Archivio del settembre 29th, 2011
Comizi d’Amore, a fine ottobre parte la tv liquida di Michele Santoro
In un articolo di ieri, mercoledì 28 settembre, sul quotidiano Italia Oggi, Claudio Plazzotta ci spiega chi sono gli imprenditori, i soci e i collaboratori che aiuteranno Michele Santoro nella realizzazione di quella tv liquida (che verrà trasmessa in modalità multipiattaforma sui canali terrestri locali, sul satellite di Sky, e sul Web) che partirà a fine ottobre con i suoi Comizi d’amore.
In primis, la società con cui l’autore di Samarcanda e Annozero produrrà e distribuirà la sua trasmissione è la Zerostudio’s, fondata il 25 maggio del 2010 dallo stesso Santoro e, al 50%, da sua moglie, la psicologa riminese Sanja Podgajski, per un investimento complessivo di 100 mila euro (50 mila euro ciascuno). Questa società, lo scorso 19 settembre, ha deliberato un aumento di capitale per consentire l’ingresso di nuovi soci.
Un primo passo è stato compiuto dall’Editoriale Il Fatto (che edita l’omonimo quotidiano), che lo scorso 20 settembre ha a sua volta deliberato l’aumento di capitale per 350 mila euro, finalizzato all’acquisto del 17,58% della Zerostudio’s. Ciò significa che il capitale della scatola di Santoro è stato valorizzato per circa 2 milioni di euro. In poco più di un anno, perciò, si è passati da 100 mila euro a 2 milioni di euro. Già un bel guadagno per Santoro e signora. A Santoro e signora rimane una quota attorno al 51%, a cui si affi ancherà l’associazione Servizio Pubblico con il 24,5% e, come detto, l’Editoriale Il Fatto con il 17,58%.
La fetta restante verrà assorbita nella gran parte dalla Videa, la società di produzione di Sandro Parenzo, e per una quota minore dalla casa di produzione Etabeta. Nel frattempo è già stata annunciata la composizione del nuovo consiglio di amministrazione di Zerostudio’s (anche se da visure camerali non risulta ancora nulla): il presidente e amministratore delegato sarà Cinzia Monteverdi, socia dell’Editoriale Il Fatto, e attiva pure con la Editoriale Il Male, che ha rilevato lo scorso 27 giugno il 50%, insieme con l’altro editore Francesco Aliberti (anch’esso socio del Fatto). Nel consiglio della Zerostudio’s siederà pure Angelica Canevari, che è consigliere delegato della Videa di Parenzo. Poi ci saranno, ovviamente, Santoro e la moglie. E, infi ne, Giulia Innocenzi (in rappresentanza dell’associazione Servizio Pubblico), giornalista che già aveva affiancato Santoro, in video, nelle ultime edizioni di Annozero.
Al momento non compaiono in cda rappresentanti della Etabeta, una delle più importanti case di produzione televisiva in Italia, con teatri di posa a Roma, Napol i e Milano, e un fatturato superiore ai 25 milioni di euro. La Etabeta, presieduta da Roberto Mazzantini e guidata dall’a.d. Giulio Politi, è controllata dal Gruppo comunicazione Italia, a sua volta posseduto dalla Sasonisa, di diritto lussemburghese.
Per il nuovo programma di Santoro, Comizi d’amore, si prevedono costi di 250 mila euro a puntata. Con cinque puntate fissate da fine ottobre a metà dicembre del 2011, e, se le cose andranno bene, altre 20 puntate in programmazione per la prima metà del 2012. Il finanziamento dell’avventura editoriale sarà di due tipi: la fetta più grossa dovrà arrivare dalla pubblicità, raccolta dalla concessionaria Publishare (12 milioni di euro di fatturato nel 2010), controllata al 50% da Parenzo, e al 50% dalla Repubblicam di Enzo Campione e Fiorenza Mursia. Una parte, probabilmente minoritaria, di fondi arriverà anche dall’associazione non profit Servizio Pubblico, creata a tutela della libertà di stampa e di pensiero e che chiede ai cittadini una quota di almeno 10 euro per l’iscrizione.
