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Categoria: Piemonte

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30
2013

Crisi tv locali, Telesubalpina chiude in Piemonte

30 mar 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Piemonte, Tv digitale terrestre
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Telesubalpina ferma le produzioni in Piemonte. L’emittente, nata nel 1976 in seno alla Diocesi di Torino e dal 2006 di proprietà della Multimedia San Paolo, mette tutti i dieci dipendenti in cassa integrazione a zero ore dal primo aprile. Da oggi le trasmissioni sono curate dalla tv milanese Telenova.

I lavoratori di Telesubalpina rivolgono un appello alle forze sociali, economiche e politiche del Piemonte perchè non consentano che si spenga «una voce tanto importante nel mondo dell’informazione». Il sindacato dei giornalisti con Cgil, Cisl e Uil chiede nuove misure da parte degli enti locali: «l’intera emittenza radiotelevisiva locale piemontese si trova ormai da un anno in una fase di forte crisi. Si tratta di un settore all’interno del quale lavorano oltre mille tra tecnici e giornalisti, e che al momento si regge solo grazie all’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga, i cui finanziamenti vanno esaurendosi».

«Migliaia di posti di lavoro sono a rischio nel settore radiotelevisivo privato in Piemonte. 200 sono già spariti negli ultimi due anni. Il 72% dei dipendenti è oggi in cassa integrazione a zero ore e a rotazione, il restante 28% non riceve da mesi lo stipendio o lo prende in ritardo», conclude in una nota il sindacato.

Fonte: Repubblica Torino



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28
2013

Digitale terrestre Biella: risolto il problema delle frequenze Rai

28 gen 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Piemonte, Tv digitale terrestre
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Torna (forse) la Rai in provincia di Biella. Le squadre di tecnici inviate dalla tv pubblica e dal Ministero delle Comunicazioni hanno ultimato la loro missione nel Biellese. Ora bisognerà solo aspettare la fisiologia dei tempi burocratici per riavere indietro un teleschermo perfetto.

L’obiettivo dei sopralluoghi, durati un paio di giorni, era risolvere il pasticcio scoppiato con la riassegnazione delle frequenze televisive alla fine dell’anno scorso. L’operazione ha accavallato troppi segnali in uno spazio ridotto. E per i biellesi da tempo è impossibile vedere la Rai: sul canale piemontese, il 22 UHF, il segnale del servizio pubblico è «sporcato» dalla presenza delle onde su cui viaggia Telelibertà. Così i biellesi sono costretti a utilizzare quello lombardo, il 23 UHF, dove il traffico è doppio lo stesso visto che lì si appoggia anche Telecupole.

Dura così da mesi. E nel frattempo sono fioccati esposti, denunce e ricorsi da parte di interessati e danneggiati. Ora i tecnici hanno scoperto che risolvere la questione non è poi così impossibile. Già in questi giorni le frequenze del canale 22 stanno cominciando a essere liberate. Quindi i biellesi che avevano predisposto il proprio impianto per ricevere il segnale dal ripetitore locale potranno vedere in pace la Rai e il Tgr di Raitre dalla frequenza «giusta».

Buone notizie anche per chi riceve il segnale dalla frequenza 23 UHF: in questo caso Telecupole (costretta a spegnere le trasmissioni in dicembre) ha traslocato su un’altra frequenza, in attesa della riassegnazione di un nuovo canale (forse il 42 UHF) in seguito alla recente sentenza del Tar del Lazio. In questo caso basterà risintonizzare il decoder per una visione ottimale sia della Rai (col Telegiornale Regionale della Lombardia) sia di Telecupole.

Secondo quanto riporta La Stampa di Biella, la soluzione per la tv di Cavallermaggiore è comunque provvisoria. I tecnici stanno stilando una relazione con i verbali di tutti i controlli compiuti sui ripetitori del Biellese e del resto del Piemonte. Ci vorrà tempo prima di una decisione definitiva degli uffici romani. Grazie alle pressioni e agli appelli lanciati dalla Provincia di Biella sono quindi scattati i controlli sul segnale della tv digitale terrestre che sin dal suo avvento, nel lontano 2010, ha creato innumerevoli disagi alla popolazione biellese, a causa della complessa morfologia del territorio e dei pasticci del Ministero.

