Categoria: Abruzzo
Digitale terrestre Abruzzo. Antenne S. Silvestro: Tar accoglie sospensiva per altre 6 emittenti
Pescara. Procede a colpi di ricorsi l’annosa questione in merito allo spostamento delle antenne televisive dalla postazione di San Silvestro. Dopo le sospensive concesse il 20 dicembre a Elettronica Industriale Reti Televisive, ossia il gruppo Mediaset, Rete8 e Nuova Tele Abruzzo Regionale, nonché all’associazione Radio Speranza onlus, sono state accolte dal Tar altre 6 richieste di sospensiva delle ordinanze dirigenziali di disattivazione deripetitori incriminati.
I residenti di San Silvestro da decenni protestano contro la presenza abusiva delle antenne e denunciano l’intollerabile livello di elettrosmog. «Se gli impianti tv abusivi non saranno smantellati entro la fine di febbraio ci penseremo noi a buttarli giù» ha dichiarato l’associazione No elettrosmog. Due mesi fa è scaduto il termine per la delocalizzazione delle emittenti: nessuno si è mosso dal colle. Il Comune ha notificato a settembre oltre 50 ordinanze di spegnimento ad altrettanti emittenti. La legge impone che tutti i canali radio e tv, al di là del Piano delle frequenze, debbano essere provviste dell’autorizzazione comunale o devono aver presentato un Piano di risanamento. A Pescara questo non è avvenuto: le 59 emittenti non hanno chiesto l’autorizzazione, né presentato il Piano di risanamento, che comunque doveva poi essere approvato dal Comitato tecnico provinciale che non è mai esistito e si è costituito l’estate scorsa. Tutte le emittenti multate hanno ricevuto la sanzione accessoria dell’ordinanza di spegnimento, di cessazione delle emissioni. E di conseguanza sono partiti i ricorsi al Tar.
Come negli altri casi anche per questi il primo cittadinodi Pescara, Luigi Albore Mascia, annuncia che impugnerà questi pronunciamenti dinanzi al Consiglio di Stato, proponendo un appello cautelare.«La nostra priorità», ripete il sindaco, «resta la delocalizzazione degli impianti da quella collina di Pescara. La Guardia di Finanza ha accertato che 59 emittenti non sono a tutt’oggi provviste dell’autorizzazione comunale necessaria per trasmettere dal colle, verifica che ha determinato la firma delle ordinanze dirigenziali».
Il Tar lo scorso 20 dicembre ha già sospeso l’efficacia dei provvedimenti nei confronti delle prime 4 emittenti che avevano impugnato le ordinanze dirigenziali del Comune di Pescara, evidentemente ritenendo necessario garantire la non interruzione del pubblico servizio. Poi il 10 gennaio, sempre dinanzi al Tar, sono state discusse le richieste di sospensiva delle ordinanze dirigenziali di spegnimento presentate da altre 14 emittenti che hanno impugnato quei provvedimenti del Comune con un ricorso, ossia Nuova Radio Spa, Radio Parsifal, Radio California, Centro Produzione Spa, Radio Studio Più Srl, Prima Tv Spa, Elemedia Spa, Rete A Spa, Rai-Raiway Spa, 4 ricorsi di Radio Delta Uno, ed Edizioni Silvestri Srl. E anche questi ricorsi sono stati accolti con la relativa sospensiva. Il 24 gennaio sono state accolte le altre due richieste presentate da Radio International e Mon Radio, e oggi sono state accolte, ovviamente, anche le richieste presentate da altre sei emittenti, ossia le società Nove Nove, Studio 5, Radio Dimensione Suono, Tvq, WNN W.80 Comunication, ed SP.
Per tutte l’udienza di merito è fissata al prossimo 4 luglio. L’appello andrà presentato entro 60 giorni dalla pubblicazione delle prime ordinanze di sospensiva, avvenuta lo scorso 20 dicembre, quindi entro il 19 febbraio. Sull’intero territorio abruzzese ci sono altri 129 siti a terra inseriti nel Piano su cui le emittenti possono eventualmente decidere di spostarsi.
