Archivio del maggio 5th, 2012
Internet: Mediaset su Libero.it e Virgilio.it?
Per il portale italiano Virgilio.it (di proprietà di Telecom Italia) da tempo in vendita è rimasta in corsa solo Naguib Sawiris, società egiziana proprietaria di Libero.it (Wind, Infostrada). L’altro candidato, L’Espresso, secondo fonti di MF, si sarebbe già ritirato. La prossima settimana Telecom Italia e Wind, scrive il Corriere della Sera, formalizzaranno un accordo in merito alle cessione di Matrix Spa, che controlla Virgilio.it.
In un primo momento, si era ipotizzato che Sawiris avesse intenzione di costituire un super gruppo nel mercato dell’informazione e dell’intrattenimento online, in virtù dell’atteso matrimonio tra Libero.it e Virgilio.it. Nelle ultime ore sta prendendo quota un’altra ipotesi: la realizzazione di una nuova proposta di cloud computing, in particolare di nuovi servizi per l’archiviazione, la sincronizzazione e la condivisione di contenuti nella nuvola. Pacchetti cloud destinati in primo luogo alle piccole e medie imprese italiane, e forse proposti in un secondo momento alle realtà aziendali che operano nell’area del Mediterraneo. Ma non è ancora chiaro se Virgilio.it farà parte di questo progetto.
Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, azzarda un’ipotesi realistica che potrebbe divenire un scoop se confermata: «Se Mediaset, come sembra, acquistasse Libero e Virgilio, unendoli a TGCOM, formerebbe un formidabile player del Web». Da Cologno Monseze tuttavia smentiscono seccamente, definendo la notizia priva di fondamento. I grandi portali generalisti italiani in ogni caso fanno fatica a mantenere il business. Matrix nel 2011 ha perso 16,7 milioni di euro e Telecom Italia fatica a sbarazzarsene. Certo che la fusione dei due principali portali italiani con TGCOM garantirebbe al Biscione la leadership sul web, l’unico settore dei media che non risente della grave crisi della raccolta pubblicitaria.
Fonti: MF | il Corriere della Sera
Switch-off Abruzzo: parziale rettifica su graduatoria frequenze del digitale terrestre
Continua la girandola di rinvii e tentennamenti da parte del Ministero dello sviluppo economico sulla faticosa assegnazione delle frequenze tv per le emittenti locali della regione dell’Abruzzo, a pochi giorni dal passaggio definitivo alla tecnologia del digitale terrestre. Una lenta e farraginosa procedura che ha infine provocato la reazione delle stesse tv private, con i conseguenti ricorsi presso il Tribunale Amministrativo del Lazio, che minacciano di bloccare i lavori di Switch-off nella regione, in partenza dal 7 maggio.
Il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni – comunque va avanti, e pubblica una parziale rettifica della graduatoria definitiva per l’assegnazione delle frequenze alle tv locali per la regione Abruzzo, ai sensi dell’art. 4, del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75. La solita incerta assegnazione dei canali tv che vedrà con tutta probabilità la sua conclusione solo dopo l’inizio delle procedure del passaggio al digitale terrestre.
Rettifica parziale graduatoria definitiva – Frequenze locali Abruzzo (pdf, 119 kb)
Rinnovo Agcom, pronto emendamento “anti-lottizzazione”
Secondo indiscrezioni raccolte dal Corriere delle Comunicazioni, le nomine dei quattro commissari e del nuovo presidente dell’Agcom sono fissate per il 22 maggio. E’ possibile, anche se sembra una previsione un pò ottimistica.