Nel frattempo ognuno è corso ai ripari come ha potuto. Mai come in questi mesi i tecnici antennisti veri sono stati bersagliati di richieste e critiche, mai come ora proliferano quelli improvvisati. Multiplex e scanning sono divenute parole d’ogni giorno. C’è chi ha provveduto ad installare e a riadeguare più volte l’impianto tv. Il tutto dopo aver messo in preventivo i 113,50 euro di canone che la Rai ha chiesto nel 2013. Sia a coloro che ricevono i programmi della tv pubblica e sia a quelli che non vedono proprio nulla.

Fonte: La Stampa Biella



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2013

Tv Locali, Telecupole vince il ricorso al Tar per una nuova frequenza

27 gen 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, Lombardia, News, Piemonte, Tv digitale terrestre
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L’emittente privata piemontese Telecupole vince il ricorso al Tar del Lazio che conferma il diritto dell tv locale a vedersi assegnata una nuova frequenza in sostituzione del canale 23 UHF che nel dicembre scorso era stato spento per un problema di “sovrapposizioni di frequenze” con il servizio pubblico.

I problemi sono nati a causa del solito pasticcio ministeriale (cioè l’assegnazione del canale 23 UHF, lo stesso della Rai, al posto del 66) che ha provocato l’oscuramento dei segnali della tv pubblica nelle province del Piemonte orientale e della Lombardia. Un disguido tecnico, generato dalle inevitabili interferenze tra le due medesime frequenze, che ha provocato l’ingiusto e forzato spegnimento delle trasmissioni della tv cuneese diffuse del ripetitore del Monte Giarolo, a poca distanza da quello del servizio pubblico che si trova sulla postazione di Monte Penice.

Telecupole ha fatto più volte notare che la risorsa radioelettrica regolarmente assegnata dalla Direzione Generale del MSE era incompatibile con le emissioni della RAI sempre sul canale 23 UHF. Ma il Ministero delle comunicazioni ha lasciato inascoltati gli appelli di modifica del canale, imponendo l’attivazione di quella risorsa. «Siamo stati accusati di interruzione di pubblico servizio, abbiamo ricevuto la visita degli ufficiali di polizia presso le nostre sedi con l’unica colpa di aver attivato una frequenza che ci è stata assegnata, grazie alla errata e sconsiderata pianificazione eseguita dall’Agcom, un’autorità garante che è in grado unicamente di garantire la sopravvivenza dei poteri forti, a tutto danno di chi da oltre 35 anni compie informazione locale. Come se non bastasse, noi abbiamo regolarmente presentato un progetto alla Direzione Generale perfettamente in grado di consentire l’eliminazione del reciproco problema interferenziale con la Rai e consentire a noi di continuare a trasmettere i nostri programmi di intrattenimento ed informazione. Nessuna risposta è pervenuta dagli uffici del Ministero a Roma, in cui i capo dipartimenti del MSE hanno invece deciso deliberatamente di oscurare i nostri segnali, commettendo un illecito senza precedenti».

L’emittente piemontese ha quindi fatto ricorso al Tar del Lazio che ora ha ordinato l’immediata assegnazione a Telecupole di nuove frequenze libere e idonee a rispettare il bacino di utenza precedente. «Ora notificheremo immediatamente tale ordinanza al Ministero dello Sviluppo Economico e ne chiederemo l’ottemperanza per vederci assegnato, in tempi brevi, un nuovo canale- specifica l’editore di Telecupole Pietro Maria Toselli- Vorrei anche sottolineare che, appena sorto il problema sul canale 23, ci siamo subito adoperati per garantire comunque al nostro pubblico la ricezione di Telecupole su tutto il Piemonte. Così abbiamo provveduto ad “affittare” canali da altre emittenti».

Fonti: targatocn.it | varesenews.it


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11
2013

Aeranti-Corallo: “inaccettabile mancata assegnazione delle frequenze tv inutilizzate”

11 gen 2013 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Alto-Adige, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, La verità sul digitale, Lazio, Lombardia, News, Piemonte, Trentino, Tv digitale terrestre, Veneto
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Le associazioni delle tv locali protestano contro la mancata assegnazione di frequenze inutilizzate. In particolare Aeranti-Corallo, attraverso un comunicato stampa, ha  sottolineato che nei giorni scorsi si è concluso il procedimento previsto dai bandi del Ministero dello Sviluppo Economico del 5 settembre 2012 e dalla delibera Agcom n.265/12/CONS per la riassegnazione delle frequenze per le trasmissioni digitali terrestri da parte delle tv locali nelle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Campania.