Fonte: primadanoi.it
Continuano i disservizi del digitale terrestre in tutto il paese (1)
Niente da fare. La rivoluzione della tv digitale terrestre pare proprio un grande flop. Eppure dalla transizione avviata nel lontano 2008 e terminata il 4 luglio scorso, ci si aspettava un’evoluzione tecnologica che avrebbe portato innovazione, interattività e benefici televisivi. Invece, a mesi dalla fine del passaggio, si contano tantissimi problemi e disagi tra l’utenza televisiva nazionale, che si è trovata da un giorno all’altro priva dei propri canali e programmi preferiti.
Repubblica ieri mattina ha pubblicato un’inchiesta sullo stato della nuova tv che dimostra ancora una volte (come più volte segnalato da Tv Digital Divide) i gravi disservizi e i danni subiti dalla popolazione e dalle imprese del settore. Lo testimoniano le chiamate al numero verde attivato dal Ministero dello Sviluppo Economico (800.022.000) che tra settembre 2011 e agosto 2012 (periodo in cui sono stati effettuati due switch-off per 22 milioni di abitanti) sono state circa 270mila, di cui 95mila per informazioni generali, 52mila per assistenza tecnica sul decoder, 50mila per problemi di ricezione di rete e 72mila per altri problemi.
«Le chiamate sono diminuite nell’ultimo anno, basti pensare che nel 2009 solo per lo switch-off di Roma e provincia (3,5 milioni di utenti) abbiamo ricevuto oltre 93mila chiamate – fanno sapere dal Ministero -. Nell’ultimo anno solo il 25% delle chiamate riguarda problemi di sintonizzazione del decoder, prima era il 40%. Spesso quando mandiamo i tecnici Raiway nel caso di segnalazioni sulle reti Rai, esce fuori che è un problema di antenna. Il fatto è che mentre con l’analogico il segnale male o bene arrivava, col digitale o arriva perfettamente o non arriva affatto». Le chiamate sono diminuite anche perchè il famigerato Call Center del Ministero non riusciva nella maggior parte dei casi a fornire informazioni utili all’utenza in difficoltà, aggiungo io.
L’Agcom conferma: «Le chiamate sono diminuite, ma i problemi ci sono ancora. L’alto numero di emittenti locali (in Sicilia, Lombardia, Lazio e Campania) ha complicato il riordino delle frequenze. Per risolvere questi problemi sono stati fatti dei grandi investimenti anche infrastrutturali ma per sfruttare al meglio le potenzialità del digitale occorrono nuovi impianti e non so quanti operatori siano stati così lungimiranti da farlo».
Il passaggio al dtt ha messo in crisi il settore delle tv locali, sia per il taglio di 20 milioni dei finanziamenti previsto dalla spending review nel 2013 e 30 nel 2014, sia perché tra i criteri di assegnazione delle frequenze c’era l’obbligo di garantire almeno sei programmi. Con costi enormi per le piccole realtà che vedono anche la migrazione pubblicitaria verso Rai e Mediaset. Proprio i network che più facilmente “spariscono” dai teleschermi degli italiani. Così i cittadini chiedono di avere indietro i soldi del canone: «Il fenomeno dei disagi c’è, anche se sta diminuendo – dice Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo – La cosa più difficile è spiegare ai cittadini che il canone Rai non può essere inteso come diretto corrispettivo del servizio reso con il digitale».
Fonte : repubblica.it
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Continuano i disservizi del digitale terrestre in tutto il paese (2)
Repubblica ha stilato una mappa delle regioni che registrano i più alti tassi di disservizi televisivi. Vediamoli con qualche informazione ulteriore fornita da Tv Digital Divide:
In Sicilia il Codacons ha protestato per la solita scarsa e non capillare informazione al cittadino, nonostante le campagne avviate da Ministero e Fondazione Ugo Bordoni, lamenta che c’è stata poca comunicazione. Una campagna non sufficiente, soprattutto per ciò che riguarda anziani e persone poco scolarizzate. «Il 20% della popolazione si è trovata senza tv, né analogica, né digitale e ha dovuto chiamare il tecnico dice Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons Sicilia. «L’orografia e della regione certo non aiuta, a questo va aggiunto anche l’alta densità demografica. I vecchi ripetitori analogici non bastano a coprire l’intera area. Per esempio il centro storico di Modica è chiuso in una vallata e qui buona parte dei canali non si prendono».
