque modo resi accessibili in Italia”. Nell’articolo 2 si parla di “disabilitazione dell’accesso al servizio” quale misura primaria, cui fa seguito “solo se possibile” la disabilitazione dell’accesso “ai contenuti resi accessibili in violazione della legge”. L’Authority potrà ordinare la disconnessione da Internet di chi viene scoperto in violazione “nei casi di particolare gravità o di reiterazione delle condotte illecite“. Di contro, Agcom “promuove altresì iniziative atte ad incentivare l’adozione di codici di condotta che disciplinano i rapporti tra i titolari delle opere dell’ingegno e i prestatori di servizi, favorendo l’offerta legale dei contenuti nelle reti di comunicazione elettronica”.

La norma in breve regalerebbe all’Authority i poteri di intervenire sulle violazioni del diritto d’autore online, quello di perseguirle, quello di tentare la risoluzione extragiudiziali delle controversie che ne derivano, quello di disporre sanzioni pecuniarie, ma anche il diritto di occuparsi della disabilitazione dell’accesso al servizio o, solo se possibile, ai contenuti che violano la legge sul diritto d’autore (22 aprile 1941, n. 633). La bozza quindi affida poteri che l’Agcom non dovrebbe avere, e che non hanno le altre Autorità di garanzia, escludendo la competenza dell’autorità giudiziaria in materia che, a detta del commissario Agcom Nicola D’Angelo, «configurerebbe un attacco senza precedenti ai diritti fondamentali, come la libertà di espressione».

I senatori del Pd Luigi Vimercati e Vincenzo Vita attaccano: «Notizie di stampa riportano di una bozza leggina che dovrebbe autorizzare Agcom a occuparsi del diritto d’autore su internet. Una leggina proposta non si sa bene da quale ministro. Ad una prima lettura appare una norma pericolosa che può dar adito ad un taglio fortemente censorio del futuro regolamento sul diritto d’autore. Un impianto che va oltre lo stesso prudente orientamento fin qui manifestato dal presidente Calabrò. Ribadiamo la necessità di una nuova legge di sistema sul diritto d’autore su Internet che riveda quella del 1941. Una nuova norma che si fondi sulla tutela dei diritti legittimi degli autori e sia rispettosa del diritto di libertà di informazione e di espressione dei cittadini sulla rete. Solo a valle dell’approvazione di una legge sarà possibile autorizzare Agcom ad emanare un regolamento ad essa coerente».

Marco Scialdone (responsabile del team legale di Agorà Digitale) : «Si tratta di un vero e proprio capolavoro di pressappochismo giuridico che corre il rischio di vanificare le competenze delle altre autorità di garanzia, da quella della Concorrenza e del Mercato, a quella per la tutela dei dati personali. Non possiamo e non vogliamo credere che un governo tecnico possa adottare una disposizione del genere. Chiediamo a Monti di invertire la rotta e di uscire dalla logica emergenziale che ancora una volta la lobby dell’industria dell’intrattenimento vorrebbe imporre al Paese».

Il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha però ribattuto: «Garantisco che la norma non è affatto censoria, non ha niente a che vedere con l’Hadopi francese, non prevede mai in alcuna maniera la disabilitazione, né la disconnessione degli utenti, ma solo la rimozione dei contenuti illegali. Cioè non siano accessibili i siti che li ospitano, se non li tolgono entro un tempo ragionevole». Catricalà però ha anche ammesso che la materia non è di sua competenza, ma del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera: «Finché non ho l’ok di Passera la cosiddetta “Norma Catricalà” non esce dal mio computer».

Ma il commento del giurista esperto di copyright su Internet Carlo Blengino dà la dimensione del pasticcio: «Giuridicamente è un delirio -afferma Blengino- A pochi giorni dalle nuove nomine Agcom, una norma “interpretativa” che, per la prima volta nella storia del diritto italiano, mentre “interpreta”, già che c’è, decide anche di abrogare una legge approvata dal Parlamento. Speriamo che la buttino nel cestino».

Fonti: La Stampa | La Repubblica | key4biz.it | corrierecomunicazioni.it


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mar
28
2012

Copyright: Agcom vicina alla decisione finale sul diritto d’autore online

28 mar 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Copyright, Discussione, Internet
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«Dopo due consultazioni pubbliche e un’indagine conoscitiva, se la settimana scorsa avessi portato un testo di Regolamento sarebbe stato quello già approvato dal Consiglio. Sarei venuto a raccontare della decisione presa. Se non l’ho fatto è stato per rispetto verso il Parlamento che mi ha convocato. E’ stato proprio un atto di riguardo verso il Parlamento. Non ci saranno altri schemi, stiamo maturando la decisione finale». E’ questo uno dei passaggi del seguito dell’audizione del presidente dell’Agcom Corrado Calabrò al Senato, sul diritto d’autore su Internet.