Le nuove norme sulla composizione e sulle modalità di nomina dei commissari sono contenute nel Dl “Salva Italia”, che deve ancora passare in seconda lettura alla Camera. La data ultima è il 23 maggio. Le candidature per presidenza e consiglio, inoltre, sono ancora in alto mare e il totonomine è uno stillicidio quotidiano. Insomma, il rischio di uno slittamento delle nomine esiste, tanto più che l’Authority in scadenza a metà maggio attende la pronuncia del Consiglio di Stato sulla richiesta di proroga. Un’eventualità che non sembra poi così remota, visto il precedente parere favorevole nel 2010 alla richiesta di proroga del consiglio uscente dell’Aeeg, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
Quel che è certo è che il criterio di elezione dei commissari della nuova Authority cambierà scongiurando il rischio di “nomine monocolore“. La modifica è contenuta in un emendamento presentato dal senatore Luigi Zanda del Pd: «Il decreto è stato votato in Senato tre giorni fa – dice il senatore – in una settimana o al massimo dieci giorni sarà votato alla Camera, quindi è possibile che venga votato anche prima del 22 maggio e in ogni caso non più tardi del 23. Non prevedo che ci saranno modifiche al testo del Dl alla Camera». Nel dettaglio, il Dl “Salva Italia” contiene la proposta del Governo di ridurre il numero dei componenti dell’Authority da otto a quattro, nonché l’emendamento del senatore Zanda, che modifica il sistema di elezione dei commissari, in modo tale che ciascun senatore e ciascun deputato esprimano il voto indicando un nominativo per il consiglio (e non più per ciascuna delle due commissioni, come avveniva in passato).
La legge del 1997 prevedeva che Senato e Camera eleggessero quattro commissari ciascuno, nominati con decreto del Presidente della Repubblica. Ciascun senatore e deputato esprimeva il voto indicando due nominativi, uno per ciascuna commissione. Un sistema che però, con il dimezzamento dei commissari, sulla carta avrebbe favorito un accordo nella maggioranza che con quelle regole applicate al dimezzamento dei commissari avrebbe potuto fare l’en plein, accaparrandosi l’intera posta (quattro nomine) e monopolizzando entrambe le commissioni. L’emendamento Zanda, presentato per evitare il rischio di “monocolore” in una delle due commissioni della nuova Agcom – una è la commissione infrastrutture e reti, l’altra è quella servizi e prodotti – è giudicato “blindato” dal Pd, che come ribadito da Zanda, non teme modifiche in sede di votazione.
Nel contempo, i deputati democratici Michele Meta, capogruppo del Pd in commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, e Mario Lovelli, in una nota congiunta, «Condividiamo i criteri indicati dal Ministro Passera, secondo il quale occorre introdurre misure di trasparenza e meritocrazia per la nomina dei membri dell’Agcom, della costituenda Authority dei Trasporti e delle altre autorità in scadenza. Riteniamo, però, che la scelta dei prossimi membri di Authority così importanti per la regolazione e la vigilanza di settori delicati come i trasporti e le telecomunicazioni, non possa prescindere da un confronto pubblico e trasparente con il Parlamento. Chiediamo quindi al Governo, e lo faremo formalmente con una risoluzione che depositeremo come Pd nelle prossime ore, di aprire un confronto con le Camere che preveda la presentazione dei curricula dei candidati alle Autorità di regolazione e controllo, specifiche audizioni per delineare la competenza e l’autonomia di ciascun candidato, al fine di effettuare una scelta propedeutica per la crescita dell’economia del Paese e per garantire la tutela dei diritti del consumatore». E ancora, «Chiederemo inoltre al Governo di favorire la scelta di personalità molto competenti in tutti i settori di intervento delle medesime Autorità, e non soltanto in campo giuridico-amministrativo, garantendone l’effettiva indipendenza con rigorose incompatibilità sia in relazione alla politica ma anche alle grandi forze economiche del settore evitando, quindi, situazioni di conflitto di interesse», concludono i due esponenti del Pd.
Una proposta accolta dal senatore Zanda, secondo cui «se le nomine devono essere fatte con trasparenza ci vogliono delle procedure chiare». «In altri paesi le nomine delle Authority avvengono con la presentazione dei curricula da parte dei candidati, che passano al vaglio delle commissioni parlamentari competenti – dice Lovelli – Nel caso dell’Agcom, tocca al Governo proporre il candidato alla presidenza, sulla quale la commissione finisce per dare un parere del tutto formale, anche perché le nomine dei commissari vengono decise in Aula. Sarebbe il caso di introdurre una nuova modalità, secondo cui il parere della commissione abbia un peso maggiore e tenga in maggior conto il profilo dei candidati. In particolare, per quanto riguarda la nuova Authority dei Trasporti, per evitare il rischio di logiche spartitorie». (corrierecomunicazioni.it)























