Radio, attese mosse sul mercato da parte di Sky, Discovery e La7

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Il boom del mercato radio fa gola ai big della televisione. Sky, Discovery e La7 potrebbero muoversi in questi mesi. Ma Mediaset è già in vantaggio.

Il mercato della radio è stato sbloccato proprio da Mediaset che con l’acquisto di Radio 105, Virgin Radio, R101, Radio Subasio, e con l’accordo commerciale con Rmc, è diventato di fatto nel giro di un anno e mezzo il principale operatore radiofonico.

Ma è tutto il settore in fermento: la raccolta pubblicitaria cresce costantemente dal 2015 (ha chiuso maggio con +14,8% sullo stesso mese 2016 e +16,1% sul maggio 2015). La forza della flessibilità degli spot e delle sinergie attuabili con i pacchetti pubblicitari spinge il comparto. Per questo i grandi gruppi privati della tv hanno aperto numerosi dossier e stanno pianificando acquisizioni sui network radiofonici.

Sky, Discovery e La7 infatti potrebbero fare delle mosse nei prossimi mesi. Urbano Cairo già all’inizio della sua avventura come imprenditore nel 1995 aveva sondato la possibilità di accordi azionari con l’allora Finelco di Alberto Hazan. Poi non era acca­duto nulla. Ma l’ipotesi di rilevare la maggioranza di un network radiofonico potrebbe interessare ancora. Discovery Italia ha già stretto una alleanza con Radio Italia: manda in onda il programma RadioItaliaLive, gli eventi RadioItaliaLive – Il concerto, e da settembre trasmetterà pure Rds Academy, trasmissione di Rds prima nel palinsesto di Sky Uno.

Anche Sky, anche per interessi della concessionaria Sky Media, sta facendo riflessioni su possibili incursioni nel mondo della radio. In un primo momento si era ventilato un interesse relativo a Radio 24, proprio nelle settimane in cui un dossier, con l’ipotesi di cessione del 49% dell’emittente, era girato su molte scrivanie che contano, compresa quella di Rds-Radio Dimensione Suono.

Comunque tutte le ipotesi di cessioni importanti di network radiofonici nazionali sono state smentite: la famiglia Suraci per ora si tiene stretta Rtl 102.5 e anche il gruppo Gedi (ex Espresso) ha negato future cessioni delle proprie emittenti radiofoniche nazionali (Radio Deejay, Radio Capital, M2O). Mentre Radio Dimensione Suono di Eduardo Montefusco  punterebbe di più a una eventuale quotazione in borsa piuttosto che a fusioni con altri network.

Fonte: ItaliaOggi

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