Tv locali e interferenze estere, Agcom vara la nuova delibera

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Via libera da parte dell’Agcom alla pianificazione delle frequenze televisive attribuite a livello internazionale all’Italia, e non assegnate a operatori di rete nazionali, che sono destinate alle tv locali.

Il provvedimento n. 402/15/CONS , comunicato attraverso una nota, rende disponibile la capacità trasmissiva “ai fornitori di servizi media in ambito locale che saranno, per espressa previsione di legge, selezionati sulla base di graduatorie regionali“. La delibera non è però passata in consiglio all’unanimità: durante il voto si è registrata l’astensione del presidente Angelo Marcello Cardani e del consigliere Antonio Nicita.

Premesso che oltre 140 tv locali rischiano lo spegnimento poichè il loro segnale interferisce con i Paesi confinanti, la delibera dell’Agcom, mettendo a disposizione le frequenze, contribuisce a dare alle emittenti una via d’uscita da una problematica per cui l’Italia rischia la procedura di infrazione.

Tuttavia l’Agcom chiarisce “che il riuso della medesima frequenza è previsto in aree non confinanti, al fine di evitare interferenze, assicurando al contempo elevati livelli di copertura e l’incremento di capacità trasmissiva di ogni singola rete locale (fino a 10 canali)”.

Il comparto però attendeva un provvedimento diverso. Proprio la scelta di escludere dalla pianificazione le frequenze a rischio interferenza tra regione e regione, sarebbe un punto controverso della delibera, perché ridurrebbe in modo sostanziale la porzione di spettro a disposizione delle tv locali che decideranno di lasciare volontariamente le frequenze interferenti con l’estero. Un punto che non soddisfa neanche le richieste del sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, peraltro assente alla presentazione della relazione dell’Agcom.

Già ieri, al convegno di Aeranti-Corallo, infatti Giacomelli aveva sottolineato: «Mi aspetto che Agcom pianifichi le frequenze in tutte le regioni e non a macchia di leopardo e ho massima fiducia sul fatto che l’Autorità sarà impermeabile alle pressioni delle emittenti nazionali e si muoverà in sintonia con il governo».

Agcom, comunque riporta tutto alla piena collaborazione con il Mise, spiegando nella nota che “la delibera rappresenta un tassello fondamentale di un processo a più fasi che vede collaborare Agcom e Ministero dello Sviluppo economico per raggiungere gli obiettivi fissati dalla legge: risolvere il contenzioso internazionale dovuto alle interferenze con i Paesi confinanti e garantire agli editori locali il diritto ad essere trasportati“.

Sta di fatto che in molti sono pronti a impugnare questa delibera Agcom in quanto alle tv locali spettano, su base regionale, un terzo delle frequenze italiane pianificate ovvero dieci multiplex. La soluzione sulle frequenze interferenti col l’estero è inoltre bloccata dall’empasse del governo che attraverso il Mise ha emesso un decreto sul tema, anche se ancora mancano la determina con le date e le modalità, quando andranno spenti i 76 mux che creano interferenze con i canali tv dei paesi confinanti e dai quali dipende l’esistenza di 144 tv locali e lo stipendio di oltre duemila lavoratori.

Fonti: corrierecomunicazioni.it | borsaitaliana.it | ilvelino.it

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