Tv Digital Divide

Blog sul mondo della Tv Digitale Terrestre e della rete Internet

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Archivio del novembre, 2011

nov
30
2011

Sky si ritira dal concorso di bellezza (beauty contest) del digitale terrestre

30 nov 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, News, Tv digitale terrestre
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Sembra incredibile (ma non troppo), il concorso di bellezza del digitale terrestre perde uno dei suoi protagonisti più discussi e controversi. Sky Italia ha preso la decisione “incondizionata e con effetto immediato” di ritirare la propria domanda di partecipazione al beauty contest che andrà ad assegnare gratuitamente 6 frequenze tv agli operatori nazionali.

Una decisione clamorosa, visto che Sky, l’operatore satellitare di Rupert Murdoch, ha dovuto affrontare ricorsi e dibattimenti presso le istituzioni italiane ed europee per essere ammesso alla gara non competitiva, pensata e attuata dall’ex ministro Romani. «Sky - spiega Sky in una nota – ha partecipato al Beauty Contest, avviato dal precedente Governo, sulla base di una specifica autorizzazione ricevuta nel luglio 2010 dalla Commissione Europea, autorizzazione che sottolineava come proprio Sky avesse contribuito allo sviluppo della concorrenza nel mercato televisivo italiano e come la sua partecipazione alla gara per l’assegnazione delle frequenze sul DTT avrebbe comportato un’ulteriore apertura del mercato». «La lunghezza dei tempi, ad oggi ancora indeterminati, che hanno caratterizzato lo svolgimento di questa gara – prosegue il comunicato – e che impatteranno inevitabilmente sull’assegnazione delle frequenze, sono però diventati del tutto incompatibili con l’esigenza di pianificare con certezza gli investimenti che sarebbero necessari nel caso di un’ipotetica assegnazione».

Questa indeterminatezza dei tempi, sempre secondo Sky, si sarebbe accompagnata a un bando «che contiene elementi discutibili, legati all’adozione di un disciplinare di gara con regole che oggettivamente favoriscono operatori già attivi sul mercato (cioè Rai, Mediaset e TI Media). Va ricordato che proprio tali regole hanno portato alcuni partecipanti alla gara, tra cui la stessa Sky, a presentare ricorsi all‘autorità competente, ricorsi che potrebbero moltiplicarsi una volta annunciate le assegnazioni delle frequenze».

«Ci auguriamo che questa nostra decisione, per quanto difficile e onerosa, possa dare un serio contributo ad avviare un dibattito aperto e costruttivo sul futuro della televisione nel nostro Paese – ha detto Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia  – un futuro che in Italia, come in tutto il mondo, vede lo sviluppo e l’affermarsi di nuovi modelli di business basati anche su forme e tecnologie diverse dal digitale terrestre, basta pensare al successo che in altri mercati stanno avendo operatori che distribuiscono i loro programmi via DSL e fibra».

Sembra proprio che Sky, rinunciando alla tv terrestre, punti sugli investimenti delle nuove tecnologie della tv convergente, dai contenuti veicolati su tablet e smartphone, fino a quelli trasmessi sui dispositivi connessi (televisori e decoder set-top-box) tra tv e Internet. Ma non si esclude che il colosso del satellite possa decidere di affittare delle frequenze tv sul digitale terrestre da alcuni operatori che si aggiudicheranno un multiplex nella non-gara indetta dal Ministero, o addirittura dal mux di 3 Italia che potrebbe subire una conversione, recentemente richiesta al Ministero, della frequenza 37 UHF da DVB-H per la tv mobile a DVB-T.

L’assegnazione di nuove frequenze per la televisione digitale terrestre era stata imposta dalla Commissione europea per favorire l’apertura del mercato italiano e per chiudere una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Procedura sospesa, ma che il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia non ritirerà fino a quando l’assegnazione non sarà avvenuta e avrà verificato la reale apertura del mercato. Nel concorso di bellezza, adesso, rimangono Canale Italia, Telecom Italia, Mediaset, Prima Tv (Tarak Ben Ammar), Europa7 e Rai. Tra questi sono Mediaset e Prima Tv non hanno presentato ricorso contro la gara. Una gara pubblica, passata nelle mani del neoministro Passera, che pare sempre più a rischio rinvio per una ridefinizione del bando.