«La novità cui ho auspicabilmente collegato l’adozione del regolamento è, come ho detto la volta scorsa, che veda la luce una norma di legge predisposta dalla Presidenza del Consiglio – ha spiegato Calabrò -. Una norma di interpretazione autentica che renda leggibile per tutti, e non solo per i giuristi, il combinato disposto delle norme sulle quali si fonda la nostra legittimazione ad intervenire». Il presidente Agcom ha poi sottolineato che l’art. 21 della Costituzione «si applica anche alla rete», che l’Autorità non ha mai ipotizzato «alcuna forma di censura preventiva» e che «il web amatoriale non è toccato». «Il nostro obiettivo d’azione – ha detto Calabrò – è contrastare la pirateria massiva ed industriale che depaupera l’industria creativa».

«Il presidente Calabrò ha confermato per l’ennesima volta la necessità di una norma interpretativa, che egli stesso avrebbe richiesto al sottosegretario Catricalà, che legittimi il ruolo di Agcom nel disciplinare il diritto d’autore su internet», hanno affermano i senatori del Pd Luigi Vimercati e Vincenzo Vita al termine dell’audizione di Calabrò. «Stando alle parole del presidente dell’Agcom il regolamento è pronto e l’Autorità attende solo la norma del Governo per approvarlo. Neanche questa volta si è riusciti a vedere una bozza del regolamento» commenta l’Associazione Agorà Digitale che chiede al governo «un segno di discontinuità» in materia.

Ma i tempi per approvare ed emanare le disposizioni sul Copyright, sicuramente necessarie ma altrettanto pericolose, si fanno veramente stretti, con il mandato dell’Agcom agli sgoccioli. I senatori Vita e Perduca del Pd invitano infatti l’Autorità a farsi da parte  per dare spazio in materia al Parlamento e al nuovo consiglio Agcom. Secondo La Repubblica il disegno di legge sarebbe a cura di Paolo Peluffo, sottosegretario all’Editoria, ma di fatto è stato già redatto (in bozza) da Antonio Catricalà, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e ex presidente dell’Antitrust. E pare tuttavia che il dl si limiti a dare ad Agcom il potere di regolamentare e poi sorvegliare il fenomeno del diritto d’autore in rete.

Il gioco a nascondino di Calabrò, che non ha ancora presentato un vero e proprio testo di delibera al Parlamento, ispira però dei leciti sospetti sul suo contenuto (sempre se esiste). «Consapevoli che una riforma del diritto d’autore sia necessaria, -  afferma Agorà Digitale – riteniamo però che sia essenziale da parte dell’esecutivo esplicitare quanto più possibile l’assenza di un’azione repressiva e lesiva delle libertà di informazione ed espressione che caratterizzano Internet. Per questo, inoltre, – conclude l’Associazione – invitiamo i parlamentari di ogni schieramento a presentare da subito un’interpellanza urgente ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Catricalà e Peluffo, affinchè possano rendere edotti il Parlamento e i cittadini circa i contenuti di detta norma, consentendo altresì al legislatore di partecipare alla realizzazione di una così importante riforma».

Fonti: Ansa | La Repubblica | La Stampa


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mar
23
2012

Copyright: la Germania ci prova con l’equo compenso del Web

23 mar 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Copyright, Internet, News
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Il governo tedesco di Angela Merkel ha trovato la ricetta in salsa germanica per tutelare il Copyright in Rete. Sul tavolo della cancelliera la coalizione di governo di Berlino ha pronta una bozza rivoluzionaria che ha suscitato l’immediata reazione negativa dei colossi di Internet (Google, Facebook e compagnia bella): una tassa all’italiana da far pagare proprio ai big del Web.

Il piano tedesco anti-pirateria è custodito in una legge da varare entro l’estate che dovrebbe far pagare alle Web Company e agli Internet Service Provider una commissione a gettone per ogni notizia o brano di notizia giornalistica fruibile liberamente in Rete. La legge, che dovrebbe applicare una sorta di equo compenso fino ad un anno dalla pubblicazione della notizia, ha subito alcune critiche anche dalla Federazione tedesca degli editori e da Springer, una delle più grandi aziende editoriali della Germania, anche perchè rischia di deprimere pesantemente il mercato delle tlc e quello dell’informazione  giornalistica.

Roberto Sommella dalle colonne di MF suggerisce al governo italiano e all’Agcom, che ha recentemente richiesto una legge ad hoc sulla materia al Parlamento e allo stesso esecutivo, di seguire la difficile strada intrepresa dalla Merkel per tarpare le ali allo spettro (sovente gonfiato a dismisura) della pirateria online.

