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Archivio del aprile 14th, 2012

apr
14
2012

Switch-off Puglia: la date del passaggio al digitale terrestre

14 apr 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Puglia, Tv digitale terrestre
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Anche la splendida regione della Puglia si appresta ad effettuare il fatidico passaggio alla tv digitale terrestre. I lavori di Switch-off in tutto il territorio pugliese verranno eseguiti dal 18 maggio al 5 giugno 2012. Tutte le trasmissioni tv analogiche verranno spente a favore dall’accensione di quelle digitali. La transizione alla nuova televisione coinvolgerà ben 258 comuni e ben 4 milioni di telespettatori pugliesi.

La transizione alla tv digitale interesserà inizialmente i comuni della provincia di Foggia (inclusi dal Ministero dello sviluppo nell’Area Tecnica 11 comprendente Abruzzo e Molise). Dal 18 maggio lo Switch-off coinvolgerà quindi il Tavoliere delle Puglie, e a seguire i comuni del Sub-Appennino Dauno, e intorno al 24 maggio la penisola del Gargano. Tra il 24 e il 25 maggio passeranno alla tv digitale i comuni della Terra di Bari,  della Valle d’Itria e del Salento. Termineranno il passaggio tra il 1 giugno e il 5 giugno alcuni comuni delle aree montane e collinari della provincia di Foggia, di Andria-Barletta-Trani, di Bari e dell’Arco Ionico.

Ecco il calendario dello Switch-off della Puglia fornito dal MSE e dalla Fondazione Ugo Bordoni suddiviso per provincia:

Provincia di Foggia (vedi qui il calendario completo comune per comune – pdf):

  • 18 maggio: eseguiranno il passaggio i comuni di Foggia, San Severo, San Paolo di Civitate,Chieuti, Apricena, Lesina, Poggio Imperiale, Serracapriola, San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis, Rignano Garganico, e aree limitrofe.
  • 21 maggio: eseguiranno il passaggio i comuni di Lucera, Cagnano Varano, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Ischitella, Vico del Gargano, Vieste, Carapelle, Troia, e aree limitrofe.
  • 24 maggio: faranno lo Switch-off i comuni di San Giovanni Torondo, Monte Sant’Angelo, Manfredonia, Ordona, Castelluccio del Sauri, Deliceto, Bovino, Ascoli Satriano, Orta Nova, Cerignola, Stornara, Stornarella, e aree limitrofe.
  • 1 giugno: toccherà al comune di Candela e ai comuni confinanti.

Provincia di Barletta-Trani-Andria (vedi qui il calendario completo comune per comune – pdf):

  • 24 maggio: eseguiranno il passaggio i comuni di Barletta, Canosa di Puglia, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Andria, Bisceglie, Trani, Minervino Murge,
  • 1 giugno:  toccherà al comune di Spinazzola e comuni confinanti.

Provincia di Bari (vedi qui il calendario completo comune per comune – pdf):

  • 24 maggio: faranno lo Switch-off i comuni di Bari, Corato, Molfetta, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Giovinazzo, Bitanto,  Modugno, Noicattaro, Triggiano, Acquaviva delle Fonti, Rutigliano, Gravina in Puglia, Monopoli, Fasano, e aree limitrofe.
  • 25 maggio: eseguiranno il passaggio i comuni di Casamassima, Conversano, Santeramo in Colle, Gioia del Colle, Putignano, Castellana Grotte, e aree limitrofe.
  • 1 giugno: infine sarà la volta dei comuni di Poggiorsini, Altamura, e aree limitrofe.

Provincia di Taranto (vedi qui il calendario completo comune per comune – pdf):

  • 25 maggio: eseguiranno il passaggio i comuni di Ginosa, Laterza, Palagiano, Martina Franca, Statte, Crispiano, Locorotondo, Grottaglie, Carisino, Fragagnano, San Giorgio Jonico, Pulsano, Lizzano, Maruggio, Sava, Torricella, Manduria, Grottaglie, Taranto, e aree limitrofe.
  • Dal 1 giugno al 5 giugno: i comuni di Mottola e Massafra, e aree limitrofe.

Provincia di Brindisi (vedi qui il calendario completo comune per comune – pdf):

  • 25 maggio: faranno lo Switch-off i comuni di  Cisternino, Ostuni, Carovigno, Ceglie Messapica, Francavilla Fontata, Oria, Torre Santa Susanna, Latiano, San Vito dei Normanni, Mesagne, Brindisi, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, e aree limitrofe.

