Asta frequenze TV quasi deserta. Solo Cairo presenta domanda

l43-asta-frequenze-tivù-130107160343_mediumLa stampa specializzata e gli esperti del settore lo ribadiscono da mesi: l’asta onerosa per le frequenze tv (ex beauty contest) rischia di andare deserta.

A mezzogiorno di oggi è scaduto il termine per la presentazione delle offerte da parte dei potenziali interessati. E al momento, vista l’esclusione a priori dei big Rai, Mediaset e TI Media, solo un editore italiano pare intenzionato a spendere almeno 30 milioni per acquistare una singola frequenza con un diritto d’uso ventennale per un controvalore complessivo dell’asta di 90 milioni. Nessun operatore estero e nuovo entrante ha fatto domanda.

Solo il gruppo Cairo Communication ha infatti presentato domanda di partecipazione alla gara per le frequenze televisive nazionali in DVB-T bandita dal Ministero dello Sviluppo Economico due mesi fa secondo quanto disposto dall’Agcom e dalla Commissione europea. Ora il ministero valuterà i requisiti amministrativi della domanda, mentre Cairo avrà trenta giorni di tempo per presentare l’offerta economica per uno o più dei tre lotti di frequenze messi a gara, con il vincolo della copertura del 51% della popolazione italiana entro 5 anni.

Il bando suddiviso in tre lotti L1 (multiplex che utilizza i canali 6 VHF e 23 UHF per una copertura della popolazione stimata all’89,5%), L2 (canali 7 VHF e 11 VHF con una copertura del 91,1%) e L3 (canali 25 UHF e 59 UHF con una copertura del 96,6%), rischia di fare incassare pochi spiccioli al governo Renzi.

Sulla procedura di assegnazione delle frequenze tv da parte dell’Italia è aperta dal 2006 una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea a causa dello scarso livello di concorrenza del mercato tv italiano.

Fonti: MF | finanza.com

Scritto da