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in novembre 25, 2010

febbraio 26th, 9:35 am

Rai, il governo lavora a una legge per far saltare il tetto stipendi

Secondo la Repubblica il ministero dell'Economia e quello dello Sviluppo Economico starebbero lavorando per annullare il tetto dei 240 mila euro l'anno sugli stipendi dei volti celebri della Rai.

Viale Mazzini tornerebbe libera di compensare i suoi volti più noti e i conduttori a prezzi di mercato mentre il massimale di stipendio resterebbe inalterato per manager, dipendenti, consulenti

Aldo Fontanarosa dalle colonne di Repubblica la chiama "legge salva-Rai". Una norma primaria che autorizzi il servizio pubblico televisivo a pagare i suoi artisti oltre il tetto di 240 mila euro lordi annui. II governo sarebbe al lavoro per correggere la legge sull’editoria di novembre (quella che ha imposto il tetto).

L’operazione non è semplice. Questa norma dovrebbe trovare una maggioranza alle Camere, dove svariati parlamentari del Pd non sono propensi a votarla, dove Forza Italia e 5Stelle faranno le barricate in nome della lotta agli sprechi. E escluso, in ogni caso, che il ministero dell’Economia prenda scorciatoie e faccia una semplice circolare interpretativa per risolvere la questione. Questa soluzione viene bollata come impropria. Per aiutare la Rai, serve una norma di legge. La situazione resta ingarbugliata.

L'ad Antonio Campo Dall’Orto non nasconde la sua preoccupazione. «Le conseguenze di questa situazione comporterebbero per noi perdere la leadership nazionale nel settore radio tv e digitale a vantaggio degli altri soggetti del mercato (italiani e stranieri). Per questo m’impegnerò senza sosta insieme al Cda per trovare una soluzione che permetta alla Rai di preservare il proprio valore».

Con la riduzione degli stipendi infatti si rischia la fuga delle star dalla tv secondo l’articolo 1467 del Codice Civile che le autorizza a svincolarsi. Se vogliono, possono rescindere il contratto con la Rai senza incorrere in penali.

Viale Mazzini, in ogni caso, vuole lottare. E per questo si riserva di pagare senza limiti presentatori e showman se impegnati in eventi eccezionali come il Festival di Sanremo. In sostanza il massimale agli stipendi scatterà solo per i contratti lunghi un anno oppure di più, per collaborazioni intense e continuative.
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febbraio 25th, 8:43 am

Diritti tv. Il Giro d’Italia resta alla Rai. Il rinnovo sale a 10 milioni

Vicino il rinnovo dell'accordo tra Rai e Rcs per i diritti tv del Giro d'Italia che salirà da 8 a 10 milioni l'anno.

Il Giro d’Italia di ciclismo, nel 2016, ha fatturato circa 31 milioni di euro, mentre il Tour de France vale oltre 110 milioni di euro. Un differenziale che non è mai andato giù a Urbano Cairo, azionista principale, presidente e amministratore delegato del gruppo Rcs che organizza il Giro.

E allora ecco qualche piccolo mattoncino per recuperare il gap: il prossimo 1° marzo verrà infatti presentato a Roma l’accordo quadro tra Rai e Rcs (il contratto dovrebbe essere quadriennale) per la trasmissione del Giro d’Italia e delle altre gare di ciclismo organizzate da Rcs Sport (Tirreno- Adriatica, Milano- Sanremo, Giro di Lombardia, Giro del Dubai) su Rai Due e Rai Sport.

Un invito, quello già veicolato per il 1° marzo, perlomeno frettoloso, poiché da parte di Cairo fanno sapere che nessun contratto è già stato firmato. Il servizio pubblico, comunque, dovrebbe aggiudicarsi ancora i diritti tv del Giro, anche se, questa volta, ha dovuto scontrarsi pure con un po’ di concorrenza (per esempio forte interesse da parte del gruppo Discovery Italia).

