Vivendi congela il 20% di Mediaset

mediaset premium vivendiVivendi reagisce all’imposizione dell’Agcom sul divieto di controllo di TIM e della contemporanea partecipazione in Mediaset. Congelerà il 20% di diritti di voto di troppo del Biscione, ma nel frattempo inoltra un ricorso al Tar del Lazio.

Il piano di Vivendi per sottostare alla decisio­ne dell’Autorità garante per le comunicazioni è quello di scendere in Mediaset al 9,99% nei diritti di voto dal 29,9% at­tuale, una posizione giudicata incompatibile (secondo la famigerata Legge Gasparri) col 23,9% detenuto in TIM. Il colosso francese delle tlc punta dritto alla riconciliazione: con Mediaset per la questione Premium, e con il governo italiano e con le Authority,  sostenendo la via della convergenza tra operatori tv e compagnie delle telecomunicazioni.

Nel frattempo Mediaset ha deciso di ricomprare l’11,1% delle quote di Premium da Telefonica, senza però sganciare un solo euro: gli spagnoli avevano raggiunto l’accordo di vendere la loro quota già il 18 aprile di un anno fa, quando Mediaset aveva stretto il patto per vendere Premium a Vivendi in cambio del 2,96% (un altro 0,54% sarebbe stato scambiato col 3,5% di Mediaset) del gruppo media transalpino. Rispetto a una valorizzazione di 756 milioni, Telefonica ne avrebbe ricevuti, al closing, l’11,1% ossia quasi 84 milioni di euro, con una minusvalenza rispetto ai 100 milioni d’acquisto.

Il closing, però, non è mai arrivato a causa del dietrofront di Vivendi che, contestando i numeri del piano industriale di Premium, ha deciso di mandare all’aria l’accordo. Da allora gli spagnoli, che pure con la società di Vincent Bolloré fanno affari e sono in ottimi rapporti, sono rimasti con in mano il cerino della quota della pay-tv italiana. Ieri poi la cessione a Mediaset in cambio dell’11,1% del probabile (ma non sicuro) risarcimento del danno che eventualmente il Tribunale riconoscerà al Biscione (nella causa contro Vivendi), che reclama oltre un miliardo. Non solo. E Telefonica accetterà, qualunque sia la cifra, l’11,1% di quanto Vivendi pagherà per avere Premium, o di qualsiasi altro operatore che comprerà la malandata pay-tv.

Mentre Telefonica scommette sulla pace o sul bottino della guerra giudiziaria, Vivendi cerca di riaprire il tavolo delle trattative: il congelamento delle quote sopra il 9,99% escluderebbe qualsiasi vendita a termine da parte dei francesi, che in tal modo riaffermerebbe il proprio impegno economico in Mediaset, rinunciando (per ora) alle pretese di comando. Il 28 giugno prossimo, in occasione dell’assemblea dei soci Mediaset, Fininvest si prepara a blindare il gruppo con il riacquisto di azioni proprie fino al 10% del capitale.

Fonte: La Stampa

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