Addio alla Tv 3D, lasciano anche Sony e LG

tv 3dLa tv 3D è già morta. Dall’esordio di Avatar nel 2009 la televisione in 3 dimensioni non hai mai veramente sfondato sul piccolo schermo. Dopo Samsung anche altri colossi dell’elettronica abbandonano in favore di tecnologie più avanzate.

Il primo big è stato Samsung. Il produttore coreano leader sul mercato mondiale ha annunciato qualche tempo fa che dal 2016 nessuno dei suoi nuovi modelli avrebbe supportato il 3D, mercato cinese a parte. Pochi giorni fa anche LG e Sony hanno ufficializzato che da quest’anno abbandoneranno la tecnologia. Nulla di inaspettato, del resto. Semmai la presa d’atto che la tv 3D non è mai davvero entrata nelle case e nei cuori dei telespettatori globali. I numeri raccolti dagli analisi di mercato di Npd Group parlano chiaro: le vendite di schermi dotati di supporto 3D negli Stati Uniti sono scese dal 23% del 2012 al 16 del 2015, per dimezzarsi ancora all’8% lo scorso anno quando Samsung aveva già reso pubblico il suo addio. Per l’Italia la caduta è simile: 203mila televisori su un totale di 4,4 milioni venduti nel 2016.

La tecnologia non è mai stata davvero abbracciata dall’industria per uso domestico. E il 3D non è mai stato un fattore quando si sceglie l’acquisto di un nuovo televisore. Il mercato poi non offre abbastanza contenuti di qualità in tre dimensioni, anche se l’industria cinematografica ha continuato a produrre titoli su dischi formato Blu Ray. I consumatori scelgono la visione in sala rispetto all’esperienza home. Anche negli anni più caldi, tra il 2011 e il 2013, i titoli usciti al cinema non hanno mai superato la settantina, per lo più film in 2D convertiti e non davvero pensati per le tre dimensioni. Troppo pochi per alimentare il circuito televisivo.

Anche le (poche) emittenti che si erano buttate a sperimentare programmi in 3D si sono ritirate una dopo l’altra. L’americana Espn aveva scommesso sull’immersione negli eventi sportivi, trasmettendo in tre dimensioni la prima partita della Coppa del mondo 2010 e avviando l’anno dopo un canale dedicato con programmazione non stop. Nel 2013 ha deciso di bloccare tutto. Come avevano già fatto 3net, canale partecipato da Imax, Sony e Discovery Channel, AT&T e Canal Plus in Europa.  In Italia resiste ancora Sky con un canale in 3D, ma è l’unica emittente di casa nostra ad averci provato.

Pochi sentiranno la mancanza della tv 3D, come del resto testimoniano gli appena 6mila sottoscrittori della petizione lanciata sulla piattaforma Change.org per chiedere a LG di riattivare la produzione. In occasione dell’ultimo CES di Las Vegas, la fiera più importante al mondo per l’elettronica di consumo, nessuno dei maggiori produttori mondiali ha presentato nuovi televisori 3D.

L’industria punta sulla tv connessa, la chiave per accedere alle nuove piattaforme di streaming come Netflix, e sulle meraviglie dell’Ultra Hd (o 4K), la nuova altissima definizione. Sul mercato globale comunque le vendite di televisori restano deboli, piatte nel 2016 dopo la caduta degli anni precedenti e la brusca frenata della Cina. Molti dei grandi marchi hanno dovuto rivedere le proprie strategie. Nel 2014 Sony ha deciso di separare la sua attività di produzione di televisori, che perdeva denaro. L’anno scorso Panasonic ha smesso di fabbricare schermi tv, mentre Sharp è stata acquisita dalla cinese Foxconn, storico fornitore di Apple, che prova a rilanciarla con una guerra senza quartiere a Samsung.

L’Ultra HD è l’unico segmento di mercato che cresce. La discesa dei prezzi, quest’anno, ha contribuito a farlo uscire dalla nicchia. E secondo Ihs Markit la penetrazione dei televisori 4K, ancora sotto il 10% a livello globale, dovrebbe raggiungere entro il 2019 il 35% delle abitazioni negli Stati Uniti, e il 25% in Europa. E anche l’Italia, spiegano da Samsung, dà buone prospettive. La scommessa di oggi si chiama Realtà Virtuale. Samsung ha lanciato il suo Gear a fine 2015, Oculus , acquisita per due miliardi da Facebook, a inizio dello scorso anno, seguita da Htc con il Vive e da Playstation (Sony) con la nuova console in VR. L’adozione nel campo dei videogiochi sembra in effetti la più immediata, ancora difficile invece capire quali contenuti convinceranno i patiti di cinema e televisione a spegnere lo schermo e infilare i visori. Il rischio che finisca come il 3D è reale, ma a differenza della terza dimensione l’interesse dei broadcaster sulla VR pare molto più grande.

Fonte: Repubblica Affari&Finanza

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