Fonte: repubblica.it | ilsole24ore.it



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nov
30
2011

Rai: al via le misure anticrisi per 85 mln di euro. Protestano i sindacati

30 nov 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News, Tv digitale terrestre
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La Rai stringe la cinghia e taglia i costi per 85 milioni di euro per frenare il passivo da 350 mln previsto nel 2012. Il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato ieri all’unanimità alcune misure: dall’integrazione delle redazioni di Rai News con Televideo, alla riduzione delle sedi estere, dalla cessione di immobili non operativi, al taglio della produzione di Rai Italia per gli italiani all’estero. Misure drastiche che dovrebbero consentire risparmi a regime per 85 milioni di euro in grado di mettere un freno al deficit previsto per il prossimo anno, invista anche delle spese per i diritti sportivi, ad esempio delle prossime Olimpiadi, che peseranno sul bilancio dell’azienda televisiva pubblica per altri 150 milioni di euro.

Tra gli appunti del dg Lorenza Lei c’è anche una «drastica riduzione » delle auto blu aziendali e di molte altre spese correnti considerate di rappresentanza e quindi superflue (a partire da alcuni benefit per i dirigenti e dalle mazzette dei giornali per approdare agli stessi arredi degli uffici). Il cda di Viale Mazzini ha pure discusso in merito al rinnovo del contratto per i diritti sportivi in chiaro. Le richieste dalla Lega Calcio sono considerate eccessive (58 milioni per il prossimo biennio) e, se non diminuiranno, l’azienda pubblica potrebbe decidere di conservare i diritti per la Domenica Sportiva, ma il programma storico 90° minuto, e altri come Stadio Sprint e Sabato Sprint verranno tagliati. La decisione sarà comunque presa entro i primi dieci giorni di dicembre. Per ora è certo che un altro programma non verrà più trasmesso: Mi manda Rai3, ma questa volta per gli ascolti non positivi.

La Rai precisa che le misure si aggiungono alla manovra di 70 milioni di euro varata a maggio 2011, saranno seguite da altri interventi nel budget 2012 e troveranno completamento nel Piano Industriale 2012-2014 in fase di predisposizione. Le sedi estere passeranno dalle 15 attuali a 9: verranno chiuse Nuova Delhi, Madrid, Istanbul, Nairobi, Mosca, Buenos Aires e Beirut, mentre resteranno operative Berlino, Bruxelles, Il Cairo, Gerusalemme, Londra, New York e Washington, Parigi e Pechino. Ma spariranno i vecchi uffici, spesso prestigiosi ma giudicati troppo costosi: i giornalisti avranno un supporto logistico presso un’importante agenzia di informazione esterna che sia presente in tutto il mondo.

Nascerà, con ogni probabilità verso febbraio, una nuova offerta All News Rai con una mega-testata da circa 210 giornalisti. Sarà il frutto della fusione di Rai News, Televideo, delle redazioni online delle singole testate, del settore giornalistico di Rai Italia (la vecchia Rai International). Le nuove All News Rai daranno vita a un unico sito online, sul modello dei grandi network televisivi. Di conseguenza cambierà anche il senso editoriale di Rai Italia utilizzando «il meglio della Rai» nella sua programmazione e la stessa nuova redazione di All News. Infine verranno ceduti terreni inutilizzati e, in prospettiva, si ritenterà la vendita di alcuni stabili, primo tra tutti palazzo Labia, sede di Venezia (nel 2008 una richiesta di 40 milioni non trovò acquirenti).

Plaude all’unanimità della decisione il consigliere Antonio Verro, mentre il collega Giorgio Van Straten chiede che «con la nuova situazione politica si proceda il più possibile con scelte condivise. Non è mai gradevole intervenire in situazioni di crisi, ma è importante che non ci siano interventi pesanti dal punto di vista occupazionale». Nino Rizzo Nervo chiama in causa il governo: «Le misure rappresentano un primo indispensabile passo sulla via del risanamento, ma non sono ancora sufficienti. Se l’azienda deve compiere appieno la sua parte, il governo non può sottrarsi, però, alle sue responsabilità». «Non accetteremo tagli al prodotto. Men che meno mentre proseguono sperperi altrove», è la prima reazione dell’Usigrai che chiede un incontro urgente all’azienda. Secondo il segretario della Slc Cgil, Emilio Miceli «si taglia il prodotto diminuendo la qualità della offerta, anzichè intervenire sulle collaborazioni» che rappresentano «un’area discrezionale al servizio della politica».

Il cda si riunirà nuovamente giovedì prossimo e all’ordine del giorno tornerà un piccolo pacchetto di nomine: Carlo Nardello per lo Sviluppo strategico, Valerio Fiorespino alle Risorse Televisive e Giancarlo Biacca alla vicedirezione Abbonamenti.