Al riguardo l’Avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo ha dichiarato: «Aeranti-Corallo esprime un giudizio assolutamente negativo sulle scelte e sulle relative modalità attuative operate dal Ministero nel corso dell’anno 2012. Tali scelte e tali modalità attuative – ha proseguito Rossignoli – hanno, infatti fortemente penalizzato il comparto televisivo locale, con evidenti conseguenze sul pluralismo e sulla concorrenza nel settore. Il Ministero – ha aggiunto Rossignoli – non ha, peraltro, assegnato (diversamente da come ha fatto in molte delle regioni in precedenza digitalizzate attraverso i bandi di gara) eventuali frequenze rimaste inutilizzate, ai soggetti collocati in graduatoria, con posizione successiva a quella del numero delle frequenze complessivamente disponibili».

«E’ così accaduto – ha proseguito Rossignoli – che alcune tv locali operanti in aree radioelettricamente isolate (come, tra le altre, Tele Vallassina, operante nel territorio compreso tra le province di Como e di Lecco; Tele Monteneve di Livigno; Tele Ponte di Legno operante in Valcamonica; Tele Boario operante tra le valli bresciane e quelle bergamasche), dove vi sono frequenze pianificate non utilizzate, non abbiano ricevuto l’assegnazione frequenziale. Occorre, peraltro, considerare – ha aggiunto Rossignoli – che tali emittenti in molti casi, non possono neppure realizzare il must carry poiché nelle zone ove facevano servizio spesso non operano altre tv locali».

«Riteniamo – ha concluso Rossignoli – che il Ministero debba dare soluzione alla problematica, provvedendo al più presto alle suddette assegnazioni».

Fonte: aeranticorallo.it


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2012

Far West Frequenze Tv: partono i ricorsi al Tar delle tv locali

27 dic 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Alto-Adige, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, La verità sul digitale, Lazio, Lombardia, News, Piemonte, Trentino, Tv digitale terrestre, Veneto
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Continua la saga del Far West delle frequenze tv. Dopo una prima assegnazione scriteriata, che non considerò il Piano dell’Autorità per le comunicazioni (Agcom) sulle compatibilità con i paesi confinanti, il Ministero dello sviluppo economico compie l’ennesimo pasticcio digitale.

Questa volta lo scompiglio nel comparto tv  è scoppiato a causa delle graduatorie (definite truffa) delle emittenti locali stilate dal dicastero per  riassegnare nuove frequenze in seguito alla liberazione dei canali 61-69 UHF già venduti alle compagnie telefoniche per uso della banda larga mobile. Le classifiche pubblicate nel sito web del Ministero, valide per le tv delle regioni passate al digitale terrestre prima del 2011, hanno sollevato forti polemiche e vibranti proteste, e hanno attivato numerosi ricorsi presso il Tribunale Amministrativo del Lazio, che hanno provocato alcune sospensive dei provvedimenti ministeriali.

Per stilare le graduatorie si sono stati scelti 4 parametri: il patrimonio, il numero dei dipendenti, la copertura tv, e la valenza storica dell’emittente. Anche se quest’ultimo, sottolinea Il Sole 24 Ore, ha pesato in minima parte nel conti finali. «Sul patrimonio – denuncia Filippo Ribecchini, presidente dell’emittente laziale SuperTre – hanno preteso la separazione contabile da bilancio delle attività di operatore di rete da quelle di fonritore di contenuti, senza che esista una disposizione di legge in tale senso e senza che nello schema di bilancio europeo sia prevista tale distinzione. Moltre emittenti così hanno avuto zero alla voce patrimonio, congrave danno per le più importanti».

Anche sulla copertura del segnale si è fatto un clamoroso pasticcio. I dati di misurazione infatti provengono dallo stesso Ministero che ha registrato le coperture diversi anni fa, ai tempi dell’ex ministro Romani del governo Berlusconi. Ad esempio, il diritto d’uso concesso a un tv nella provincia di Roma ha fatto schizzare la valutazione della copertura, misurata in base alla relativa popolazione. Mentre altre emittenti che avevano il diritto d’uso su una frequenza per tutta la regione sono state penalizzate. Nel Lazio al primo posto in graduatoria si sono posizionate ex-equo 4 tv locali (Televita, Trsp, Canale7, Telecapri), anche se trasmettevano già su un’unica frequenza (65 UHF) e anche se registrano dati molto differenti per numero di impiegati e per copertura. Le 4 emittenti avranno il diritto d’uso del canale 41 UHF (il migliore tra quelli assegnabili nel Lazio) per 20 anni.