Nessuno tra questi dinosauri dell’editoria e delle istituzioni, piombati “a loro insaputa” nella Società dell’Informazione, ha ancora capito che il Copyright così com’è (che riserva tutti i diritti) non potrà mai essere protetto in modo adeguato sulle autostrade telematiche e sul Web. Neppure con le leggi più repressive e di stretto controllo e di ultrasorveglianza, a meno che non si vada a distruggere Internet così come oggi la conosciamo, imbrigliando la sua straordinaria caratteristica di neutralità e negando la libertà che la Rete regala ai suoi utenti, alle imprese e agli stessi Paesi. Nessuno tra questi difensori di un diritto legittimo, ma anacronistico, comprende almeno in parte l’esigenza di adottare nuovi modelli di protezione per i diritti delle opere d’ingegno (come ad esempio i famosi Copyleft), e nuovi modelli di sviluppo economico e di business più vicini alle caratteristiche dell‘economia della Rete.

Le confederazioni commerciali, i governi nazionali e internazionali, le istituzioni di garanzia, i consorzi di multinazionali comunque vanno avanti senza alcun discernimento, erigendo e fomentando regole di controllo e provvedimenti repressivi, dall’ACTA al SOPA, dall’Hadopi alle leggi allucinanti proposte dai governi italiani, in una corsa al passato che potrebbe concludersi nel preannuciato collasso globale del settore. Una probabilissima fine che ricorda molto da vicino l’ostinato mantenimento dello status quo delle attuali, scellerate e autodistruttive regole del sistema economico.

Fonte : MF


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mar
21
2012

Copyright: l’Agcom temporeggia ma il governo ha pronta una legge censura-Internet

21 mar 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Copyright, Internet, News
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L’Agcom temporeggia sul possibile regolamento sul diritto d’autore online. L’Autorità per le comunicazioni attende la norma predisposta dalla presidenza del Consiglio che le conferisce quei poteri di controllo e prevenzione a tutela del Copyright, che potrebbero però divenire un pericolo per la libertà di espressione in Internet.

Il presidente Corrado Calabro, nel corso di un’audizione di fronte alle commissioni VII e VIII Cultura e Lavori del Senato ha dichiarato: «Il nostro compito è quello di applicare le leggi vigenti. Ci rafforza in tale convincimento la norma di legge predisposta dalla presidenza del Consiglio che ribadisce la legittimazione dell’Agcom e ne definisce meglio la competenza e i poteri nella materia del diritto d’autore. Attenderemo che tale norma veda la luce prima di adottare il regolamento predisposto. Nel segno della legge e con una sensibile e non banale apertura mentale, come sempre».

«L’occasione offerta oggi – ha spiegato Calabrò – è dunque quella di un ulteriore meditato confronto con l’Istituzione parlamentare che ha competenza legislativa in materia, per condividere un altro tratto del processo di adeguamento della disciplina del diritto d’autore alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Un processo in divenire, difficile, sfaccettato, ma necessario; che va affrontato, e non solo teorizzato, nei limiti delle prerogative di ciascuna Istituzione, ma anche in osservanza dei compiti assegnati dalla legge».

Il fenomeno della pirateria, ha proseguito il presidente dell’Agcom, «rischia di danneggiare gravemente il settore delle attività creative e quello delle tecnologie della comunicazione proprio nel momento in cui il digitale offre nuove potenzialità». «Gli orientamenti dell’Europa, e la proposta in elaborazione presso l’Agcom – ha osservato infine Calabrò – possono rappresentare a tal riguardo un fertile laboratorio d’incubazione di prassi regolamentari che, correggendo il tiro, ad esempio, rispetto alle invasive iniziative di alcuni Stati, affrontino il problema di interrompere le attività illegittime online senza adottare però misure sproporzionate e intrusive».

Le misure sul Copyright proproste però fino ad oggi dal Parlamento italiano, dalla legge Fava al ddl intercettazioni fino al decreto Romani per citarne solo alcune, si sono rivelate tutte fortemente censorie nei confronti del Web e dei suoi netizen, perchè delegavano alcuni poteri repressivi direttamente alle istituzioni di controllo o addirittura agli stessi cittadini o imprese danneggiate, mettendo a rischio le libertà di parola e la stessa economia della Rete.