Fonti: il Corriere della Sera | Ansa



nov
30
2011

Switch-off Umbria, Vinti: “passaggio al digitale terrestre meno traumatico del previsto”

30 nov 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News, Tv digitale terrestre, Umbria
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Lo Switch-off del digitale terrestre presegue il suo cammino in Umbria. Oggi sarà la volta della città di Terni. Dopo il positivo passaggio della città di Perugia, intanto, l’assessore regionale Stefano Vinti, ha affermato che «stando alle prime rilevazioni effettuate, non solo il passaggio al digitale è stato molto meno traumatico di quanto accaduto in altre regioni, ma ha consentito altresì un notevole miglioramento nella ricezione del servizio».(Vedi qui il calendario completo dello Switch-off)

Si segnalano comunque alcuni problemi di ricezione nel comune di San Gemini. A soffrire di più le emittenti locali: la copertura è a macchia di leopardo. Federconsumatori denuncia «Il passaggio sta creando problemi in varie zone della provincia. In Valserra – denuncia Federconsumatori Terni – duecento famiglie non ricevono alcun segnale tv. Per quanto ne sappiamo, a tutt’oggi in quella zona non sono state installate le apparecchiature idonee per la ricezione del nuovo segnale, né è stata effettuata la procedura, dalle autorità competenti, per l’assegnazione dei nuovi canali. Per tutte queste persone non rimane che affidarsi alla parabola satellitare». Attraverso il proprio responsabile locale Umberto Ricci, la Federconsumatori ha incaricato i propri avvocati di verificare la possibilità di una class-action. «La Rai – conclude Ricci – avrebbe dovuto effettuare per tempo una verifica delle potenziali zone a rischio ricezione e comunicare agli interessati il problema».

Intanto l’assessore regionale Vinti ha incontrato martedì scorso gli enti locali nel cui territorio sono presenti impianti di loro proprietà nei quali è necessario l’adeguamento per la trasmissione del digitale terrestre: Baschi, Cerreto, Città di Castello, Foligno, Nocera, Cascia, Sellano, Monte Santa Maria in Tiberina. Obiettivo dell’incontro, al quale ha partecipato la maggior parte degli enti coinvolti, era quello di mettere in condizione tutti gli impianti di trasmettere i programmi del servizio pubblico. Sostegno Vinti ha assicurato «il massimo sostegno della Giunta regionale per la compilazione delle richieste di autorizzazione necessarie e, soprattutto, la disponibilità di un cofinanziamento per le spese di installazione della tecnologia necessaria alla copertura di tutto il territorio regionale».

Fonte: umbria24.it | Asca


nov
30
2011

TI Media: ipotesi ingresso di Tarak Ben Ammar (fino al 40%)

30 nov 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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L’identikit del socio industriale e commerciale pronto a rilevare una quota importante della società (si dice fino al 40%) e a incidere nella governance tratteggiato da Giovanni Stella, vicepresidente e amministratore delegato di Telecom Italia Media, porta dritto a un nome: Tarak Ben Ammar, almeno secondo MF – Milano Finanza.

L’imprenditore e finanziere franco-tunisino che ieri MF – Milano Finanza ha provato a contattare, attivo da anni in Italia con i gruppi Prima Tv, Europa Tv e le case di produzione e distribuzione cinematografica Eagle Pictures e Lux Vide, secondo quanto appreso da fonti qualificate avrebbe rotto gli indugi e avrebbe dato il via allo studio di un’offerta per l’ingresso nel capitale di TI Media. La spinta in questa direzione sarebbe sostenuta dall’interesse di alcune istituzioni del Qatar disposte a mettere sul tavolo i capitali necessari.

L’obiettivo primario dell’uomo d’affari vicino sia al proprietario di Mediaset Silvio Berlusconi sia al tycoon australiano di News Corp, Rupert Murdoch, è rappresentato dall’asset La7, l’emittente che nell’ultimo anno, ponendosi criticamente nei confronti del governo Berlusconi, ha accresciuto gli ascolti fino a raddoppiare lo share medio giornaliero al 4% con picchi superiori all’11% registrati dal Tg diretto da Enrico Mentana e dal programma satirico di Maurizio Crozza. Ben Ammar conosce la storia e l’evoluzione di TI Media e della tv più importante del gruppo sedendo da anni nel consiglio d’amministrazione della controllante (77,7%) Telecom Italia.


nov
30
2011

Switch-off Toscana, a Firenze interi quartieri senza Rai e Mediaset

30 nov 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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La fase tecnica principale del passaggio al digitale terrestre in Toscana è terminata il 23 novembre. Continuano invece a spuntare come funghi i problemi di ricezione della nuova tv in tutto il territorio della regione, anche se in modo molto circoscritto. Dopo i grossi disservizi causati dalla messa a punto della rete di segnali di Mediaset e La7, soprattutto nella parte sud della Toscana, gli oscuramenti continuano a imperversare su Firenze.

