TIM accelera la vendita dei Mux Persidera

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Per l’acquisto dell’operatore di rete Persidera di proprietà di Telecom in campo Clessidra, F2i e i Benetton. 300 mln previsti per l’operazione.

Telecom Italia accelera la cessione della partecipa­zione del 70% in Persidera per adeguarsi a quanto imposto dalla Commissione Ue per via del controllo de facto esercitato dalla francese Vivendi (23,9%) sul gruppo tlc italiano.

Secondo l’agenzia Bloomberg, Telecom ha ingaggiato gli advisor Barclays, Credit Suisse e Lazard per avvia­re il processo di valorizzazione della controllata, che possiede e gestisce cinque multiplex digitali ed è partecipata al 30% dal Gruppo Gedi (Espresso-ltedi).

In base alle prime indiscrezioni il 100% di Persidera potrebbe valere 350-400 milioni di euro e l’ope­razione fa gola a fondi di settore internazionali come Macquarie, ma anche a F2i e al partner Mar­guerite (particolarmente attivi in questo periodo dopo l’acquisto di Infracom, Mc-Link e Kpnqwest) e alla Clessidra dei Pesenti. Ma non è da escludere che un busi­ness dall’alta marginalità come quello dei Mux attragga anche i ricchi e liquidi Benetton, a caccia di opportunità sul mercato italiano.

L’attività di gestione dei multiplex potrebbe poi interessare qualche broadca­ster televisivo: ieri è circolato il nome di Sky Italia, che però non sembra affatto interessato all’operazione, nonostante la recente invasione di canali Sky sul digitale terrestre free. Anche Discovery è stato candidato come un altro potenziale acquirente della mag­gioranza di Persidera. Ma anche in questo caso il gruppo tv americano esclude qualsiasi  coinvolgimento.

In base ai multipli di mercato la società controllata da Telecom potrebbe però valere molto di più della cifra circolata ieri. Par­tendo dai dati dello scorso anno (ricavi per 80,8 milioni e mol di 42,4 milioni) e applicando il multiplo ev/ebitda delle quotate Rai Way (11,5 per il 2017) ed Ei Towers (13,3) si arriva a un enterprise valute complessivo tra 482 e 566 milioni. Si tratta di un importo particolarmente elevato che ovviamente farebbe como­do al gruppo tlc guidato dal neo­ amrninistratore delegato Amos Genish (la partecipazione è in carico a 138 milioni) e anche al socio di minoranza Gedi, che ha appena sborsato 175 milioni al Fisco. Ma difficilmente, secon­do alcuni esperti del settore infrastrutturale, si arriverà a questi livelli di prezzo.

Va ricordato, infatti, che già tempo fa l’incum­bent telefonico provò a vendere la controllata Persidera, ma il prezzo ipotizzato, che nelle stime di Mediobanca Securities arriva­ va a toccare il mezzo miliardo, allontanò i potenziali compratori, al punto che poi Telecom ritirò dal mercato l’asset.

In termini di valutazione, poi, non va trascurato il parametro di mercato rappresentato dall’ultima tran­sazione, ossia quella definita nel giugno 2014 dalla Cairo Com­munication che per poco più di 31 milioni di euro si aggiudicò il bando di gara dello Stato per il Mux e le frequenze denominate L3.

Senzadimenticare poi che gli stessi analisti di Piazzetta Cuc­cia hanno assegnato alla quota di Gedi (30%) un potenziale valore di 100 milioni, per un ev totale dell’ asset di 333 milioni. Quindi la stima di 65-75 milioni per ogni singolo multiplex di Persidera appare decisamente alta. Infine non va trascurato un aspetto normativo; sull’eventua­le compratore penderà la spada di Damocle rappresentata dal ri­schio di dover riconsegnare allo Stato un multiplex che verrà poi riassegnato a un operatore tlc. Questo perché quando sarà defi­nito il piano nazionale delle fre­quenze i tre big player del settore infrastrutturale, ossia Rai, Media­set e Persidera, potrebbero dover restituire uno dei 5 multiplex di proprietà. E questo ovviamente è un tema da non sottovalutare al momento della transazione.

Fonte: ItaliaOggi

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