Sui 31 milioni di euro di fatturato 2016 del Giro d’Italia, circa la metà è arrivata dai diritti tv. E di questi la Rai pagava a Rcs Sport circa otto milioni di euro all’anno. Con il rinnovo del contratto, quando sarà firmato, la cifra dovrebbe salire oltre i 10 milioni all’anno.

Determinando una crescita dei ricavi interessante ma certo non in grado di colmare il gap con il Tour de France (France télévision, in Francia, versa 24 milioni di euro all’anno agli organizzatori per trasmettere la gara in tv).

Cairo, tuttavia, ha in mente di valorizzare meglio i diritti tv all’estero (finora 6-7 milioni di euro all’anno), e di dare una forte spinta ai ricavi pubblicitari, che pesano ancora poco rispetto ai quasi 45 milioni di euro annui del Tour de France. (ItaliaOggi)
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febbraio 25th, 8:26 am

SES: 2016 anno straordinario

Nel 2016 SES S.A. ha incrementato il suo bouquet con ben 170 canali HD e 21 canali commerciali Ultra High Definition.

Il presidente SES, Karim Michel Sabbagh, ha dichiarato in occasione della presentazione dei risultati annuali di esercizio che il 2016 è stato un anno di grande accelerazione. La società ha registrato un fatturato di € 2.068.8 milioni, in crescita del 2,7%. E il contract backlog è salito da € 7,4 miliardi a € 8.1 miliardi.

RR Media, che è entrata nel luglio del 2016 nella piattaforma dei servizi SES, ha dato un contributo ai ricavi. Attualmente distribuisce più di 2.750 canali televisivi a livello mondiale e più di 120 video su piattaforme On Demand (VOD).

Sono stati nominati tre nuovi membri del consiglio sono stati nominati dal Comitato esecutivo di SES. Steve Collar già attuale CEO di O3b Networks, John Purvis come Chief Legal Officer e Evie Roos come Chief Human Resources Officer.
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febbraio 25th, 7:49 am

Sky: su Now TV arriva l’HD (spot) ... Leggi TuttoSee Less

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febbraio 24th, 8:11 am

Vivendi non molla: “Ottimisti su Mediaset”

Vivendi non molla la presa sull’Italia, tantomeno su Mediaset. Sul gruppo controllato dalla Fininvest dei Berlusconi i francesi hanno investito la bellezza di 1,3 miliardi di euro, che si aggiunge ai 3 miliardi puntati nel 2014 su Telecom, rabboccati con altri 600 milioni lo scorso anno.

Presentando i conti del 2016 l’ad Arnaud de Puyfontaine sulla partita col Biscione di è dichiarato «ottimista». «La nostra volontà, la nostra strategia e la nostra visione non cambiano. Sono ottimista su un esito positivo» con Mediaset.

Il gruppo francese ha una quota del 28,8% in Mediaset, da cui e' stato citato presso le authority italiane per non avere dato seguito all'accordo di aprile 2016 che prevedeva l'acquisto della pay-tv Premium.
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febbraio 24th, 7:36 am

Rai, Cda approva il budget 2017

Il Consiglio di Amministrazione della Rai, riunitosi ieri sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto, ha in apertura di seduta discusso della questione dell'applicazione del limite di 240mila euro annui introdotto dall'art 9 della legge 198/26 ottobre 2016 anche ai contratti di collaborazione e consulenza di natura artistica.

Dal momento dell'approvazione della legge, l'Azienda ha chiesto a più riprese supporto interpretativo al Mef ma, allo stato, non è ancora pervenuta risposta. Il tentativo è stato quello di proteggere l'azienda dalle pesanti ricadute che un'applicazione immediata del limite retributivo sulle collaborazioni artistiche avrebbe avuto sull'intero equilibrio aziendale, sulla sua redditività e capacità di operare sul mercato.