Nella splendida città toscana infatti da  giorni giungono innumerevoli segnalazioni dei fiorentini, spesso imbufaliti, che non riescono assolutamente a vedere i canali nazionali. Dalle zone centrali della città, come l’Oltrarno, si registrano problemi di copertura dei tre canali Rai. In zona Firenze Sud invece non si riesce proprio a sintonizzare il bouquet di canali di Mediaset e Mediaset Premium. E da più di dieci giorni dallo Switch-off una discreta parte dei cittadini di Firenze continua a subire gli effetti collaterali del passaggio alla tv digitale. Per il consigliere dell’UDC Massimo Pieri sarebbero addirittura migliaia di utenti che, tra Firenze e provincia, non riescono a vedere i canali Rai e Mediaset.

«E se nel caso di Mediaset – dichiara il consigliere – siamo davanti a un disservizio da parte di un’azienda privata, che pur facendo pagare un abbonamento, non ha evidentemente provveduto a disporre gli strumenti tecnici adeguati», nel caso della Rai «il danno subito dai cittadini risulta ancora più grave, dato che si tratta di un’azienda di servizio pubblico». «Ci chiediamo – domanda Pieri – chi pagherà i danni ai cittadini che non possono usufruire della visione dei canali televisivi nonostante il pagamento di canone e abbonamento».

E’ per questo che il consigliere del gruppo UDC ha inviato una lettera al presidente Rai, Paolo Galimberti, e al presidente della commissione di vigilanza, Sergio Zavoli, per chiedere di risolvere al più presto l’inconveniente tecnico. Inconveniente, però, che, secondo la Sala Operativa di Uncem Toscana, non è dovuto alle emittenti, ma alle antenne condominiali. «Su Firenze la situazione si sta normalizzando», spiegano dalla sala operativa. «Resta qualche problema di copertura nella zona di Borgo San Lorenzo, dove ci sono sacche che hanno difficoltà a ricevere il segnale del digitare terrestre. Negli altri casi, come in Oltrarno, si tratta di un problema di orientamento dell’antenna o di filtri, sempre dell’antenna, che non permettono di ricevere le frequenze». In questi casi, l’unica soluzione per tornare a vedere i canali è chiamare un antennista e farsi sistemare l’impianto.

Fonte : La Nazione


nov
29
2011

Switch-off Marche. Solazzi: “Se una sola tv locale sarà oscurata, chiederemo risarcimento”

29 nov 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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Ancona – Il presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Vittoriano Solazzi attacca l’Agcom, l’autorità delle telecomunicazioni: «Avevamo chiesto il rinvio dello Switch-off al maggio 2012; se una sola emittente locale sarà oscurata, reagiremo».

Il passaggio al digitale terrestre nelle Marche prenderà il via il 5 dicembre (guarda qui il calendario completo del passaggio) e «se anche una sola emittente locale sarà oscurata», il presidente dell’Assemblea legislativa regionale è pronto ad essere «alla testa di un’azione legale per la richiesta di risarcimento danni». Protagonista di un’invettiva contro l’Agcom oggi, durante una conferenza stampa, Solazzi ha accusato l’autorità di «totale insensibilità», di fronte alle richieste da parte della Regione e delle parti sociali per il rinvio dello Switch-off al 2012, anzi di avere messo a segno un «colpo di Stato» nel non tenere conto delle richieste della Regione Marche – «non un privato cittadino, ma un’istituzione» – nel Piano nazionale delle frequenze.

«Ci sono frequenze attribuite a noi e ad altri Paesi della ex Jugoslavia – ha denunciato -, con il rischio di interferenze che cancellerebbero le emittenti locali, un patrimonio di informazione e di democrazia». «Le frequenze pulite – ha proseguito – sono state assegnate ai grandi network, che le usano per ripetere gli stessi programmi, magari a orari diversi. E’ più utile questo oppure salvare le piccole emittenti che hanno fatto investimenti e garantiscono posti di lavoro?».