Provincia di Lecce (vedi qui il calendario completo comune per comune – pdf):

  • 25 maggio: eseguiranno il passaggio i comuni di Squinzano, Surbo, Carmiano, Trepuzzi, Veglie, Leverano, Lecce, Lizzanello, Copertino, Calimera, Melendugno, Martano, Galatina, Galatone, Nardò, Galatone, Aradeo, Maglie, Sannicola, Parabita, Gallipoli, Casarano, Alliste, Ruffano, Taviano, Ugento, Tricase, Presicce, Castrignano del Capo, Acquarica del Capo, Otranto, Porto Cesareo, e aree limitrofe.


apr
14
2012

Rai: a picco la pubblicità nel primo trimestre 2012 (-17%). E arrivano altri tagli da 60 mln

14 apr 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Dopo i festeggiamenti del dg Lorenza Lei in occasione dell’approvazione del Bilancio 2011 Rai per quei 4 milioni di euro di utile (dopo più di 5 anni di perdite), nel 2012 si torna bruscamente alla realtà. Non sarà l’anno della fine del mondo, ma potrebbe rivelarsi quello del disastro Rai guardando i risultati della Sipra, la concessionaria pubblicitaria della tv pubblica, nel primo trimestre 2012: -17% a gennaio, rispetto alle previsioni, -14% a febbraio e un durissimo -22% a marzo.

La crisi del mercato pubblicitario si fa sentire (Mediaset né sa qualcosa), nonostante gli apprezzabili sforzi dei vertici Sipra. Traducendo tutto questo in denaro, si parla di circa -40 milioni di euro rispetto alle previsioni trimestrali. La Sipra dovrebbe in teoria chiudere il 2012 con introiti prossimi al miliardo di euro: c’è chi ormai prevede invece un realistico 915-920 milioni. Anche se è tutto da stabilire, poiché Olimpiade e Europei di Calcio (teoricamente) potrebbero produrre ottimi affari. Comunque vadano le cose, Sipra chiuderebbe ad almeno -50 milioni: questo, nella migliore delle ipotesi possibili.

Un duro colpo non solo per l’azienda ma anche per la stessa Lorenza Lei, candidata alla successione di se stessa (e sponsorizzata dal Vaticano), che contava di poter mostrare al ministero del Tesoro (azionista Rai, dunque Mario Monti in persona) e al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera una ottimistica previsione di pareggio anche per il 2012. Per mantenere un simile impegno, non le resta che dare il via a una ulteriore manovra, che tradotto significa ulteriori tagli ai costi.

Tre giorni fa, in una ristretta riunione in vista del Cda convocato per il 26 aprile (quando si discuterà la prima riprevisione di bilancio 2012) Lorenza Lei e i vicedirettori generali Gianfranco Comanducci e Antonio Marano, con i dirigenti del comparto finanziario, hanno messo a punto una possibile manovra da ben 60 milioni di euro. La fetta che riguarda più da vicino il telespettatore è il -20 milioni immaginato per gli investimenti nella produzione. Cioè meno soldi per la fiction, per tutti i programmi prodotti dalla Rai, per l’intrattenimento e gli show. I tagli coinvolgeranno quindi le reti Rai: -5 milioni a Raiuno, -3,5 a Raidue, -1 a Raitre, -2 al resto della produzione dei vari canali digitali, e soprattutto l’informazione già ridotta all’osso dai precedenti Piani industriali.

Il Piano di riassetto infinito della Lei non risparmierà gli asset Rai (-15 milioni di euro) a partire dal cinema, e riserva -5 milioni alle spese della Corporate (dagli impegni di rappresentanza alla comunicazione). Per la prima volta Viale Mazzini potrebbe toccare i dipendenti con altri 20 milioni sottratti dai premi di risultato previsti in caso di bilancio positivi e alle parti mobili degli stipendi dei dirigenti. Ma la stretta sul Bilancio Rai sarà pagata come al solito dai precari, tanti contratti a tempo determinato non saranno rinnovati e quelli a progetto verranno ridotti ancora una volta.

Ora il dossier, dopo un’ultima limatura da parte dei vicedirettori generali, è sul tavolo di Lorenza Lei. Che dovrà affrontare un nodo spinosissimo. Può la Rai, tv pubblica e legata a un contratto di servizio, incidere così pesantemente sulla quantità e la qualità dei programmi condannando i palinsesti a un inevitabile impoverimento editoriale e anche a un congruo ricorso alle repliche? Altro punto interrogativo. Tagliare sul prodotto significa necessariamente produrre meno novità e diventare meno appetibili verso i clienti pubblicitari. Non si aggraverebbero così i problemi della Sipra, ma si andrebbero a risolvere forse quelli di Publitalia 80, concessionaria di Mediaset ancora più in crisi?

Un direttore generale che abbia davanti a sé altri due anni di incarico potrebbe sostenere il peso di un bilancio negativo puntando a una migliore performance l’anno seguente. Ma Lorenza Lei deve necessariamente pensare all’immediato. Difficile pensare che deciderà di non tagliare. A dimostrazione del clima che regna alla Rai, ci sono i 38 dipendenti licenziati a New York da Rai Corporation, attiva da 51 anni negli Stati Uniti, per la politica di ottimizzazione delle risorse decisa nei consigli di amministrazione della fine dello scorso anno.

Fonti: Il Corriere della Sera | Il Fatto Quotidiano



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