Date tutte queste premesse, nel protrarsi di una pericolosa indeterminazione nell'interpretazione della legge, il Consiglio ha dato mandato al Direttore Generale di procedere all'applicazione del limite a far data dal mese di aprile se, nel frattempo, non sopravverranno i richiesti elementi interpretativi.
Il Cda ha successivamente approvato all’unanimità il Budget di Gruppo Rai per il 2017, illustrato dal Direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

Le proiezioni economiche evidenziano, nonostante la contrazione delle risorse pubbliche per circa 120 milioni di Euro per effetto della riduzione dell’importo unitario del canone ordinario da 100 Euro a 90 Euro, un risultato economico in sostanziale pareggio e un livello di indebitamento finanziario netto allineato al valore previsto per il 2016.

In questo contesto di minori risorse, il segno positivo della gestione operativa e il sostanziale pareggio previsto derivano dagli interventi di razionalizzazione impostati nell’area dei costi e degli investimenti di Gruppo, per un valore complessivo di oltre 100 milioni di Euro.

Tali interventi sono stati identificati con una logica selettiva, al fine di:

- preservare l’elevata qualità dell’offerta editoriale che ha caratterizzato il palinsesto 2016;
- proseguire il piano di sviluppo tecnologico, fattore questo abilitante per la trasformazione di Rai in una Media Company;
- mantenere la leadership nella qualità del prodotto e negli ascolti.

Tali direttrici trovano in particolare conferma nel potenziamento delle risorse dedicate all’area digital e dal mantenimento di un adeguato livello di investimento nel prodotto e nella tecnologia, incluse le iniziative e i progetti focalizzati a migliorare in modo pervasivo l’efficienza industriale di Gruppo.

Più in dettaglio, i numeri chiavi delle previsioni di Budget sono i seguenti:

- Ricavi totali per 2.624 milioni di Euro, di cui 1.768 milioni di Euro ascrivibili al canone, in flessione per 153 milioni di Euro rispetto al Forecast 2016
- Costi complessivi, inclusi ammortamenti, per 2.596 milioni di Euro, in calo di 155 milioni di Euro rispetto al 2016
- Investimenti di prodotto per 460 milioni di Euro e tecnici per 126 milioni di Euro per un totale di 586 milioni di Euro, con una diminuzione sul 2016 di circa il 2%
- Gestione operativa in utile per 28 milioni di Euro e risultato di esercizio in sostanziale pareggio
- Posizione finanziaria netta stabile nell’ordine di 430 milioni di Euro

Il Budget non tiene ovviamente conto dell’estensione del tetto retributivo anche alle risorse artistiche, le proiezioni verranno pertanto rielaborate per analizzare i prevedibili impatti provocati dalla possibile ridotta attrattività dell’offerta editoriale di Rai.
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febbraio 24th, 7:27 am

Vivendi vede ricavi 2017 in crescita 5%

L'anno scorso utile adjusted superiore a stime analisti

Vivendi ha chiuso il 2016 con un utile netto pari a 1,256 miliardi, in calo del 35% rispetto al 2015. Nello scorso anno il gruppo francese ha registrato un utile 'adjusted' di 755 milioni, in crescita dell'8,4% rispetto all'anno precedente, e ricavi a 10,819 miliardi (+0,5%), su cui ha pesato la flessione del 4,2% del fatturato di Canal Plus Group, società posseduta al 100% da Vivendi, che produce e distribuisce film e possiede una library di 5mila titoli. Il dividendo proposto è di 0,4 euro per azione, in flessione rispetto al precedente anno. La posizione netta di cassa ammonta a 1,1 miliardi.

L'utile 2016 è superiore alle stime degli analisti e sono in forte incremento le stime per l'anno in corso. A fine 2017 il gruppo media francese, primo azionista di Telecom Italia e che ha recentemente scalato Mediaset fino a diventarne il secondo azionista dopo Fininvest, prevede infatti un aumento dei ricavi "superiore al 5%" e una crescita del margine operativo lordo di circa il 25%.

Revenue sostanzialmente stabili, sottolinea il gruppo francese, per i risultati contrastanti dei vari segmenti di business del gruppo. Forte incremento delle revenue di Universal Music Group, posseduta al 100%. Mentre scendono le revenue (-4,2%) di Canal Group a causa del deterioramento delle performance del segmento pay-tv nonostante le operation internazionali continuino a registrare una forte crescita, particolarmente in Africa.
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