A molti cittadini siciliani è stato proposto di ricorrere a Tivù Sat, quindi di installare un sistema satellitare, con ulteriori costi oltre al canone Rai, e pagando di tasca propria tutto l’impianto «oltre ad aver già sostenuto la spesa del decoder che non funziona. Invece di risolvere il problema – continua Petrone – si fa pagare ai cittadini. A Modica si sta costituendo un comitato spontaneo di cittadini che chiede di non pagare il canone, perché la Rai non si vede». Il giorno del passaggio anche 12mila utenti di Palermo Mondello-Addaura sono rimasti senza Rai per problemi tecnici al ripetitore. Disservizi che hanno tormentato gli utenti palermitani sino ad agosto.
Emilia Romagna e Marche. Questa estate, a un anno dallo switch-off , la costa adriatica è rimasta senza segnale. Con grande delusione dei tifosi che hanno dovuto vedere gli Europei di calcio sui canali satellitari (chi li aveva). Infatti nelle case e negli alberghi il segnale Rai è improvvisamente sparito. Completamente. Un problema determinato, a quanto pare, dal caldo. Sì, perché c’è anche l’incognita meteo a condizionare la qualità del segnale digitale. Le intemperie, di qualsiasi tipo, amplificano le interferenze, che, in questo caso, arrivano dai ripetitori di Udine. Sta di fatto che in molte aree romagnole i disagi sono tanti: a Ravenna e Rimini non si vede il Tg regionale, nelle province di Parma e Piacenza almeno la metà della popolazione non vede la Rai regionale per l’interferenza delle reti private lombarde; a Ferrara le antenne ricevono il segnale dal Veneto. A Ravenna è stata avviata una raccolta di firme per una class action contro la Rai per i disservizi. Per risolvere il problema i tecnici della Rai e il Corecom regionale stanno collaborando per trovare soluzioni efficaci come il potenziamento del segnale del ripetitore di Montescudo che serve la zona tra Rimini a Cattolica.
Anche ad Ancona il telegiornale locale è praticamente una chimera e nell’Alto Maceratese i problemi di ricezione sono stati riconosciuti dalla stessa Regione, che anzi, ha sottolineato come siano peggiorati invece di migliorare. C’è chi nel Fermano ha anche acquistato una nuova tivù, spendendo altri soldi. Inutili.
In Molise stessi annosi problemi tv: lo confermano ancora una volta le numerosissime segnalazioni dei cittadini residenti a Termoli (Campobasso), che evidenziano la pessima qualità del segnale della tv digitale (dei canali Rai e delle tv locali), che impedisce di seguire telegiornali e trasmissioni.
La Basilicata è passata al Dtt a giugno ma evidentemente la pianificazione tecnica dello switch-off aveva dei buchi, neri come gli schermi dei cittadini che da un momento all’altro sono rimasti senza trasmissioni. Lo ha denunciato il presidente del Corecom Ercole Trerotola, chiedendo l’intervento della Rai e delle istituzioni per risolvere il problema di «disservizi e malfunzionamenti che impediscono a moltissimi cittadini lucani di sintonizzare correttamente i canali Rai e di vedere il Tg3 Basilicata». Col passare del tempo i problemi delle zone di confine sono aumentati e anche nel centro di Matera, in buona parte del Metapontino, nel Vulture Melfese e nel Marmo Platano (da qui vengono il maggior numero di segnalazioni da cittadini ma anche da istituzioni, associazioni e consiglieri regionali) non si può vedere il Tg3 regionale e talvolta nessun canale Rai. «È una cosa che fa pensare che in sede tecnica ci sia stata una evidente sottovalutazione dei problemi legati all’avvento del digitale terrestre. Una sottovalutazione che priva centinaia di migliaia di cittadini (che pagano il canone Rai) del servizio pubblico radiotelevisivo».
