Archivio del aprile 10th, 2012
Internet è un bene comune, nasce un nuovo movimento per la Rete
Internet chiama. Ed il suo popolo risponde. E così in poche ore dal lancio di “Internet Bene Comune”, nato da un’idea di Fondazione Sistema Toscana, aumentano con il passare dei minuti le adesioni al movimento che ha come obiettivo quello di sensibilizzare cittadini, amministratori, imprese e istituzioni, sull’importanza fondamentale che la Rete ha in tutti gli ambiti del vivere quotidiano. L’accesso ad Internet come un diritto di tutti, alla pari dell’accesso all’acqua.
E sarà proprio un manifesto a sancirlo, dopo che sarà completato da tutti i cittadini che potranno contribuire direttamente alla sua stesura. L’iniziativa vuole replicare per Internet quello che è stato fatto dal movimento ‘Acqua Bene Comune’. ‘Internet Bene Comune’ punta a fare in modo che ogni comune, provincia, regione, adeguatamente sensibilizzato, possa approvare un documento che sancisca idealmente il ‘diritto’ ad Internet, visto appunto come Bene Comune. ‘Internet Bene Comune’ sara’ declinato da un punto di vista antropologico, popolare, positivo e assolutamente divulgativo.
‘Internet Bene Comune’ nasce dal web e si svilupperà attraverso la capillarità garantita dalla rete e dai social network. Basterà infatti collegarsi al sito internet ed inviare anche un contributo video o condensare con i 140 caratteri di twitter l’importanza di Internet al giorno d’oggi. E partirà proprio dalla risposta all’hastag #internetbenecomune (che in poche ore ha già scalato la classifica delle parole chiave più utilizzate su twitter) la stesura dello stesso manifesto.
Tra i primi firmatari del manifesto Enrico Rossi, governatore della Toscana, la prima regione italiana che ha lanciato il movimento, da sempre in prima fila nell’abbattimento del digital divide. Attraverso i diversi canali attivati, come Facebook , Twitter e Youtube, tutti cittadini potranno spiegare le loro personali ragioni sull’importanza di Internet Bene Comune, e partecipare così alla stesura del manifesto: secondo Enrico Rossi, ad esempio, «la primavera dello sviluppo e della crescita passa anche da internet», mentre secondo il giornalista Ciro Pellegrino, «#internetbenecomune anche perché il giornalismo libero non deve mai trovare barriere e censure».
C’è anche, però, chi non rinuncia all’ironia (altro marchio distintivo di twitter), come Gianni Riotta, che scrive: «Se #internetbenecomune come mai non mi arriva un cent dal miliardo di dollari dell’affare facebook instagram? #èsoloundubbio». Solo alcuni dei tweet che in queste ore stanno invadendo la rete, superando – naturalmente – anche i confini della regione: perché l’idea sarà anche toscana, ma – per l’appunto – Internet è un bene comune. Che non conosce confini. E che – obiettivo del movimento – deve diventare un diritto.
Fonti: corriere.it | Asca
Frequenze tv, Passera: “via il Beauty Contest, sarà un’asta a pacchetti”
La Repubblica titola stamane in prima pagina la svolta del governo sull’assegnazione delle frequenze televisive. Il Beauty Contest sarà annullato e partirà un’asta onerosa a pacchetti (e probabilmente a basso costo), ha dichiarato il ministro dello sviluppo Corrado Passera.
Nessuna frequenza tv in regalo per le televisioni nel contestatissimo concorso di bellezza. «Il beauty contest verrà azzerato. – ha annunciato Passera – La prossima asta sarà fatta di pacchetti di frequenze con durate verosimilmente diverse». Il ministro quindi anticipa le dichiarazioni sulla vendita dei canali tv previste per il 20 aprile, e rompe gli indugi individuando il percorso per assegnare i multiplex di frequenze d’intesa con l’Europa e l’Agcom.
Goffredo De Marchis, dalle colonne del giornale diretto da Ezio Mauro, ipotizza che i canali 54, 55 e 58 UHF verranno messi in palio per un periodo di soli 3 anni. Fino al 2015, quando le stesse frequenze potrebbero essere destinate ai servizi di banda larga mobile. Ed è proprio la banda 700 MHz il bene più prezioso del lotto (che guardacaso nel beauty contest sarebbe stato assegnato a Rai e Mediaset), visto che fa gola agli operatori del web, cioè al futuro delle comunicazioni. Il resto dei canali in banda VHF e a multifrequenza più strettamente televisivi e meno pregiati può invece essere assegnato per un periodo più lungo.
Le decisioni del governo tecnico devono però passare al vaglio della Commissione europea, che ha imposto anni or sono la stessa gara all’Italia per aprire il suo mercato televisivo e per annullare la procedura di infrazione alle regole sulla concorrenza. E devono essere approvate dei partiti di maggioranza, senza dimenticare l’incrocio delicato con il rinnovo dei vertici della Rai. Sarà poi l’Agcom a stabilire tempi e modalità dell’asta.
Già domani possono arrivare risposte importanti. Il commissario Ue all’agenda digitale Neelie Kroes sarà infatti a Roma per un convegno della Confindustria con Passera. L’occasione buona per fare il punto sulle frequenze tv. Secondo Mediobanca lo Stato può incassare 1-1,2 miliardi dalla vendita dei multiplex. Ma si teme, a causa delle forti pressioni del Pdl, che la vendita possa finire a basso costo, con un massimo 10 milioni di euro per lotto. Se non ci saranno intoppi comunque prima dell’estate l’Authority potrebbe indire l’asta.
«L’azzeramento del beauty contest è una buona notizia – ha commentato Paolo Gentiloni (Pd) – Ora mi aspetto che il governo non subisca i veti dei partiti e che punti ad ottenere il massimo di risorse economiche dalla gara. Spero di non assistere a un’asta low cost». «Bisogna stare attenti al Pdl. L’asta deve essere vera. Girano alcune indiscrezioni che riferiscono di una vendita fatta su base di pochi milioni. E’ vero che il mercato televisivo è saturo - continua Gentiloni – e soffre una crisi profonda per il calo della pubblicità. Ma non credo sia possibile un’asta low cost».
Fonte : La Repubblica























