Rai Pubblicità in calo nel primo semestre 2017

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Raccolta pubblicitaria in calo per la Rai nel 2017. Rai Pubblicità ha chiuso il primo semestre in calo dell’1% rispetto al risultato del periodo omogeneo 2016 (depurato dei 32 milioni incassati con gli eventi sportivi dell’anno pari). Ma per la chiusura dell’anno si prospetta una crescita.

Fabrizio Piscopo, ad della concessionaria della tv di Stato, commenta: «Non abbiamo potuto vendere spazi ai clienti del betting, che sarebbero valsi almeno tre milioni e siamo in attesa, su questo punto, di un chiarimento dell’Agcom. Non abbiamo più avuto The Voice su Rai 2, e questo ci è costato altri 4 milioni e così, se si considerano pure alcuni problemi tecnici legati all’impaginazione della pubblicità e la disposizione dei break, il nostro saldo negativo rispetto all’obiettivo arriva a circa 10 miliardi». «Il mercato è flat, checché ne dicano le previsioni di centri media e osservatori vari…».

Piscopo ha parlato dell’andamento della concessionaria in margine alla presentazione dei palinsesti, svoltasi ieri a Milano. L’ad di Rai Pubblicità si è dichiarato convinto che nella seconda parte dell’anno, specie nell’ultimo trimestre, il mercato andrà crescendo ad un ritmo del +3%, e che la sua struttura possa rimontare e raggiungere l’obiettivo complessivo che si era prefissata per il 2017 (+2%), conseguendo alla fine 14 milioni in più rispetto ai 670 milioni totalizzati nel 2016.

La sua ex concessionaria, Sky Pubblicità, va molto bene nonostante si confronti pure lei con un anno pari in cui era cresciuta molto? «Bisogna leggere bene i numeri, guardare all’omogeneità dei perimetri» ha risposto Piscopo. «La parte del leone, in quel mondo e in questo momento, la sta facendo la crescita di Tv8. Così come l’apporto della novità Nove, per adesso, è decisiva per il gruppo Discovery».

Anche le specializzate della Rai, peraltro, vanno bene. «La nostra raccolta su questo tipo di offerta è stata di 80 milioni nel 2016 e sta crescendo del +8%, con Rai 4 che è un vero e proprio fenomeno e in questo momento viaggia a +40%». Rai Pubblicità, oltretutto, secondo Piscopo, è stretta da vincoli di affollamento e limitazioni che lasciano pochi margini commerciali di manovra. «Per crescere in questo contesto contingente di mercato abbiamo solo due strade: tenere, in generale, alto il valore degli spazi e dare qualche priorità, facendo molta attenzione a non generare tensioni, ai clienti che hanno uno sconto più basso».

Il Direttore Radio e Web della concessionaria, Francesco Barbarani, ha dato, infine, in chiusura d’incontro, i numeri delle divisioni che sono sotto la sua responsabilità. «Nonostante il confronto con l’anno pari degli eventi – ha dichiarato Barbarani – grazie al successo di Raiplay il nostro ramo Digital fa il +2% rispetto al 2016. A tirare è soprattutto il formato video e non va dimenticato che, anche su questo fronte del web, offriamo i nostri spazi in un contesto di affollamento molto ridotto e con valori di viewability elevatissimi».

Barbarani ha aggiunto che anche il Cinema sta viaggiando in segno positivo (al +33%, a parità di perimetro dopo l’uscita di UCI dal portafoglio sale) per un valore tra i 5 e i 7 milioni, e che la Radio sta facendo il +5% e potrebbe chiudere il 2017 ad una quota tra i 35 e i 40 milioni di raccolta, mentre il Digital a fine anno dovrebbe raggiungere una quota vicina ai 15 milioni (+2%, al lordo di calcio e Olimpiadi nel 2016).

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