In Abruzzo, che in effetti aveva già grossi problemi di ricezione del segnale analogico, a tre mesi dallo switch-off ha ancora una parte enorme del territorio che è rimasta tagliata fuori dalla “rivoluzione digitale”. Si tratta di quell’area che va sotto il nome di Piana del Cavaliere, nella Marsica, tra il Lazio e l’Abruzzo appunto. Qui ci sarebbero ancora oltre 22mila utenti con lo schermo nero o quasi. Molte tv locali ma anche La7, Mtv e Sportitalia, dopo il passaggio, sono in pratica spariti e anche le reti Rai sono ballerine. Problemi di ripetitori a quanto pare. E di antenne private, che non vanno bene per la ricezione del segnale. Quindi vanno cambiate. A spese dei singoli utenti, che non sono stati neanche avvertiti per tempo. I problemi non riguardano solo la Marsica ma anche le città come L’Aquila, Chieti, Pescara.
In Puglia il Ministero ha registrato 3.800 chiamate nel giorno dello switch-off pugliese, a fine maggio. Da Bari a Molfetta, da Bitornto a Fasano, c’è stato il delirio. Tanti, soprattutto gli anziani, non sapevano nulla del cambio e non avevano neanche il decoder. Ma anche chi aveva attrezzato tutto si è trovato isolato. Problemi che si sono poi risolti chiamando l’antennista (pagando di tasca propria) e risintonizzando più volte i canali. Quasi imprendibili, comunque, le emittenti locali.
Ma i problemi non sono finiti come avevano promesso le istituzioni nel giro di qualche giorno. Tant’è vero che si sono protratti anche fino agli Europei di calcio. La zona di Foggia è stata tra le più critiche, con Manfredonia che è rimasta senza trasmissioni Rai e Mediaset, subito dopo il passaggio al digitale (24 maggio) e che ha visto a pericolo black out anche l’atteso appuntamento calcistico. Problemi di impianto, problemi di ricezione. Stessa storia per Cerignola, dove l’80% dei residenti ha sentito la partita Italia-Irlanda alla radio: Rai fuori uso. Tant’è che il sindaco ha avviato una diffida per possibile interruzione del servizio pubblico nei confronti della Rai. Da settimane interi paesi della Capitanata, del Barese e di altre zone non ricevono il segnale Rai e Codacons Puglia pensa a una class action contro la Rai.
Fonte : repubblica.it
Switch-off Sicilia: arriva il digitale terrestre, addio Europei di calcio
Il digitale terrestre è partito con le date sbagliate in Sicilia: switch-off dall’11 giugno al 4 luglio, proprio nel bel mezzo degli Europei di calcio, che rischiano di rimanere un mistero per i telespettatori siciliani, oscurati dai soliti problemi della nuova tecnologia tv. Perché anche davanti alle gustose promesse dei funzionari governativi (più canali per tutti), il cittadino siculo sta sperimentando in queste ore che cosa significhi esattamente lottare con antenne direttive, numerazioni automatiche e decoder indecifrabili.
Quando ieri Luca Balestrieri, responsabile Rai per il digitale terrestre, ha diramato i consigli tecnici su come approcciare il nuovo mezzo, è stato chiaro a tutti come occorra una buona dose di senso sportivo per accettare il passaggio. Secondo Balestrieri, l’acquisto del decoder non doveva essere fatto all’ultimo momento, così come per tempo occorreva verificare la necessità di sostituire l’antenna. E soprattutto – secondo il funzionario Rai – il cittadino teleutente deve coglier l’attimo organizzando la sintonizzazione dei canali nel giorno in cui avviene lo switch-off.
Tra lunedì e martedì l’operazione è partita dalle isole più sperdute, giusto per vedere l’effetto che fa: Ustica, Pantelleria, Linosa e Lampedusa. Tutto a posto, o quasi, per 1.700 utenti che in buona parte avevano già il digitale non riuscendo a captare decentemente l’analogico. Domani il vero banco di prova tra Messina e dintorni, cui seguiranno le altre province isolane fino alla chiusura nel capoluogo Palermo, ultima città italiana a convertirsi.
