Accordo Agcom – Rai per ripianificazione frequenze, meno interferenze e migliore copertura

Migliorare la diffusione del segnale tv Rai (in particolare del mux 1). Ridurre le interferenze che, dallo Switch-off, hanno creato problemi di cattiva ricezione sul territorio nazionale, grazie alla ripianificazione delle frequenze coordinate. E’ questo l’obiettivo dell’accordo sul completamento della rete di piano del servizio pubblico radiotelevisivo c.d. “regionalizzato”, siglato il 1 agosto presso il Ministero dello Sviluppo economico tra Mise, Agcom e Rai.

La qualità della rete della televisione digitale terrestre dedicata al servizio pubblico è condizione rilevante per il perseguimento degli obiettivi di servizio universale e di interesse generale identificati nel contratto di servizio della Rai. L’accordo inoltre ha lo scopo di ottimizzare l’uso delle frequenze e promuovere reti digitali innovative ed efficienti della Rai, attraverso il comune impegno dell’azienda e delle Istituzioni in questa direzione. Per l’Agcom, l’accordo procedimentale si inserisce nell’ambito dell’attività più generale di pianificazione delle frequenze destinate alla televisione digitale terrestre e integra quanto già stabilito nei giorni scorsi con la decisione di approvazione del nuovo Piano Nazionale delle Frequenze (delibera 451/13/CONS).

Il Piano porta a compimento un percorso intrapreso nel mese di ottobre dello scorso anno verso la razionalizzazione e riorganizzazione dello spettro radioelettrico destinato alla televisione digitale terrestre in ambito nazionale, condizione necessaria per un’efficace ed efficiente diffusione dei programmi e di conseguenza condizione imprescindibile per la realizzazione della concorrenza nel mercato dei contenuti radiotelevisivi. Il piano, oltre a pianificare le frequenze delle reti televisive (tra cui i multiplex oggetto della futura asta), avvia il percorso di gestione delle frequenze della banda 700 MHz, per tenere conto dell’interfaccia con il sistema LTE (radiomobile di ultima generazione) e dell’evoluzione del quadro normativo internazionale.

La delibera Agcom 451/13/CONS sulla revisione del Piano Assegnazione delle frequenze per il servizio tv terrestre in tecnica digitale per le reti nazionali, disponibile dal 1 agosto sul sito web dell’Autorità per le comunicazioni, oltre alle esigenze da parte della tv di Stato di copertura e di eliminazione delle interferenze, dispone che la Rai debba utilizzare alcune delle frequenze del digital dividend per pervenire ad un consolidamento della rete del mux 1, entro il 31 dicembre 2016, attuando una progressiva liberazione dei canali non previsti dalla pianificazione a regime, a partire dai canali previsti per le reti poste a gara e pianificati con la delibera n. 277/13/CONS.

Inoltre il servizio pubblico ha l’esigenza di garantire una copertura nazionale, e quindi risorse adeguate, anche al multiplex 5 che costituisce uno degli assetti fondamentali del servizio pubblico, particolarmente per ciò riguarda l’offerta di contenuti in alta definizione. Dispone poi che entro il 2016 dovranno essere liberati i canali 57-60 UHF per uso della banda larga mobile, ed entro il 2020 i rimanenti canali della banda 700 MHz.

La delibera Agcom esamina le richieste delle tv locali su una possibile revisione della pianificazione delle reti nazionali, per riequilibrare la situazione a favore delle emittenti regionali, che sostengono da tempo che non sia stata riconosciuta di fatto la riserva di legge che assegna un terzo delle risorse frequenziali, dal momento che molte delle frequenze destinate alle locali sono non coordinate. In proposito, è stato segnalato che la scarsità di canali e l’incombere di interferenze è decisamente insostenibile sul versante Adriatico, ed ancor più in Puglia. Mentre, con la proposta in discussione le risorse coordinate vengono destinate esclusivamente alla Rai.

La delibera esamina la richiesta di sostituzione del canale 57 UHF soggetto ad interferenze provenienti dall’estero (dalla Svizzera) nella pianura Padana. Lo stesso canale 54 UHF risulta provvisoriamente utilizzato da Rete A in sostituzione del canale 33 UHF, per il quale si provvederà a proporre il coordinamento con la Croazia, in tutta l’area del Nord-Est fino alle Marche settentrionali; pertanto il suo utilizzo in Lombardia potrebbe risultare compromesso. E’ stato ipotizzato, per tale motivo di poter utilizzare il canale 38 UHF (anziché il 54) in sostituzione del canale 57  UHF da attuarsi entro la fine del 2015.

Sempre in tema di interferenze, analogamente a quanto previsto per il canale 56 UHF, si dovrebbe provvedere alla sostituzione nel Sud della Sicilia del canale 38 UHF, che interferisce con i segnali di Malta, con altro canale, e si propone in proposito l’impiego del canale 24 UHF, non più utilizzato per le reti da porre in gara. Per quanto riguarda la prevista sostituzione del canale 56 con il canale 54 UHF  per la definitiva soluzione delle relative interferenze arrecate a Malta, si ritiene che tale sostituzione debba riguardare l’intero territorio della Sicilia, senza tuttavia spingersi, al momento e salvo revisione, fino alla Calabria meridionale che è inclusa nella medesima area tecnica in modo da conseguire un’agevole compatibilità con l’impiego del medesimo canale nell’area tecnica adiacente. Si sottolinea, inoltre, come detta sostituzione debba aver luogo nel più breve tempo possibile, per mantenere fede agli impegni assunti in sede comunitaria.