Ribecchini continua la sua accusa: “SuperTre per anni è stata in testa agli ascolti. Ora è in 17esima posizione, l’ultima utile per ottenere una frequenza. Faremo ricorso al Tar!”. Molte emittenti escluse dalle graduatorie sono state costrette a chiudere i battenti (in Alto Adige Valsugana tv, in Lombardia Telemonteneve, Mantova Tv e Televallassina, nel Lazio Telestudioroma, solo per citarne alcune). Altre, per continuare a trasmettere, dopo un lungo periodo di inattività sull’etere (40-50 giorni in media), dovranno invece a noleggiare la capacità trasmissiva su multiplex di chi ha ottenuto il diritto d’uso.

In questo nuovo caos di canali e frequenze, il Tar del Lazio sta cominciando ad accogliere i ricorsi delle tv e ha concesso le prime sospensive cautelari sulle classifiche ministeriali, in attesa delle prime udienze previste per gennaio. Il Ministero è corso ai ripari per le graduatorie di Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, pubblicando una graduatoria ricorretta, con tanto di ingiunzione rivolta alle emittenti di recarsi in alta montagna durante le feste per cambiare le frequenze.

Fonte: Il Sole 24 Ore


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2012

Digitale terrestre Novara: il mistero dei canali Rai oscurati

21 dic 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Piemonte, Tv digitale terrestre
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Il segnale tv in Piemonte, e in particolare nella provincia di Novara, torna a fare le bizze. I programmi sono disturbati oppure, peggio, sul video appare la scritta «assenza di segnale». È il caso del canale 23 UHF del digitale terrestre, fonte di disservizi da lunedì con lo spostamento voluto dal ministero dello Sviluppo economico delle trasmissioni di Tele Cupole sulle stesse frequenze (!) del Mux1 della Rai. Un clamoroso disguido che ha fatto ripiombare tanti novaresi nell’isteria che aveva caratterizzato il primo e mai dimenticato passaggio dal sistema analogico a quello digitale.

«La situazione è disperata – spiega l’antennista Mauro Malandra, di Novara -. Non si riesce a stare dietro alle telefonate degli utenti. Il problema riguarda chi ha l’antenna terrestre rivolta verso il Monte Penice da dove sul canale 23 si irradiano le trasmissioni del Mux1 che comprende Rai1, Rai2, Rai3 Lombardia, Rai News. Anche a Tele Cupole è stato imposto di trasmettere sullo stesso canale. Il risultato è una situazione d’interferenza che non permette di vedere nulla». Quanto trasmesso dalla Rai, con il segnale di Rai3 Piemonte, è possibile captarlo impostando il canale 22 UHF che a sua volta però non è immune dalle interferenze provocate da Tele Piacenza.

Il solito caos delle frequenze tv. I telespettatori sono esasperati. Anche ieri, decine di telefonate in redazione a La Stampa . Paolo Macciotta, di via San Francesco D’Assisi a Novara, segnala il disservizio: «Da lunedì la tv è inguardabile. Lo schermo è completamente nero. La Rai imputa le colpe al Ministero. Sembra uno scaricabarile ma intanto a pagarne le conseguenze, e il canone, ci pensa il cittadino». Unica soluzione pazientare sperando che i fruitori dell’etere si mettano d’accordo sull’utilizzo delle frequenze.

Fonte: lastampa.it


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2012

Tv locali: il Ministero pubblica le graduatorie per l’assegnazione delle frequenze

12 dic 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, La verità sul digitale, Lazio, Lombardia, News, Piemonte, Trentino, Tv digitale terrestre
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Dopo il solito notevole ritardo denunciato dalle associazioni delle tv locali, il Ministero dello Sviluppo Economico rende pubbliche alcune graduatorie previste dalla procedura di revisione del piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania – aree transitate al digitale terrestre prima dell’anno 2011 – in  attuazione della delibera Agcom 265/12/CONS. Ma alle 19.45 di ieri 11 dicembre sono state pubblicate solo le classifiche per Piemonte e Trentino-Alto Adige.

Per il Piemonte erano da assegnare 17 frequenze. Millecanali.it commenta che a rimanere al palo è stata solo l’intesa obbligata tra gli utilizzatori del canale 68 UHF: parecchia la distanza in classifica e ricorso praticamente inutile. Peggio classificate Editrice 21 (che aveva però rottamato su Torino e Cuneo) e altre emittenti che utilizzavano le frequenze in banda III oppure avevano diritti d’uso limitati a una sola provincia. In questo caso Quartarete passa sul 24 UHF, mentre a Torino avremo Telecupole sul 42 UHF (e il 23 in altre zone), Telegranda sul 23 UHF e Tivuitalia sul 43 UHF. Da notare che il canale 23 è stato assegnato anche in aree dove arriva il mux1 Rai da Monte Penice nella versione lombarda; stesso problema per chi ha ottenuto il 35 e dovrà fare a cazzotti con il nuovo impianto di Europa 7 in fase d’accensione dallo stesso monte.