Alla fine della transizione il 99% delle famiglie siciliane (ma anche italiane) avrà in casa una tv digitale terrestre, ma non tutti potranno effettivamente godersela causa ampi disservizi che continuano a martoriare la Penisola. E chi aspetta questa sera con ansia Croazia-Italia, sappia che l’arrivo del digitale potrebbe mettere in pericolo la visione della partita. In fondo è già accaduto durante la gara d’esordio contro la Spagna. Dove? A Giulianova Marche, per esempio. Molti cittadini non hanno ancora potuto vedere le partite degli Europei perché l’analogico è stato disattivato e il digitale non è ancora attivo. «I canali digitali si bloccano per l’assenza di segnale, squadrettano ma soprattutto non si può ancora vedere la Rai: né Uno né Due né Tre. Quindi niente Italia e niente calcio in tv» ha fatto sapere un agguerrito sindacalista del Sinalp in rappresentanza dei pensionati abruzzesi.
Non va certo meglio in Puglia, dove sono spuntati diversi blog dedicati esclusivamente al malanno digitale che denunciano frequenti e fastidiosissime sparizioni dei canali Rai e Mediaset. Come ha spiegato sul Sole 24 Ore Mario Mele, giornalista che segue dal principio l’iter, spesso la realizzazione pratica del progetto non corrisponde alle teorie. Spesso compaiono problemi locali, come l’interferenza tra aree costiere confinanti (vedi Sicilia-Calabria), o con Stati esteri (dalla Slovenia a Malta, dalla Tunisia alla Francia). Per non parlare delle aree buie che l’orografia italica distribuisce generosamente tra montagne, valli e vallette.
Insomma, in tanti questa sera riaccenderanno le antiche radioline ripescate da un angolo buio del garage per seguire e tifare le gesta degli azzurri…
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Switch-off Calabria: i comuni che passano al digitale terrestre martedì 5 giugno
Seconda giornata di lavori di Switch-off in Calabria. Oggi martedì 5 giugno il passaggio alla tv digitale terrestre andrà a coprire molti comuni della provincia di Cosenza, città di Cosenza compresa, come pure i comuni di Rende, di Castrovillari, Acri, Montalto Uffugo, Cassano allo Ionio, Bisignano, Castralibero e zone limitrofe. Qui puoi consultare tutte le date e i comuni dello Switch-off della Calabria. I lavori del passaggio continuano anche in Basilicata.
Ecco inoltre l’elenco dei comuni della Basilicata e della Calabria che faranno il passaggio redatto dalla Fondazione Ugo Bordoni previsto per oggi martedì 5 giugno:
Nel consueto commento di giornata, oggi la Rete segnala ancora problemi di ricezione della nuova tv in Abruzzo, regione passata al digitale il mese scorso. Il sito web primadinoi.it infatti riporta che ancora intere zone abruzzesi, soprattutto la Marsica, registrano disservizi. I canali si accendono e spengono segnalano molti telespettatori.
Dal numero verde del Ministero dello sviluppo creato ad hoc per il passaggio al digitale fioccano rassicurazioni, le stesse di un mese fa: «abbiate pazienza stanno facendo lavori» dicono dal Call Center. Ma i canali locali come Antenna 10 o Atv7 sono scomparsi ad esempio a Giulianova, a anche a Pescara si registrano problemi per i canali Rai, Mediaset e La7. In zona Vasto sembra mancare la tv pubblica.
Ma la situazione più grave permane nella Marsica, la terra di mezzo tra Lazio ed Abruzzo dove un bacino di circa 22.000 telespettatori di Arsoli, Riofreddo, Vallinfreda, Vivaro Romano Camerata Nuova, Orvinio, Pozzaglia Sabina, Roviano, Anticoli Corrado, Collalto Sabino e i comuni abruzzesi di Rocca di Botte, Pereto, Oricola, Civita e tutta la Piana del Cavaliere fino a Carsoli e Tufo non vede la tv digitale terrestre. E i comuni laziali non hanno segnale tv terrestre da anni. Anche se i ripetitori in Abruzzo ci sono danno forfait. Ad Oricola, l’impianto si trova sul Monte Arnone, le postazioni di Montenero di Bisaccia e Montefarano sono attive e trasmettono male. Dalla stazione Rai di Montenero di Bisaccia prima dello switch-off venivano trasmesse le tre reti Rai in analogico, ora vanno e vengono.