Il mux 37 UHF occupato da La3, che ha completato la conversione da DVB-H a DVB-T, e richiede una completa parità di trattamento nei confronti di tutte le altre reti, crea interferenze con la Francia in termini di copertura. Per questo  la rete che utilizza il canale 37 UHF dovrebbe poter disporre, nella stessa area, di un altro canale.

Europa 7 ha richiesto di poter sviluppare la propria rete per quanto possibile in tecnica SFN, utilizzando frequenze UHF estese su macro regioni, in aggiunta al canale 8 VHF per le aree in cui le antenne riceventi sono in tale banda, ed il canale 10  VHF solo in quelle limitate e localizzate situazioni in cui l’uso del canale 8 VHF fosse interdetto da ragioni di compatibilità internazionale. La tv di Fracesco Di Stefano, ha auspicato che venga incoraggiato al massimo l’uso dello standard DVB-T2 con codifica H264, dal momento che l’incremento della capacità conseguibile consente di fronteggiare la riduzione della banda disponibile per la radiodiffusione. Ha segnalato inoltre che molte delle grandi aziende vendono ormai solo ricevitori con decoder T2 integrati.  l’Autorità, conferma quanto già enunciato nella relazione tecnica allegata alla delibera n. 300/10/CONS e cioè che il completamento della copertura del canale 8 VHF con il canale 10 VHF non possa che essere alternativo all’accordo procedimentale sottoscritto tra il Ministero dello sviluppo economico e l’operatore; pertanto, l’assegnazione, in determinate aree, del canale 10 VHF alla rete potrà avvenire valutando area per area la situazione in relazione alle frequenze UHF già assegnate nelle aree tecniche attraverso l’accordo procedimentale e successive modificazioni.

E’ stato fatto presente che, in attesa di esito positivo del coordinamento internazionale del canale 33 UHF, esiste la necessità di tutelare da interferenze il canale UHF 54 attualmente assegnato in sostituzione del canale 33 UHF, in alcuni siti trasmissivi del Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Marche. E’ stata segnalata inoltre l’esistenza di gravi interferenze attualmente causate al canale 32 UHF della stessa rete in Umbria da parte del medesimo canale irradiato dalla Rai dal sito di Monte Nerone. Poiché si ritiene che tali utilizzi siano sostanzialmente incompatibili, è stato proposto di valutare l’ipotesi di assegnare alla Rai nella Marche il canale 24 UHF, rivedendo conseguentemente tutta la distribuzione dei canali del Mux 1 Rai sul versante adriatico. Si segnala che la questione deve essere in primo luogo affrontata nell’ambito della verifica del rispetto dei vincoli ai quali sono sottoposte le frequenze UHF del Mux 1 della Rai nelle regioni confinanti. Pertanto appare prematuro definire qui eventuali soluzioni alternative.

TIMB, l’operatore di rete di TI Media, ha richiesto la sostituzione del canale 60 UHF con il 55 UHF. L’Agcom ritiene che il processo debba svolgersi con progressività su tutto il territorio nazionale, iniziando tuttavia dal territorio del sud della Sicilia, al fine di eliminare nel più breve tempo possibile le interferenze nocive verso Malta. Il Garante delibera che la sostituzione completa del canale, da terminare entro il 30 giugno 2015, consentirà di ripristinare, per il relativo multiplex, il grado di copertura inizialmente previsto per tale rete, analogo a quello di tutte le altre reti nazionali, ora compromesso dalle interferenze causate dai sistemi mobili LTE in via di dispiegamento. In ordine a tale aspetto, appaiono del tutto infondate le pretese di ristoro degli oneri per la sostituzione del’UHF 60.

Considerato che nel corso dell’incontro di coordinamento bilaterale tenutosi a Parigi nei giorni 24 e 25 giugno 2013, focalizzato primariamente sulle tematica della banda III VHF, è stato convenuto, tra l’altro, di accedere alla richiesta dell’Amministrazione francese di impiegare il canale 11 VHF su tutto il Lazio, anziché limitarlo nella parte nord fino alla provincia di Viterbo, per migliorare la compatibilità con le utilizzazioni in Corsica (canale 7 VHF); ciò comporta una modesta variazione di uno dei multiplex da mettere a gara (quello composto dai canali 11 VHF e 7 VHF) previsti dalla delibera n. 277/13/CONS, variazione che può essere adottata con il presente procedimento. Inoltre, nella stessa sede è stato evidenziato come l’utilizzo del canale 28 UHF nel Lazio deve essere soggetto al coordinamento con le future utilizzazioni che l’Amministrazione Francese intende attivare.

Revisione del Piano di Assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo terrestre in tecnica digitale per le reti nazionali, di cui alla delibera n. 300/10/CONS (pdf)

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