Guardando l’intera operazione Santoro da un punto di vista strettamente finanziario, la sfida è improba. Sotto un profilo di audience, l’iniziativa avrà probabilmente successo, potendo contare su un popolo di aficionados che seguirà l’anchorman pure sul web, sulle tv locali o Sky, come già successo con Tutti in piedi o Raiperunanotte. Il problema è la raccolta pubblicitaria: come già dimostrato, per esempio, dal Fatto quotidiano (che vive molto bene grazie agli incassi da edicola, ma raccoglie poco dagli inserzionisti) gli investitori tendono a stare alla larga da programmi o mezzi di informazione molto schierati, di opinione. E per Publishare non sarà facile raccogliere oltre 6 milioni di euro nella stagione 2011- 2012, che peraltro si apre in uno dei momenti più duri dell’economia italiana degli ultimi 30 anni, tanto che già si ventila l’ipotesi dell’affi ancamento o addirittura della sostituzione di Publishare con Sky Pubblicità, la concessionaria della piattaforma satellitare di Rupert Murdoch.
Fonte : Italia Oggi
Asta LTE, rallentano i rilanci con 5,4 mln nella 21ma giornata
Si conclude in frenata la gara tra le compagnie telefoniche nazionali per il 4G. L’asta pubblica di frequenze, che mette in palio ben 255 MHz di spettro elettromagnetico per le nuove tecnologie della banda larga mobile, si è conclusa ieri alle ore 18.10 nella ventunesima giornata.

Nel corso di 30 diverse tornate, sono stati effettuati 8 rilanci per acquisire blocchi di frequenze in banda 1800 MHz e 2600 MHz, portando un incremento totale di 1.629.627.935,08 euro rispetto alle offerte iniziali, ovvero circa 5,4 milioni di euro in più rispetto a martedì 27 settembre. L’importo totale di incasso, comunque importante, varia di poco rispett a ieri: 3.932.735.100 euro.
Terminata da oramai qualche giorno la competizione sugli 800 MHz (con incassi record sino a 2,9 miliardi), si muove anche se di pochissimo la competizione sui 1800 MHz con H3G che ribalta la gara ottenendo 2 lotti, Telecom Italia solo uno, mentre Vodafone rimane esclusa (per un totale di 475 milioni di offerte). Le telco hanno eseguito i rilanci anche per i blocchi 2600 MHz. Per il blocco generico delle frequenze che erano del Ministero della Difiesa sono giunte al momento offerte per 387 milioni di euro e la graduatoria vede Telecom e Wind con 4 lotti, Vodafone con tre lotti, e H3G ancora battuta rimane a bocca asciutta. Infine i blocchi 2600 MHz specifici rimangono in mano sempre a H3G. Come permane invariata l’offerta di Vodafone da 33 milioni per il blocco specifico FDD in banda 2600 MHz.
La gara riprenderà oggi, giovedì 29 settembre, a partire dalle ore 9.30 presso gli uffici del Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico.
Censura Internet: il Pdl frena sul comma 29 “ammazza blog”
Potrebbe anche ammorbidirsi la contestata stretta sui blogger, contenuta nel DDL intercettazioni. Oggetto questo, a quanto si è appreso, di disamina anche nella riunione dei tecnici Pdl, che si è tenuta ieri mattina.
Il giro di vite in questione è infatti ammorbidito dai due emendamenti del pidiellino Roberto Cassinelli che lascia l’obbligo di rettifica, ma ne modula i tempi distinguendo fra blog privati e professionali, come quelli delle testate giornalistiche, e abbassa le sanzioni per i privati. «E’ giusto mantenere il dovere di rettifica – spiega lo stesso deputato – ma non si possono equiparare i blog professionali e quelli del privato cittadino ed è un’illusione quella di applicare alla Rete le stesse regole» che valgono per altri mezzi.