Per il Trentino-Alto Adige le frequenze da assegnare sono solo 16; rimane fuori Telebelluno, che ha alcuni impianti in provincia di Trento. Da notare che in questo caso Retecapri e Rete A 2 devono cambiare frequenza e quindi costringeranno involontariamente alcune tv locali a modificare la propria sintonia: si tratta di Telepadova e Telepace. Intanto La3 sta riaccendendo gli impianti della tv digitale terrestre in chiaro, dopo che l’Agcom nei mesi scorsi aveva bloccato la conversione del mux DVB-H al DVB-T, che ora ospita a sopresa anche Canale 5 HD e Rete 4 HD di Mediaset.

Di seguito le graduatorie del piano assegnazione frequenze:

Aggiornamento 13/12/2012:

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato anche le residue graduatorie previste dalla procedura di revisione del piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre nelle aree transitate al digitale prima dell’anno 2011 in attuazione della delibera Agcom 265/12/CONS. Sono quindi disponibili (in calce) per la consultazione le liste delle regioni: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania.

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2012

Tv locali a rischio chiusura: il caso del Piemonte

17 ott 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Piemonte, Tv digitale terrestre
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Tirano venti di crisi anche sulle tv e sulle radio locali piemontesi: il passaggio al digitale terrestre, complicato in tutta Italia, ma soprattutto in Piemonte dove è stato spezzato in due tempi, fra Torino e Provincia prima, poi il resto della regione.

A lanciare l’allarme la capogruppo della Federazione della Sinistra Eleonora Artesio e Igor Boni, presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta. «Il passaggio come è stato fatto ha costretto le aziende a ingenti investimenti per adeguare gli apparati e che ha generato problemi con la sintonizzazione e numerazione dei canali, e la crisi economica che ha ridotto fortissimamente gli investimenti pubblicitari».

In più denuncia ancora Boni, da una parte è continuamente diminuito il finanziamento regionale all’emittenza locali (secondo gli editori circa del 30% dal 2008) e non è stata applicata né la legge regionale del 2009 sugl interventi di sostegno al settore dell’informazione e della comunicazione istituzionale, né la disposizione di destinare 15% dei fondi spesi in pubblicità sui mezzi di comunicazione di massa.

In ballo da una parte il pluralismo dell’informazione, spiega Boni, dall’altra centinaia di posti di lavoro, fra tecnici, giornalisti, addetti e lavoratori dell’indotto. La vicenda, però, come ricorda Eleonora Artesio, si incrocia drammaticamente con la situazione dei lavoratori precari, in modo particolare giornalisti.

Nei mesi scorsi, insieme ad altri, Artesio ha presentato una mozione per chiedere alla giunta regionale, insieme, ad altre misure, un impegno: «per contrastare le condizioni di sfruttamento dei giornalisti precari ed i livelli inaccettabili delle loro retribuzioni» anche in considerazione dell’approvazione, avvenuta nel 2011, della Carta di Firenze, che sancisce il diritto dei giornalisti ad una retribuzione adeguata e alla legge sull’equo compenso che è in discussione al Senato dopo essere stata approvata alla Camera.

Quando si parla di contributi, spiega la capogruppo della Federazione della Sinistra in Consiglio regionale: «si possono trovare all’interno di misure generali di sostegno alle imprese, e considerare le conseguenze sugli aspetti occupazionali e premiare le aziende che sono più impegnate nella stabilizzazione delle persone che ci lavorano». Spesso in questo tipo di ragionamenti – spiega ancora Artesio – sono usati più criteri ragionieristici che sociali. La questione era quella di introdurre nelle misure di sostegno alle attività provate per il quale si consideri qual è il livello occupazionale. Con quella mozione volevamo avere una capacità di conoscenza della questione e di riuscire a monitorarla. Il passo successivo è considerare le conseguenze sugli aspetti occupazionali e premiare chi si impegna maggiormente alla stabilizzazione dei lavoratori».

In Piemonte, ricordano Artesio e Boni: «Il settore radio-televisivo locale impiega circa mille persone, cento delle quali giornalisti, ed è vitale per la diffusione delle informazioni locali a tutte la popolazione».

Fonte: editoria.tv


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