Intanto si teme per le sorti delle piccole emittenti locali. Il passaggio al digitale terrestre in queste condizioni sta mettendo a dura prova i bilanci delle tv, che rischiano come al solito di chiudere i battenti. Tutto questo nonostante gli aiuti stanziati dalla Regione Abruzzo per oltre 1 milione di euro proprio per aggiornare le tecnologie dei vari impianti di trasmissione dall’analogico al digitale.
Fonte: primadinoi.it
Switch-off Molise e provincia di Foggia : i comuni che passano al digitale terrestre il 18 maggio
Oggi 18 maggio termina il passaggio alla tv digitale terrestre nelle regioni di Abruzzo e Molise. I lavori di Switch-off convolgeranno gli ultimi comuni costieri della provincia di Chieti e inoltre copriranno numerosi comuni della provincia di Campobasso e di Isernia.
La transizione esordirà anche in Puglia, per la precisione nella provinciadi Foggia. La città di Foggia, e i comuni di San Severo, San Paolo di Civitate,Chieuti, Apricena, Lesina, Poggio Imperiale, Serracapriola, San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis, Rignano Garganico, passeranno definitivamente alla nuova televisione digitale. Qui puoi consultare il calendario completo dello Switch-off in Abruzzo. Mentre qui puoi vedere le date del passaggio in Molise. Qui puoi vedere le date e i comuni dello Switch-off della Puglia.
Ecco l’elenco dei comuni di Abruzzo, del Molise e della provincia di Foggia redatto dalla Fondazione Ugo Bordoni previsto per oggi venerdì 18 maggio:
Intanto arrivano notizie inquietanti dal passaggio in atto nel Molise. Il sito dell’associazione molisana Primonumero – Città in Rete afferma che lo switch-off sta provocando forti disagi in gran parte della regione. In molte zone il segnale è ancora debole e tanti canali risultato ancora introvabili, mentre in molti casi mancano le reti Rai o quelle Mediaset. Una condizione quasi inevitabile per molte aree coinvolte nei primi giorni seguenti la transizione tv.
I problemi potrebbero realisticamente durare per settimane. E sono tanti i cittadini molisani che in queste ore stanno lamentando grossi disagi. Reti Rai che non si vedono, segnale che va e che viene, analogico ancora funzionante in alcune zone, aggiornamenti che vanno a rilento. E’ un piccolo grande caos quello che stanno vivendo i molisani alle prese con una tv che fa i capricci. Se in alcuni paesi, specie quelli al confine con l’Abruzzo, la ricezione dei canali sul digitale terrestre non sta facendo segnare grossi problemi, ben diversa è la situazione nell’entroterra molisano, dalle parti di Campobasso e nell’isernino. A Termoli continuano i disagi più grandi che sono legati alla mancata visione di alcuni canali, a seconda delle aree di ricezione. Alcuni lamentano l’assenza delle reti Rai, altri di quelli Mediaset, altri ancora non vedono quasi nulla.
L’attivazione del digitale terrestre sta andando quindi a macchia di leopardo in queste ore ma a quanto sembra la situazione non dovrebbe rientrare nella normalità a breve. Alcuni antennisti hanno parlato di disagi che potrebbe perdurare per diverse settimane e protrarsi anche fino all’inizio della prossima estate. Fra i consigli, gli esperti indicano in sabato mattina 19 maggio una data buona per la risintonizzazione dei canali che potrebbe portare buoni frutti. Chi invece gode già di un buon segnale può godersi finalmente l’attivazione delle trasmissioni del Tgr del Molise e di altri canali a diffusione locale.