«In una prospettiva di più ampio respiro auspichiamo che il Parlamento nella sua sovranità voglia affrontare le principali questioni aperte che si collocano oltre l’orizzonte dell’azione amministrativa» ha continuato Corrado Calabrò durante l’audizione. «Ripensare sistematicamente alla disciplina del diritto d’autore nel mondo digitale è un compito che solo le Camere elettive possono intraprendere, dato che il diritto d’autore travalica le frontiere, la sede più appropriata per una tale normativa sarebbe quella europea se non addirittura l’Onu». Al termine dell’audizione Calabrò ha poi spiegato all’ANSA che al momento non è previsto nessun consiglio dell’Autorità incentrato sulla delibera sul diritto d’autore su Internet, «ma l’argomento incombe».

Il presidente di Confindustria Cultura Italia, Marco Polillo, ha commentato a caldo: «Siamo sconcertati per l’ennesimo temporeggiamento dell’Agcom sul tema della pirateria digitale». Ma la materia sulla tutela del Copyright è controversa e scottante, e come afferma il giurista Guido Scorza dalle pagine di puntoinformatico.it, non è mai stato di competenza dell’Authority applicare delle norme punitive nei confronti degli Internet Service Provider o dei siti web che veicolano materiale illecito in Rete. Calabrò ammette di presiedere quindi un’istituzione di garanzia che non ha questi poteri, ma confessa nel suo discorso che il governo “tecnico” farà una legge ad hoc per conferirgli i mezzi di controllo nel nome delle lobby del Copyright. Insomma un nuovo assalto all’indipendenza e alle libertà delle Rete.


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feb
29
2012

Copyright: Agcom blocca la direttiva sul diritto d’autore online

29 feb 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Copyright, Internet, News
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La questione è sempre quella: l’equilibrio tra le regole di controllo e la libertà di espressione su Internet. Una problematica che in Italia la politica e le istituizioni hanno provato più volte a risolvere con misure atte ad imbrigliare la grande Rete, in nome della tutela del diritto d’autore, con regole più che censorie. Tutti tentativi andati a vuoto. Ora anche l’Agcom, l’Autorità per le comunicazioni, nonostante gli appelli del settore dell’industria editoriale, getta la spugna dopo oltre un anno di discussione, e rinuncia al regolamento sul diritto d’autore online, cioè sulla tutela del mercato del Copyright.

Roberto Sommella, su MF di stamane, riporta che il Consiglio dell’Agcom non è riuscito a discricarsi sul delicato problema della tutela della proprietà intellettuale online. L’addio alle armi dell’Authority è sancito in una lettera spedita dai principali gruppi del Parlamento a Corrado Calabrò, nella quale si attesta la mancata adozione del regolamento e si rivendica la competenza:

«Nelle ultime settimane Governo e Parlamento hanno più volte dimostrato di aver rimesso in agenda il tema del diritto d’autore con una volontà di giungere finalmente a una riforma strutturale», scrivono Marco Perduca (Radicali), Flavia Perina (Fli), Vincenzo Vita (Pd), e Felice Belisario (Idv). «Diamo volenteri atto all’Agcom di avere sollevato il tema, ed è prorio grazie al lavoro del presidente e dei consiglieri che finalmente emerge la possibilità di un dibattito aperto e complessivo, che solo il Parlamento dovrà tradurre in norme primarie». In pratica i parlamentari chiedono all’Autorità il rispetto dei ruoli e ribadiscono l’esclusiva competenza per la predisposizione delle regole in materia di diritto d’autore online, e affermano nella missiva di «essere soddisfatti per la sospensione dei lavori da parte dell’Agcom su tale delibera, che comuque si sarebbe scontrata con le regole della Commissione europea».

Spetterà quindi al Parlamento legiferare su delle regole di controllo della Rete che accendono discussioni e proteste in tutto il mondo. Ma non si tratta, come afferma Sommella, di lasciare “gratis” i contenuti condivisi su Internet. E non è affatto corretto il concetto che il diritto d’autore sulla Rete non deve essere remunerato.  La soluzione, non facile ma possibile, è dietro l’angolo, e implica necessariamente delle perdite per l’industria del Copyright, ma potrebbe pure salvare ed evolvere la stessa ormai fuori dal tempo.

L’Agcom e il Parlamento potrebbero adottare nuove forme di tutela più aperte e libere (ad esempio i Copyleft), ed incentivare nuovi modelli di business, per altro già esistenti, per aiutare il cambiamento nelle industrie discografiche, cinematografiche ed editoriali, che nonostante la forte crisi che subiscono, anche a causa dello scambio illecito di contenuti, rimangono ancorate ai modelli di sviluppo del Novecento. Un’industria  ancora imperniata sul concetto di proprietà e di diritti letteralmente vaporizzati dall’evoluzione delle comunicazioni, dalla crescita della condivisione e della cooperazione, dalla libertà di accesso alla conoscenza, e dall’avvento della Società dell’Informazione.

Fonte: MF


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