Rai, nel Contratto di Servizio un nuovo Canale in inglese

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Nel nuovo Contratto di servizio in fase di approvazione dal Cda Rai, è previsto il lancio di un nuovo canale per l’estero interamente in lingua inglese e la definizione delle linee guida per la liberazione delle frequenze 700 MHz.

Lo schema del nuovo Contratto di servizio, che rinnova il quadro regolamentare con cui Rai dovrà adempiere alla sua missione di concessionaria pubblica radio televisiva per i prossimi 5 anni, frutto delle trattative tra Viale Mazzini e il ministero dello Sviluppo Economico, prevede anche la creazione di un canale in lingua inglese che, attraverso film, fiction, tg e sport, racconterà agli stranieri il nostro paese 24 ore al giorno.

Lo schema affronta poi il caso Sky: ad oggi è ancora preclusa agli abbonati della pay-tv la visione in chiaro di molti programmi dei canali pubblici (criptati). In nome della neutralità tecnologica, la televisione di Stato dovrà offrire tutte le sue trasmissioni anche agli editori del satellite, anche alle pay-tv. Nello stesso tempo, sarà suo diritto chiedere che Sky paghi dei soldi per la trasmissione dei canali del servizio pubblico, dopo una trattativa economica equa e non discriminatoria.

In vista della liberazione delle frequenze tv (i famosi 700 MHz) a favore del 5G delle telco entro il 2022, la Rai sarà obbligata a far traslocare il segnale di molti canali su altre frequenze. In questo cambio, la televisione pubblica avrà bisogno di mandare il suo segnale anche ai satelliti proprietà di Rai Way, e da questi alla rete terrestre dei ripetitori e delle antenne. Alla fine di questo riassetto e di queste triangolazioni del segnale, Viale Mazzini dovrà portare i suoi canali al 100% della popolazione italiana.

Lo schema prevede anche un nuovo progetto news, un nuovo canale istituzionale interamente dedicato alla vita politica (dai lavori parlamentari al Quirinale fino all’Ue e alle autorità indipendenti), e uno per le minoranze linguistiche. Gli investimenti editoriali e tecnologici richiedono spese importanti, scrive Aldo Fontanarosa su La Repubblica. Per questo, lo Stato dovrà dare al sevizio pubblico un quadro certo delle entrate da canone tv per almeno tre anni.

All’interno delle direttive è previsto anche un sostegno ai produttori indipendenti di programmi. Viale Mazzini dovrà comprare trasmissioni originali per ideazione, da piccoli produttori indipendenti, per almeno 2 milioni nel 2018; per almeno 3 dal 2019. E la spesa aumenterà ancora a ogni successiva stagione televisiva.

Il Contratto (che definisce la Rai un’azienda multimediale oltre che televisiva e radiofonica) fissa altri doveri. L’azienda dovrà sottotitolare almeno l’80% dei suoi programmi in favore delle persone con disabilità anche nei canali tematici; ed eliminare la pubblicità da ogni suo canale per bambini (la Rai ha già eliminato la pubblicità da Rai Yo Yo, ora è obbligata a non tornare indietro).

Lo schema di Contratto, elaborato insieme con il ministero dello sviluppo economico, dovrà poi essere esaminato dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai per il parere di competenza (esame che durerà un mese). Quindi Rai e ministero avranno altri 45 giorni per stilarne una versione definitiva. Poi tornerà in Consiglio di amministrazione per la definitiva approvazione. Il pronostico è che il Contratto entrerà in vigore a gennaio del 2018, e per cinque anni. Il precedente Contratto risaliva al 2015 e non era più stato aggiornato per le incomprensioni tra i politici e l’azienda tv.

Fonti: repubblica.it | corrierecomunicazioni.it | ufficiostampa.rai.it

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