Fonte: ilrestodelcarlino.it


nov
29
2011

Digitale terrestre Emilia-Romagna: un anno dopo ancora molti problemi

29 nov 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in News Tv Digital Divide
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Bologna – A Rimini e provincia, ma anche a Ferrara e in tutti i comuni dell’Emilia-Romagna la tv analogica è oramai da tempo morta e sepolta. Ma, come afferma Alessandra Goldoni sul quotidiano Il Resto del Carlino, anche il digitale terrestre non si sente troppo bene. Non si contano più infatti i problemi e i disagi televisivi quotidiani subiti dai telespettatori che hanno affrontato nel novembre scorso uno Switch-off pieno di contraddizioni e ritardi, un passaggio che ha portato con sè la sparizione di alcuni canali, la confusione nella numerazione degli stessi, e i gravi problemi di copertura del segnale.

Il flop più eclatante della tv digitale nella regione è rappresentato molto probabilmente dall’assenza, durata molti mesi poi risolta da RaiWay, del TG Regionale Emilia-Romagna dagli schermi dell’utenza, che riusciva a vedere perfettamente (in alcuni casi) i telegiornali Rai del Veneto o della Lombardia, ma non quello di casa. E inoltre continua il buio catodico a Ferrara e provincia, i cui cittadini sono alle prese con il problema dei ripetitori del grattacielo, e proseguono gli oscuramenti nelle aree collinari e nei comuni marittimi della provincia Rimini e nei comuni limitrofi . Un disservizio troppo prolungato e frustrante che ha spinto la stessa Provincia di Rimini ad intraprendere un ricorso individuale pilota contro Rai e il Ministero dello Sviluppo.

Il vicepresidente del Codacons dell’ Emilia-Romagna, Fabio Galli, dalle pagine del quotidiano bolognese, afferma:«Altrochè benefici, il digitale terrestre ha portato soprattutto spese e disagi in più». Ancora oggi riceve lamentele e proteste da cittadini che si sentono traditi se non truffati dal nuovo segnale.  I decoder prima di tutto. Dicevano che bastavano 20 o 30 euro per comprare un apparecchio decente e invece molti di questi aggeggi si sono rivelati dei bidoni. Quei decoder sono finiti nella spazzatura è stato necessario comprarne altri, più costosi. E non è tutto. C’è gente che aveva cambiato la scheda dell’ antenna troppo prima del digitale. Ha dovuto rimetter mano al portafoglio. Per non parlare di quelli che abitano in montagna e che per veder qualcosa hanno dovuto acquistare l’antenna parabolica».

«Ci sono utenti, soprattutto anziani, che di fronte alla prima difficoltà rinunciano a vedere la tivù o aspettano l’aiuto del figlio che ritorna a casa la sera. Perchè bisogna chiedere loro di interessarsi di elettronica o di imparare a maneggiare con destrezza due telecomandi? Il digitale doveva rappresentare un aiuto, non una complicazione». «Volevamo fare una mappatura (delle are più critiche della regione – ndr), ma ci abbiamo rinunciato. Segnalazioni di problemi e disservizi arrivano da un po’ tutte le parti. Diciamo che si si salvano Piacenza e il Parmense. In certe zone di Modena per andare sul primo canale Rai bisogna digitare 851; per andare sul secondo 852 e ogni tre-quattro giorni va risintonizzato il televisore. Mica tanto normale…».


nov
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2011

Switch-off Marche, CGIL: “Rinviare il passaggio al digitale terrestre al maggio 2012″

29 nov 2011 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in La verità sul digitale, Marche, Tv digitale terrestre
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Ascoli Piceno – «L’assoluto quadro di incertezza tecnica, il mancato coordinamento con l’Abruzzo per lo Switch-off, la mancanza di frequenze ‘coordinate’ con i Paesi balcanici che costringeranno le tv locali a diminuire la potenza di trasmissione su valori dalle 100 alle 1000 volte inferiori rispetto alle omologhe emittenti nazionali per non disturbare le legittime trasmissioni dai Paesi vicini, provocheranno il drastico ridimensionamento delle tv marchigiane con conseguenze davvero pesanti sull’occupazione e sul pluralismo dell’informazione».

Lo sostiene la Slc Cgil Marche, a pochi giorni dal passaggio al digitale terrestre anche nella regione. «Il recente successo dell’operazione di Michele Santoro – aggiunge il sindacato – dimostra quanto sia forte il peso in audience delle tv locali e quanto possano fungere da contraltare al mercato bloccato delle tv nazionali, monopolizzato da due o tre soggetti al massimo. Per questi motivi anche la Cgil si unisce al coro di tutte le istituzioni locali, delle Associazioni di categoria e delle emittenti televisive che hanno chiesto alle Autorità competenti di rimandare lo Switch-off nelle Marche al maggio 2012, in concomitanza con quello abruzzese». (AGI)


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