La proposta prevede l’obbligo di rettifica entro 48 dalla richiesta solo per le testate professionali e sposta a dieci giorni il termine per i blog amatoriali. E questo, a decorrere dal momento in cui il blogger ha la conoscibilità della richiesta. In ogni caso, non possono essere oggetto di richiesta di rettifica i contenuti destinati ad un gruppo chiuso nè i commenti ad altri contenuti principali, in modo da rendere impermeabili all’obbligo di rettifica i profili privati sui social network. La sanzione (da 7500 a 12500 euro) è ridotta per i siti amatoriali da 250 a 2.500 euro. Una ulteriore riduzione (da 100 a 500 euro) è applicata a chi indica un valido indirizzo di posta elettronica al quale fare pervenire le richieste di rettifica.
Il ministro Pdl della Gioventù Giorgia Meloni, ospite del programma di Radio2 “Un Giorno da Pecora” è contraria alla norma: «Non sono d’accordo con la norma antiblog – ha detto – stiamo lavorando per sistemarla. Il diritto di rettifica va assicurato, ma bisogna commisurare le eventuali sanzoni in base al media con il quale si parla».
Agorà Digitale ha iniziato ieri a raccogliere adesioni di cittadini, associazioni e altre organizzazioni, da apporre in calce alla lettera che verrà inviata a tutti i parlamentari affinchè sottoscrivano il pacchetto dei 7 emendamenti (presentati da 26 deputati) volti a disinnescare il comma “ammazza blog” contenuto nel DDL intercettazioni.
Fonte : rainews24.rai.it
Aggiornamento 05/10/2011: Censura Internet: intesa sul comma 29 “ammazza-blog”, via l’obbligo di rettifica (forse)
Switch-off Toscana. Villa (Pdl): “disparità dei finanziamenti regionali alle tv locali per il digitale terrestre”
«Un milione e mezzo per una sola emittente televisiva, appena la metà per tutte le altre reti toscane, alle prese con le difficoltà legate al passaggio al digitale. E’ quanto emerge dal confronto tra l’atto che stanzia 1,5 milioni di euro per Rtv38 per la realizzazione di un nuovo centro di produzioni audiovisive su piattaforme digitali e la legge approvata a metà settembre dal Consiglio regionale, che prevede finanziamenti per un totale di 750mila euro da distribuire tra le oltre 40 reti televisive locali». E’ quanto si legge in un comunicato del gruppo regionale del Pdl.
Una disparità di trattamento balzata agli occhi del consigliere regionale del Pdl Tommaso Villa, firmatario di una interrogazione alla Giunta regionale con la quale richiede le ragioni della scelta. «Potremmo dire che tutte le televisioni sono uguali, ma alcune sono più uguali degli altri. A prescindere dalla diversa natura dei finanziamenti – uno inserito nei cosiddetti protocolli localizzativi, l’altro un finanziamento finalizzato al processo dI conversione dell’emittenza locale – appare quantomeno squilibrata la ripartizione delle risorse: già a cifre invertite la situazione sarebbe stata più equa».
«Giova ricordare ad esempio – precisa l’esponente del Pdl – che l’anno scorso la Lombardia ha stanziato a favore delle emittenti cinquemilioni di euro, mentre il Piemonte si è limitato a quattro. Recentemente la Regione Puglia ha deliberato finanziamenti per ben 10 milioni di euro, l’Emilia Romagna 1,8 milioni, e l’Umbria un milione, non molto ma sempre più della Toscana, nonostante un numero di emittenti che rappresenta un quarto di quelle toscane. Ma nonostante le difficoltà che le televisioni locali sono costrette ad affrontare la Regione ha preferito non intervenire per riequilibrare la disparità di trattamento. Confidiamo che lo switch-off si risolva per il meglio, ma nella malaugurata ipotesi che alcuni territori restino esclusi dalle nuove trasmissioni è bene sapere sin da subito di chi è la responsabilità: di una Regione che ha preferito garantire tanti, troppi soldi ad una sola emittente, lasciando gli spiccioli alle altre», conclude Villa.