Switch-off Molise e Abruzzo: i comuni che passano al digitale terrestre il 17 maggio
Mentre il passaggio alla tv digitale terrestre nella regione Abruzzo è oramai quasi terminato, i lavori di Switch-off continuano stamane giovedì 17 maggio in Molise. La transizione televisiva andrà infatti a coprire la provincia di Campobasso, parte di quella di Isernia, e in modo parziale numerosi comuni a sud della provincia di Chieti. Qui puoi consultare il calendario completo dello Switch-off in Abruzzo. Mentre qui puoi vedere le date del passaggio in Molise.
Ecco l’elenco dei comuni di Abruzzo e del Molise redatto dalla Fondazione Ugo Bordoni previsto per oggi giovedì 17 maggio:
Intanto le famiglie molisane corrono per l’acquisto di un tv o un decoder necessario per continuare a vedere la televisione. Da Campobasso a Termoli nei principali punti vendita di elettronica si registra il boom di vendite di apparecchi nelle ultime settimane. Nei negozi specializzati e non, riporta primonumero.it, si fa addirittura fatica a soddisfare tutte le richieste dei clienti: «Abbiamo venduto negli ultimi sei mesi – commentano i gestori di un punto vendita di una nota catena di elettrodomestici – il 400% di televisori in più rispetto allo scorso anno. Ma il vero boom c’è stato nelle ultime quattro settimane».
Tutti sanno, tutti corrono ai ripari. Nel momento storico di maggiore crisi economica dell’ultimo secolo si può rinunciare a tutto ma non alla tv e ai suoi prodotti. Discorso analogo, anzi più massiccio nei numeri, per il capitolo decoder: «Di decoder ne abbiamo venduti molti di più dei televisori, circa il doppio. Quasi tutti comprano un televisore nuovo solo come apparecchio principale, per gli altri apparecchi più piccoli in genere ci si accontenta del decoder. E lo stesso discorso, in generale, vale anche per gli anziani».
Switch-off Molise e Abruzzo: i comuni che passano al digitale terrestre il 16 maggio
Mentre prosegue ancora per qualche giorno lo Switch-off in Abruzzo, parte ufficialmente il passaggio alla tv digitale terrestre nella regione del Molise. La transizione televisiva inizia stamane 16 maggio dalla provincia di Isernia, coinvolgendo i comuni di Castel San Vincenzo, Fornelli, Longano, Pesche, Acquaviva d’Isernia, Miranda, Roccasicura, Sant’Agapito, Scapoli e lo stesso comune di Isernia. I lavori di Switch-off coinvolgeranno anche in modo parziale numerosi comuni a sud della provincia di Chieti. Qui puoi consultare il calendario completo dello Switch-off in Abruzzo. Mentre qui puoi vedere le date del passaggio in Molise.
Ecco l’elenco dei comuni di Abruzzo e del Molise redatto dalla Fondazione Ugo Bordoni previsto per oggi mercoledì 16 maggio:
Anche per i cittadini molisani di età pari o superiore ai 65 anni, con un reditto annuo pari o inferiore ai 10mila euro, il Ministero dello sviluppo economico Dipartimento Comunicazioni mette a disposizione un contributo statale di 50 euro per l’acquisto di un decoder digitale. Per informazioni e per la lista dei rivenditori in ciascuna provincia si può consultare l’apposita pagina web. Per informazioni generiche sulla televisione digitale e sulle modalità di sintonizzazione dei decoder è a disposizione il Numero Verde 800.022.000 del Call Center del Ministero, attivo dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.00. Per informazioni inerenti la ricezione e le frequenze della Rai è inoltre disponibile per i cittadini il Call Center Tecnico di Rai Way al Numero Verde 800.111.555 attivo tutti i giorni dalle 8.00 alle 23.00.
In via sperimentale, per le informazioni inerenti il digitale terrestre, è possibile contattare anche la live chat dalla homepage del sito Rai Way. Per coloro che sfortunatamente non potranno ricevere le trasmissioni della tv digitale terrestre (e non saranno pochi), è disponibile in chiaro su tutto il territorio nazionale l’offerta televisiva digitale di Rai, Mediaset e La7 sulla piattaforma satellitare Tivù Sat. La Rai mette a disposizione degli abbonati in regola con il pagamento del canone la smart card che consente di decriptare tutti i canali televisivi diffusi sulla piattaforma Tivù Sat.


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